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Aborto selettivo, pratica drammatica che ancora oggi tormenta Cina e India

"Le figlie perdute della Cina" è il libro-testimonianza della giornalista cinese Xinran: secondo uno studio del 2019, su 23 milioni di casi nel mondo, 11,9 milioni sono avvenuti in Cina e 10,6 milioni in India.

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Xinran, Le figlie perdute della Cina

“Una come me che non riesce ad avere un maschio non ha via di scampo, giusto? Se non mi crede può chiedere a qualsiasi altra donna”

Xinran ha sempre voluto essere una figlia: sua madre non l’ha mai abbracciata, perché a quei tempi l’unica cosa che contava era la Rivoluzione. Questo vuoto la spinge ad avvicinarsi a coloro che si sentono come lei: le madri e le loro bambine, abbandonate o uccise, a volte prima ancora di nascere. Xinran è diventata giornalista e ha raccolto le testimonianze di moltissime donne cinesi, vittime o carnefici per colpa della tradizione e della politica del figlio unico.

Nel corso delle sue ricerche conosce una ostetrica, che fa nascere i bambini e “sistema” le bambine; una coppia in treno, che abbandona la figlia in stazione, con la speranza che il prossimo a nascere sia un maschio; una donna di campagna, che in città spera di scoprire come fare ad avere un bambino. Ogni madre che Xinran conosce ha una storia diversa, ma tutte “hanno lo strazio nel cuore”.

Aborto selettivo

“Ho sentito dire che voi gente di città sapete come si fa ad avere un figlio maschio. Pensavo di poter imparare anche questo, avere un maschio e poi andare a casa e vivere almeno per un po’ come un essere umano!”

Secondo le Nazioni Unite, mancano 117 milioni di bambine nel mondo. Molte sono state abbandonate o uccise subito dopo la nascita. Altre invece non sono mai nate. La loro colpa? Essere femmine.
Praticare l’aborto selettivo in base al sesso significa terminare la gravidanza in base al sesso del nascituro. In molti Paesi le vittime sono le femmine, perché i maschi sono più preziosi.

Dove e conseguenze

“Noi gente di campagna eravamo terrorizzati all’idea che il primogenito fosse femmina. Se era così, voleva dire che per una generazione intera, o anche per diverse generazioni, la famiglia non avrebbe potuto guardare a testa alta la gente del villaggio! Che cos’è se non una calamità?”

È difficile dire quante bambine sono state eliminate prima della nascita perché femmine, dato che in certi Paesi gli aborti non vengono sempre registrati. Tuttavia si può utilizzare il sex birth ratio (SBR), che calcola il rapporto tra maschi e femmine alla nascita in una certa area; se questo rapporto è fortemente sbilanciato, è probabile che si pratichi l’aborto selettivo.

Negli Stati Uniti il birth sex ratio è 105 (nascono 100 bambine ogni 105 bambini), in Europa 106 e in Asia oltre 107: Cina e India infatti sono i Paesi in cui l’aborto selettivo è più diffuso.

• in Cina, secondo un articolo della BBC, nel 2010 ogni 100 bambine nascevano 119 bambini, che diventano addirittura 130 in alcune aree rurali;
• quest’ultimo dato è simile anche per la regione del Punjab, in India, dove ogni 100 bambine nascono 131 bambini.

Secondo uno studio del 2019, su 23 milioni di aborti selettivi nel mondo, 11,9 milioni sono avvenuti in Cina e 10,6 milioni in India.

Questa pratica comunque è presente anche in altri Paesi, come si può vedere nella mappa interattiva (fonte https://www.pop.org/project/stop-sex-selective-abortion/)

La preferenza per i figli maschi è evidente anche nelle comunità immigrate nel mondo: nel 2008 Columbia University ha analizzato l’SBR tra bambini nati negli Stati Uniti da genitori Cinesi, Indiani e Coreani, tenendo conto se si trattasse del primo, secondo o terzo figlio.

• Nel caso del primo figlio, l’SBR è normale (106 bambini su 100 bambine).

• Se il primo figlio è femmina, è più probabile che il secondo figlio sia maschio: l’SBR sale, su 117 bambini nascono 100 bambine; circa il 10% delle bambine sono state eliminate.

