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Galleria al Bögn, la Commissione Paesaggio: “Nessuno ci ha detto del progetto”

Il presidente Christian Galli scrive alla Soprintendenza: "Non ci è stato chiesto alcun parere, abbiamo saputo dai giornali"

Rischia di diventare un caso il progetto della galleria paramassi all’orrido del Bögn di Riva di Solto, uno dei luoghi più suggestivi di tutto il lago d’Iseo. Nel dibattito tra chi la considera un’opera necessaria alla sicurezza e chi, invece, non vorrebbe nemmeno vederla disegnata nei rendering, entra a gamba tesa la Commissione per il Paesaggio del Comune di Riva di Solto, che martedì 16 luglio ha inviato una lettera alla Soprintendenza delle province di Bergamo e Brescia comunicando di non avere epresso alcun parere sul progetto.

“Della sua esistenza – scrive l’architetto Christian Galli, presidente della commissione paesaggistica – si è venuti a conoscenza recentemente dopo avere letto alcuni articoli pubblicati sulla stampa, in quanto l’amministrazione comunale di Riva di Solto non ha chiesto a suo tempo nessun parere alla Commissione per il paesaggio”, rimasta in carica fino alle elezioni dello scorso 26 maggio.

Nella lettera si fa riferimento alla discussa galleria paramassi, ma l’ingegnere Dario Catalini – che insieme all’architetto Giovanni Piccitto fa parte della commissione – spiega di non essere stato contattato nemmeno per un parere sull’intero progetto di riqualifica e valorizzazione dell’area: un progetto da 1 milione e 200mila euro nel quale rientra anche il discusso tunnel ciclopedonale affidato all’architetto Sergio Ghirardelli: 55 metri di lunghezza, composto da anelli in cemento armato precompresso e mitigato nella parte superiore da piante autoctone, pensato per garantire a ciclisti e pedoni di circolare senza il timore che un masso possa staccarsi dalle pareti rocciose.

“Se l’opera insiste su terreno demaniale, allora la competenza è della Provincia di Bergamo. Ma se occupa anche in minima parte un’area del Comune, allora la commissione non può non essere chiamata in causa”, commenta Catalini. Stiamo parlando dell’organo tecnico-consultivo chiamato ad esprimersi sulla qualità dei progetti e il loro impatto estetico. Per dare possibilità di replica abbiamo provato a contattare la sindaca Nadia Carrara, senza però ottenere risposta.

Le informazioni relative al progetto sono comunque disponibili sul sito del Comune dallo scorso 18 aprile. Una corposa serie di documenti che descrivono minuziosamente l’intero piano di recupero dell’area: dalla relazione geologica all’inquadramento naturalistico, fino ai rilievi planoaltimetrici e alla relazione paesaggistica. Documenti nei quali si fa anche riferimento alla presenza di aree di proprietà comunale.

“La messa in sicurezza dell’area è di fondamentale importanza – riconosce Norma Polini, capogruppo della minoranza in Consiglio comunale – ma l’invito che facciamo all’amministrazione è quello di fermarsi e ragionare. Ragionare su un’opera che non solo garantisca sicurezza, ma sappia convivere in modo armonico con il contesto naturale offerto dall’orrido del Bögn”.

La posizione dell’amministrazione, a tal proposito, sembra chiara: “Soluzioni alternative sono state valutate attentamente, anche sulla scorta delle valutazione geologiche – si legge nei documenti disponibili sul sito del Comune – ma vista la conformazione e l’altezza del fronte di versante da proteggere, non ne esistono di tecnicamente plausibili”.

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