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Attività finanziarie estere: scatta il controllo dell’Agenzia delle Entrate

L’Agenzia delle Entrate ha predisposto una seconda tranches di comunicazioni dedicate alle anomalie collegabili all’omessa dichiarazione, per il 2016, delle attività finanziarie detenute all’estero e degli eventuali redditi percepiti.

Come noto l’Agenzia delle Entrate, secondo quanto previsto dalla Finanziaria 2015, nell’ambito del rapporto collaborativo e trasparente tra Fisco e contribuente mette a disposizione dello stesso o dell’intermediario abilitato le informazioni relative ai ricavi, compensi, volume d’affari, ecc. inviando specifiche comunicazioni delle anomalie riscontrate al fine di consentire al contribuente di correggere eventualmente la propria posizione tramite il ravvedimento operoso usufruendo della riduzione delle sanzioni.

In particolare, l’Agenzia delle Entrate ha predisposto, tra le altre, una seconda tranches di comunicazioni dedicate alle anomalie collegabili all’omessa dichiarazione, per il 2016, delle attività finanziarie detenute all’estero e degli eventuali redditi percepiti.

Come specificato nel provvedimento dell’agenzia del 12.7.2019, la normativa comunitaria ha introdotto lo scambio obbligatorio delle informazioni finanziarie sui conti detenuti all’estero, prevedendo in particolare che, a decorrere dal 2016, gli Stati UE devono trasmettere le informazioni dei conti finanziari di cui i residenti comunitari sono titolari.

Il flusso contiene i dati identificativi dei titolari del conto, dell’istituzione finanziaria tenuta alla comunicazione, del conto, compreso il relativo saldo, l’importo totale lordo degli interessi e altri redditi generati e tutte le informazioni relativi agli importi accreditati sul conto.
Con le comunicazioni di anomalia, quindi, l’agenzia segnala le differenze derivanti dal confronto tra il mod. REDDITI 2017 e i dati ricevuti dalle Amministrazioni fiscali estere nell’ambito del suddetto scambio automatico di informazioni.

Come precisato dall’Agenzia, a seguito dell’attività di analisi, la comunicazione è inviata ai soggetti che presentano anomalie più rilevanti, escludendo le posizioni presumibilmente non tenute all’adempimento dichiarativo o per le quali l’irregolarità ha carattere meramente formale.

Qualora le segnalazioni di anomalia fossero corrette, il contribuente potrà regolarizzare gli errori / omissioni commessi tramite il ravvedimento ex art. 13, D.Lgs. n. 472/97, beneficiando della riduzione delle sanzioni dovute per dichiarazione infedele.

* – Dottore Commercialista e Revisore Contabile

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