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Dalla fantascienza ai film drammatici: quando la luna ispira il cinema

La luna non ha ispirato solo tantissime canzoni e poesie: ha illuminato anche molti registi che hanno realizzato film-capolavoro al cinema.

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La luna non ha ispirato solo tantissime canzoni e poesie. Ha illuminato anche molti registi che attraverso la macchina da presa la raccontano mettendo in luce ogni volta aspetti, sfumature e caratteristiche diverse.

La produzione è abbondante e spazia da film di fantascienza, documentari, perle del cinema muto e commedie scanzonate dedicate allo sbarco sulla luna e più in generale al contesto storico dell’allunaggio oppure alla preparazione e al lavoro degli astronauti, alla ricerca aerospaziale e alla vita sul nostro satellite.

Uno dei titoli per eccellenza è “Moon”, film di fantascienza del 2009 diretto da Duncan Jones e interpretato da Sam Rockwell. Il protagonista, Sam Bell, è prossimo alla conclusione di un contratto di lavoro della durata di tre anni come unico residente della base mineraria lunare Sarang della Lunar Industries. Un’esperienza che sarà ricca di colpi di scena e sviluppi imprevedibili.

Altro capolavoro è “Viaggio nella Luna”, film muto del 1902 firmato da Georges Méliès, il precursore degli effetti speciali, dotato di una straordinaria capacità comunicativa anche senza usare le parole. Liberamente basato sui romanzi dei due padri del genere fantascientifico “Dalla Terra alla Luna” di Jules Verne e “I primi uomini sulla Luna” di Herbert George Wells, racconta di una navicella che un congresso di astronomi decide di “sparare” sulla Luna, a forma di proiettile, e s’imbarcano venendo lanciati da un cannone. Mentre un gruppo di ballerine festeggia l’evento, il proiettile arriva sulla Luna, conficcandosi direttamente nell’occhio della faccia dell’astro e provocandogli una visibile irritazione. Una volta scesi i viaggiatori incontrano i Seleniti (ipotetici abitanti della luna), vengono catturati e presentati al loro re, ma riescono a scappare, e ripartono facendo cadere il proiettile verso la Terra.

Altro adattamento del libro di Wells è l’inglese “First men in the moon” (1919) di Leigh: ambientato nel 1886, narra di un eccentrico scienziato che organizza il primo volo, una storia in cui si cela la speranza umana di incontrare i seleniti ribadita nel remake “Base Luna chiama Terra“(1964). In entrambi i film i primi esploratori sbarcati scoprono tracce di una precedente spedizione avvenuta intorno al 1899, a coronamento delle aspettative di fine secolo.

Ancora di Wells, l’idea del film”Vita futura” (1936), ambientato tra il 1940 e il 2036: la Luna appare solo nelle scene finali, dopo che la guerra ha devastato la Terra, quale approdo per la nuova rinascita.

Non si può non citare, poi, il più recente “First Man – Il primo uomo” (2018). diretto da Damien Chazelle, che racconta la storia vera dell’astronauta statunitense Neil Armstrong (interpretato da Ryan Gosling) e di come venne organizzata la complessa missione Apollo 11, che porterà il primo uomo sulla Luna.

Il grande schermo non ha solamente celebrato i successi dell’allunaggio ma ha rappresentato anche momenti drammatici, come nel caso di “Apollo 13” (1995), incentrato sul lancio della missione spaziale che nel 1970 aveva lo scopo di tornare sulla Luna. Un serio problema tecnico, però, costringe la Nasa a improvvisare per riportare i tre astronauti sulla Terra sani e salvi.

A strizzare l’occhio a chi sostiene che in realtà l’uomo non è mai stato sulla Luna, c’è “Capricorn One” (1977), che narra di una pianificata missione per portare l’uomo su Marte ma viene annullata all’ultimo, a causa di un difetto tecnologico che ne impedisce il compimento: piuttosto che rivelare la verità, viene organizzato un finto atterraggio sul pianeta rosso, ricostruito in uno studio di posa. Scritto e diretto da Peter Hyams (‘2010 – L’anno del contatto’) ‘Capricorn One’ strizza evidentemente l’occhio alle teorie del complotto in base alle quali non siamo mai stati sulla Luna.

