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Trasporto aereo, Viglietti (Uil): “Serve un nuovo contratto nazionale”

Ivan Viglietti, Segretario Nazionale del trasporto aereo della Uil Trasporti, a Bergamo in vista dello sciopero del prossimo 26 luglio, che seguirà di due giorni quello generale del trasporto, previsto per il 24 luglio

“Chiediamo da tempo al Governo un intervento sulla riorganizzazione del sistema in termini di regole, competizione e concorrenza tra imprese che non può più scaricarsi sui diritti e sulla retribuzioni dei lavoratori. Abbiamo avanzato delle proposte ed è tempo di intervenire”.  Non usa mezzi termini Ivan Viglietti, Segretario Nazionale del trasporto aereo della Uil Trasporti, intervenuto giovedì 18 luglio a Bergamo in vista dello sciopero del prossimo 26 luglio, che seguirà di due giorni quello generale del trasporto, previsto per il 24 luglio.

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Nella sede della Uil, in via San Bernardino 72/E, era presente anche Simone De Cesare del Dipartimento nazionale Personale di Terra. Tra i temi affrontati anche il Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro, il dumping contrattuale e le problematiche dei lavoratori dell’aeroporto di Orio al Serio.

L’incontro è stato occasione per fare un quadro sul sistema aeroportuale di Bergamo dove lavorano oltre duemila persone tra Sacbo, Dhl, Ags, Fc e Ups. Solamente Sacbo, la società che gestisce lo scalo di Orio al Serio, conta con le sue due società 250 e 230 lavoratori. Dhl, invece, occupa circa 500 dipendenti, mentre Lynx 150. Ventidue le compagnie aeree che lavorano con l’aerostazione “Il Caravaggio” di Bergamo, anche se circa l’80% del traffico aereo appartiene alla compagnia aerea Ryanair.

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Giacomo Ricciardi, segretario generale Uil Trasporti Bergamo, commenta: “L’Attivo UIL del Trasporto Aereo a Bergamo è stato abbastanza partecipato dai rappresentanti di tutta l’area aeroportuale di Orio al Serio, nella specifica delle rivendicazioni di questo settore c’è la situazione della legislazione che regola il settore che ha incentivato una competizione spinta tra le compagnie che si è scaricata, attraverso la possibilità di pratica di forme estreme di dumping contrattuale, sui lavoratori. Inoltre mancano certezze e risorse adeguate al Fondo di solidarietà del settore che permette di armonizzare le crisi. Si il varo di una concreta legislazione di sostegno, che contrasti il dumping contrattuale presente nel settore, prevedendo il contratto nazionale come riferimento minimo retributivo e normativo per poter operare negli aeroporti italiani, tanto per le imprese di terra che per le compagnie con base in Italia. Serve un quadro regolatorio chiaro a salvaguardia della concorrenza leale, dell’occupazione e dei salari”.

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