Questa tendenza è ancora più evidente se sia il primo che il secondo figlio sono femmine: il terzo figlio ha il 50% di probabilità in più di essere maschio (151 su 100). Le altre bambine non hanno potuto nascere.

Questa pratica porta ad un forte squilibrio nella popolazione, al punto che si stima che in Cina 24 milioni di uomini in età da matrimonio resteranno senza una moglie entro il 2020.

Cause

“Noi non possiamo cavarcela senza un figlio maschio. Nessuno brucerebbe per te l’incenso al tempio degli antenati. Ma non è solo questo il motivo […] I funzionari responsabili non ci danno nessun pezzo di terra in più quando nasce una bambina, e la terra coltivabile è talmente poca che le bambine morirebbero comunque di fame”

Perché l’aborto selettivo è così praticato?

xinran

Un osservatore superficiale potrebbe dire che è dovuto alla diffusione di test che permettono di conoscere il sesso del bambino tra le 7 e le 13 settimane di gravidanza, con una precisione fino al 100%. Queste tecnologie sono disponibili non solo nelle grandi città occidentali, ma anche nelle aree rurali della Cina e dell’India: gran parte della popolazione può quindi utilizzarle e scoprire se il bambino sarà maschio o femmina.

Questi test sono quindi strumenti di morte da limitare? In realtà essi non spiegano perché a così tante bambine non viene permesso di nascere.

La preferenza per i figli maschi fa parte della più generale mancanza di uguaglianza tra uomini e donne in certe culture, spesso rafforzata da ragioni economiche, leggi e consuetudini:

• il nome della famiglia si tramanda attraverso i figli maschi;
• le figlie femmine invece fanno parte della famiglia solo per un periodo, perché poi andranno a vivere con quella del marito;
• la donna che ha figli maschi ha uno status superiore rispetto a una che non ne ha;
• far sposare una figlia può essere costoso, perché bisogna procurarle una dote;
• in alcune società le donne non possono essere proprietarie di beni, né ereditarli.

In Cina un altro fattore che ha contribuito alla diffusione dell’aborto selettivo è la politica del figlio unico: dal 1979 le coppie cinesi potevano avere solo un figlio; negli anni i controlli si sono inaspriti, così come le pene per i trasgressori, fino alla formale abolizione della legge nel 2015. Questa politica, soprattutto nelle aree rurali più tradizionaliste, ha portato a una preferenza per i figli maschi: se prima era possibile fare più “tentativi”, ora era necessario fare in modo che il primo (e unico) figlio fosse maschio, anche a costo di eliminare le femmine prima della nascita.

Non solo aborti

“Non puoi non ‘sistemare’ le bambine, a meno di non mettere al mondo solo maschi. I familiari di tuo marito non te lo perdonerebbero mai. Ti rovinerebbero la vita!”

xinran

La preferenza per i figli maschi nelle società patriarcali non si “limita” agli aborti selettivi, ma si manifesta anche negli anni successivi alla nascita. In una ricerca Amartya Sen ha osservato che la differenza di SBR tra Europa/Stati Uniti e Asia, può essere dovuta ad una più alta mortalità femminile in quest’ultima: secondo la studiosa, questo è dovuto alla diversa alimentazione e assistenza medica riservata alle donne nei Paesi asiatici. Molte bambine quindi non muoiono precocemente perché vengono date loro meno possibilità e meno cure: una figlia vale meno di un figlio e per questo ha meno chances di sopravvivere.

Quali soluzioni?

L’aborto selettivo e l’abbandono dei neonati sulla base del sesso sono illegali anche nei Paesi in cui sono maggiormente praticati. Se la legge non è sufficiente per aiutare le bambine, cos’altro si può fare per salvarle?

• Supportare le organizzazioni locali che si prendono cura delle bambine abbandonate.
• Monitorare le donne incinte che vivono nei villaggi più a rischio
• Diffondere la consapevolezza del fenomeno tra la popolazione, tramite mezzi quali social media e film
• Dare più potere alle donne, tramite l’istruzione e corsi che consentano loro di essere indipendenti

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