Di genere diverso, “Iron Sky” (2012), commedia d’azione ironica, diretta dal finlandese Timo Vuorensola. Ambientata nel 1945, che racconta di nazisti che si rifugiano in una gigantesca base costruita sul lato oscuro della Luna: alcuni decenni più tardi decidono che è giunto il momento di attaccare la Terra e ristabilire il loro dominio.
Insomma su una delle più grandi imprese dell’uomo si è fantasticato, prima e dopo lo sbarco, contaminando realtà e science fiction, genere reso celebre da “2001 “Odissea nello spazio” (1968) di Stanley Kubrick uscito quasi in concomitanza all’allunaggio.

Il genio creativo di Fritz Lang darà vita a “Una donna sulla Luna” (1928) in cui, a bordo di un’astronave parte una spedizione tedesca che coinvolge quattro uomini una donna più un clandestino, con l’obiettivo di trovare presunte miniere d’oro sulla Luna. Sul satellite, dove l’atmosfera è respirabile, tutto è come sulla Terra: rapacità, gelosia, miseria e grandezza dell’uomo.

L’affermazione della science fiction si deve a “Uomini sulla Luna” di Irving Pichel, il primo film hollywoodiano sui viaggi nello spazio. Firmato da George Pal, altro padre degli ” effetti speciali” a cui andò l’Oscar, per quella categoria nel 1950. Fu un successo internazionale, capace di sdoganare definitivamente la fantascienza dai B-movie e lanciare un vero filone al cinema. Nell’alleanza tra un industriale aeronautico , un generale e uno scienziato astrofisico si legge il comune impegno degli americani di sbarcare sulla luna prima dei sovietici.

Nel 1952, arriva in Italia esce “I Conquistatori della Luna” di Fred Brannon, spin-off del serial “Radar Man”, sulle avventure di un uomo dotato di una particolare tuta che gli permette di volare. Dallo stesso serial fu tratto un film dal titolo “Retik, the moon menace” (1966): il titolo esprime le ansie del tempo quando dallo spazio venivano minacce da cui difendersi alludendo alla guerra fredda di quegli anni, peraltro combattuta attraverso la supremazia spaziale.

Il film “Cat women of the Moon“, noto anche come “Rocket to the Moon” di Arthur Hilton, invece, punta sul fascino dell’ambiente lunare popolato da belle Selenite. Una dimensione sexy che viene ripresa da “Missili sulla Luna” (1958) di Edward Cahn per allietare lo scenario incupito da ragni giganti nelle caverne.

La luna ha attratto anche Steno, che ha diretto “Totò nella luna” (1958), una parodia dei film di fantascienza sulla conquista dello spazio popolari all’epoca, tra i quali “Uomini sulla Luna” del 1950 e “L’invasione degli Ultracorpi” del 1956.

L’idea degli alieni minacciosi è una costante ripresa negli anni Sessanta, sulla scia di “Ultimatum alla Terra“, con un chiaro riferimento alla Guerra Fredda. Nel 1960, appare sugli schermi americani “12 to the Moon” di David Bradley, che racconta di una spedizione terrestre che giunge sulla Luna e, dopo, molte traversie, raggiunge un gruppo di caverne dove vive un popolo deciso a distruggere la Terra.

Nell’anno dell’allunaggio esce “Luna 02” di Roy Ward Backer, un singolare western ambientato nello spazio, dove l’eroe di turno deve combattere le mire di conquista di un dispotico imprenditore che vuole arricchirsi a spese dei minatori spaziali.

Nel 1969 ha visto la luce “Luna zero due“: due ex astronauti vengono convocati da un ricco industriale – proprietario di una compagnia mineraria, i cui operai reclamano migliori condizioni di lavoro – che intende affidare loro una missione ai limiti dell’impossibile: il recupero di un asteroide interamente composto di zaffiro.

I primi anni Settanta vedono il successo televisivo di “U.F.O.” e del comandante Straker che dalla Luna, base della S.H.A.D.O, ordina gli attacchi ai rotori alieni che rapiscono i terrestri per usare i loro organi a scopo di trapianto. Successivamente uscirono diversi sequel cinematografici: “UFO Distruggete base Luna“, “UFO: Allarme Rosso attacco alla Terra“, “UFO: Annientate Shado” e”Uccidete Straker“. Il protagonista Ed Bishop (Straker) era stato anche al centro delle scene di “Mani sulla Luna” (Mouse on the Moon, 1962) di Richard Lester, una commedia british che attribuiva agli abitanti di un oscuro e piccolo staterello lo sbarco, grazie a un razzo con propellente uno speciale vino fermentato.

