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Caso ex Riuniti, Gori attacca Fontana e per gli ortodossi propone la chiesa di via Borgo Palazzo

Il sindaco di Bergamo: "Il presidente della Regione ha realizzato che senza mandar via gli ortodossi rischierebbe un'indagine per turbativa d’asta"

“Torno su un argomento di cui mi sono più volte occupato nei mesi scorsi, ovvero la vicenda della chiesetta degli ex Ospedali Riuniti di Bergamo. Una storia che è sempre più un pasticcio, da qualunque punto di vista la si guardi”. Comincia così il post che il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, ha pubblicato nella tarda serata di marcoledì 17 luglio sul suo profilo Facebook, riservando più di una frecciata al presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana.

“Un veloce ripasso: il 25 ottobre scorso l’ASST Papa Giovanni XXIII, azienda ospedaliera di Bergamo controllata da Regione Lombardia, mette all’asta – col placet della Regione – la chiesetta degli ex Riuniti, piccola enclave all’interno dell’area destinata ad ospitare l’Accademia Nazionale della Guardia di Finanza – scrive Gori -. All’asta partecipa la comunità dei Cristiani Ortodossi, che usufruisce della chiesa dal 2015, ma l’offerta più alta è quella presentata dall’Associazione Musulmani di Bergamo, che si aggiudicano l’ex chiesa con un rialzo dell’8% sulla base di 418.700 euro.
Per riparare a un esito di gara sorprendente e particolarmente sgradito, Regione Lombardia decide a questo punto di esercitare il diritto di prelazione sull’immobile – che poco prima aveva scelto di vendere – con il Presidente Fontana impegnato a promettere agli Ortodossi che la Chiesa sarebbe stata loro prontamente “restituita”.

Ora, rende noto il sindaco di Bergamo, sarebbe arrivata un’ulteriore beffa: “L’8 luglio – prosegue il post – una lettera arriva a padre Gheorghe, Sacerdote dei Cristiani Ortodossi della parrocchia di San Tommaso Apostolo di Bergamo. Nella busta, la diffida della Regione a lasciare l’immobile entro 30 giorni, pena il ricorso alle “più opportune sedi giudiziarie per ottenere la liberazione della suddetta unità immobiliare e l’integrale risarcimento dei danni subiti e subendi”. Traduzione: fuori o vi buttiamo fuori noi. Gli Ortodossi di Padre Gheorghe saranno quindi presto senza uno spazio in cui pregare. Il Presidente della Regione ha infatti realizzato che se rispettasse le promesse sbandierate pochi mesi fa (“l’ho chiamato per rassicurarlo e illustrargli le azioni che la Regione metterà in atto per consentire alla comunità di non perdere il loro luogo di culto” disse il giorno della vendita della chiesa) rischierebbe di essere indagato per turbativa d’asta, non una cosa da poco.
Il risultato, dunque, è che per far dispetto ai Musulmani, che legittimamente si erano aggiudicati la proprietà della chiesa, la Regione mette per strada i Cristiani Ortodossi.

Ma una soluzione, secondo Gori, che si rivolgo direttamente a Fontana, a suo avviso ci sarebbe. “Basterebbe chiamare Padre Gheorghe e proporgli in uso la chiesa che, sempre attraverso l’ASST Papa Giovanni XXIII, la Regione possiede in via Borgo Palazzo, nell’area dell’ex ospedale psichiatrico – conclude il post -. Non è molto grande, ma potrebbe andar bene ed evitare che i Cristiani Ortodossi si ritrovino senza un luogo di preghiera. Sempre che in questa vicenda Regione Lombardia voglia trovare delle soluzioni e non solo creare problemi”.

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