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“Con Pesenti scompare uno dei simboli più importanti dell’economia italiana”

Il presidente di Confindustria Bergamo Stefano Scaglia commenta la morte di Giampiero Pesenti

“Con la morte di Giampiero Pesenti scompare uno dei simboli più importanti della storia imprenditoriale della nostra provincia e dell’economia italiana, che ha lasciato in eredità i valori di un’industria orientata all’innovazione e all’internazionalizzazione e ha creduto fortemente nel sistema associativo, rivestendo a livello nazionale la carica di vicepresidente di Confindustria e facendo parte anche del nostro Consiglio Direttivo, affiancato poi dal figlio Carlo, che ne ha raccolto il testimone a livello nazionale e locale”. Così il presidente di Confindustria Bergamo Stefano Scaglia commenta la morte di Giampiero Pesenti.

IL RICORDO DI BOMBASSEI

“La perdita di Giampiero Pesenti è gravissima per tutti noi – dichiara Alberto Bombassei, presidente di Brembo Spa -. È stato un uomo che ha offerto un contribuito importante alla storia industriale del nostro Paese. E per il nostro territorio è stato un esempio di coraggio e qualità imprenditoriali.  Ricordo l’ammirazione con cui commentai l’acquisizione di Ciments Francais. Fu un’operazione che consenti non solo uno straordinario salto dimensionale a Italcementi ma soprattutto garantì l’internazionalizzazione del Gruppo allargandone le prospettive e la capacità di affrontare le sfide della globalizzazione.  E mi fece capire ancora meglio l’importanza di un intelligente utilizzo della finanza quale strumento indispensabile per la crescita di un progetto industriale. Dal punto di vista personale poi ne ho apprezzato il rigore e la correttezza che ha saputo mettere a disposizione con profitto anche nella comune esperienza in Confindustria. Abbiamo inoltre condiviso l’iniziativa del Kilometro Rosso: le nostre due aziende non solo sono state e sono certamente un traino importante per il suo sviluppo ma sono anche riuscite più volte a collaborare a comuni progetti di ricerca. Per Giampiero come per me è stata la dimostrazione dell’efficacia di una comune visione”.

IL CDA E I DIPENDENTI DI ITALCEMENTI

“Per tutti in Italcementi era “l’Ingegner Giampiero” – scrivono in una nota il Consiglio di Amministrazione e tutto il personale di Italcementi -. Non per una mancanza di rispetto nei suoi confronti, al contrario: nei corridoi della sede storica di via Camozzi a Bergamo bastava il nome di battesimo per identificarlo, essendo stato Giampiero Pesenti ben più che il vertice societario dell’Azienda per oltre trent’anni. Lui rappresentava la continuità di una dinastia imprenditoriale che aveva fondato Italcementi, fin da fine Ottocento azienda leader del cemento in Italia e protagonista dello sviluppo economico e sociale del Paese per oltre 150 anni. Giampiero Pesenti incarnava l’Azienda italiana che era stata capace di andare oltre se stessa e i propri confini nazionali, acquisendo nel 1992 una multinazionale come Ciments Français, di oltre due volte più grande della stessa Italcementi, e facendo della società bergamasca una protagonista di dimensioni globali, quinto produttore al mondo di cemento. La personalità, l’intelligenza e l’autorevolezza di Giampiero Pesenti hanno contribuito a fare di Italcementi quello che è ancora oggi, pur nel contesto di un gruppo internazionale più grande: una società leader, dal punto di vista industriale ma anche nella capacità di visione, sempre con l’ambizione di andare oltre il presente. Grazie Ingegner Giampiero, per l’insegnamento e i valori che ci ha dato”.

FRANCESCO CORNA, SEGRETARIO CISL BERGAMO

“Un imprenditore che ha saputo avviare e ampliare l’attività con il contributo di migliaia di lavoratori e lavoratrici, anche bergamaschi. Le divisioni e i contrasti a seguito della vertenza Italcementi non diminuiscono l’immagine del capitano di impresa – afferma Francesco Corna, segretario generale della Cisl Bergamo -. Apparteneva a quella immagine di imprenditoria bergamasca che ha saputo mantenere radici e legami con il territorio. Ha saputo dimostrare capacità e lungimiranza. Quello che oggi possiamo augurarci è che i suoi sforzi e quelli dei collaboratori possano tradursi, come avvenuto in passato,  in attività e posti di lavoro per il nostro territorio. Tutta la Cisl di Bergamo è vicina alla famiglia nel cordoglio e nel ricordo di un uomo importante per la storia imprenditoriale della provincia e dell’intero Paese”.

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