Per gli amanti del thriller, invece, c’è “Assassinio sulla Luna” (1989) di Michael Lindsy-Hogg, storia di un’indagine svolta da un maggiore americano che deve risolvere il caso della morte di un astronauta su una base lunare sovietica presa in affitto dagli americani.

Passando ai docu-film, spiccano “La cronaca dello sbarco sulla Luna” di Tito Stagno (1969), “Apollo 11. L’uomo sulla Luna” (1999) e “Dalla Terra alla Luna. Mare Tranquillitatis” (2000).

Oltre ai film dedicati a spedizioni sulla luna, ce ne sono molti in cui il sempre affascinante satellite terrestre è inserito in una trama dal carattere più poetico. Nel film drammatico “Dear John“, per esempio, assume una valenza romantica e struggente. Adattamento cinematografico del romanzo di “Nicholas Sparks – Ricordati di guardare la luna”, e racconta la storia d’amore tra John Tyree e Savannah Lynn Curtis, interpretati da Channing Tatum e Amanda Seyfried.

In “Amore al chiaro di luna“, invece, Fiona, agente immobiliare di New York, è stata appena lasciata dal fidanzato Nate quando decide di fuggire per qualche giorno nella pittoresca locanda di famiglia in Vermont e rivalutare tutta la sua vita. Quando Nate si presenta sul posto in compagnia della nuova fidanzata, Fiona escogita rapidamente un piano per riconquistarlo, fingendo che il bel cuoco Derek sia il suo nuovo amore.

L’amore è anche al centro di “Stregata dalla luna” (1987), con Nicolas Cage, in cui la protagonista, Loretta, piacente vedova italoamericana, accetta l’offerta di matrimonio di Johnny Cammareri. Prima delle nozze, però, questi deve recarsi in Sicilia dalla vecchia madre che pare in punto di morte e vuole vederlo per l’ultima volta; Loretta si incarica di contattare il giovane Ronny, fratello del promesso sposo, per invitarlo alle nozze. Tra Johnny e Ronny esistono infatti dissapori che li hanno allontanati reciprocamente. Tra Loretta e Ronny scoppia il grande amore, complici la “Bohème” al Metropolitan e la notte di luna piena. La situazione precipita quando…

Proseguendo nel solco dei film drammatici, in “Ricordati di me“, di Gabriele Muccino, con Fabrizio Bentivoglio, Laura Morante, Monica Bellucci, Silvio Muccino e Nicoletta Romanoff, in un’aula scolastica è di scena la poesia sulla luna. Uno studente legge alcuni versi di Giacomo Leopardi tratti dal “Canto notturno di un pastore errante dell’Asia”

Passando alla commedia, nel 2018 è uscito “L’uomo che comprò la luna“: Una coppia di agenti segreti italiani riceve una soffiata dagli Stati Uniti: pare che qualcuno, in Sardegna, sia diventato proprietario della luna. Il che, dal punto di vista degli americani, è inaccettabile, visto che i primi a metterci piede e a piantarci la bandiera nazionale sono stati loro. I due agenti reclutano dunque un soldato che, dietro il falso nome di Kevin Pirelli e un marcato accento milanese, nasconde la propria identità sarda: si chiama infatti Gavino Zoccheddu e la Sardegna ce l’ha dentro anche se non lo sa. Per trasformarlo in un vero sardo viene ingaggiato un formatore culturale sui generis. A questo punto non rimane che risolvere il caso: chi ha comprato la luna? E perché?

Si richiamano alla luna anche molti altri titoli come “Pirati dei Caraibi – La maledizione della prima luna” (2003), primo capitolo della celebre serie; e “Sei mai stata sulla Luna?” (2015), di Paolo Genovese, con Liz Solari e Raoul Bova.

Per concludere, in “October Sky” di Johnston, un film di formazione adolescenziale, lo spazio è rappresentato come il luogo del sogno per eccellenza.

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