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Caduta da 6 metri in cantiere: non ce l’ha fatta Rudi, 44enne di Sant’Omobono

Stava ristrutturando una villetta a Varedo. La famiglia ha acconsentito alla donazione degli organi

La provincia di Bergamo deve fare i conti con un altro morto sul lavoro. Non ce l’ha fatta Rudi Asiatico, il carpentiere 44enne di Sant’Omobono Terme vittima di una caduta in cantiere da sei metri di altezza.

L’uomo è precipitato martedì 16 luglio mentre stava ristrutturando una villetta a Varedo (Monza-Brianza). Ancora da chiarire le cause che hanno portato il 44enne a cadere dal tetto dell’abitazione dove stava lavorando.

La caduta ha causato al muratore un trauma toracico e uno alla testa. Ricoverato in Terapia Intensiva nel reparto di Neurochirurgia dell’ospedale San Gerardo di Monza, è parso subito in condizioni critiche. Troppo gravi le ferite riportate: l’equipe medica non è riuscita a salvargli la vita.

Asiatico è stato dichiarato morto mercoledì mattina alle 9.47. L’uomo lascia la moglie e un figlio di due anni e mezzo. La famiglia, seppur distrutta dal dolore, ha acconsentito alla donazione degli organi.

Ats di Monza, carabinieri e polizia locale hanno posto sotto sequestro l’edificio in cui è avvenuto l’incidente per fare luce su questo ennesimo incidente mortale sul lavoro.

“È necessario stanziare adeguate risorse aggiuntive per sostenere il sistema della prevenzione regionale” commentano per Cgil Cisl Uil di Bergamo Angelo Chiari, Danilo Mazzola e Saverio Capuzziello -. “Non possiamo accettare che un settore, quello dell’edilizia, strategico per l’economia del paese salga alla ribalta delle cronache così spesso, per tragici incidenti mortali, quando invece dovrebbero essere la qualità, l’innovazione e gli investimenti a  venire discussi, condizioni indispensabili alla crescita del settore” aggiungono  Giuseppe Mancin per Feneal Uil, Simone Alloni di Filca Cisl e Luciana Fratus della Fillea Cgil di Bergamo.

E Roberto Calderoli, vice presidente del Senato, commenta: “Una preghiera per l’operaio bergamasco che ha perso la vita in un cantiere, piangiamo per questa ennesima vita persa sul lavoro. Ma a prescindere dall’episodio, su cui faranno chiarezza i magistrati, continuo a ritenere inaccettabile che in Italia ci siano purtroppo più di due morti al giorno sui luoghi di lavoro. In questi anni si è fatto molto, soprattutto in Lombardia (dove la giunta Fontana ha stanziato importanti risorse per aumentare la prevenzione e i controlli), per aumentare la sicurezza sui luoghi di lavoro ma questi incidenti ci dicono che non è ancora abbastanza, che non è mai abbastanza, che bisogna investire ancora di più nella prevenzione e nei controlli e che ci deve essere maggiore impegno da parte di tutte le istituzioni coinvolte per fare di più per tutelare chi lavora. Non si può morire o rimanere feriti sul posto di lavoro. Non lo possiamo accettare”.

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