BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Acqua avvelenata a Valleve, disturbi per 76 persone: nei guai l’ex sindaco

Secondo la procura la situazione fu causata da una serie di negligenze di Santo Cattaneo (già al centro del caso Brembo Ski) citato a giudizio

Il caso scoppiò a fine 2017, durante il periodo natalizio. A Valleve 76 persone lamentarono disturbi gastrointestinali. Si scoprì poi che non erano legati alle abbuffate di quei giorni, ma all’acqua del paese che era avvelenata. Per la procura di Bergamo, che ha raccolto una serie di esposti da parte delle vittime, a causa dei mancati controlli dell’allora sindaco Santo Cattaneo, citato a giudizio dal pubblico ministero Laura Cocucci.

Secondo chi indaga Cattaneo, già al centro dell’inchiesta su Brembo Ski e per questo rimosso dall’incarico nel 2018 (con il Comune affidato al commissario Andrea Iannotta), in qualità di responsabile unico del servizio idrico e di fognatura del paese dell’alta Val Brembana doveva garantire che l’acqua dei rubinetti fosse potabile.

Ma non era così, in particolare nella frazione Cambrembo, dove tra la fine del 2017 e l’inizio del 2018 numerose persone si sentirono male. 76 per la precisione, molte delle quali furono costrette a ricorrere alle cure mediche. Tra loro anche un paio di bambini. Vallevesi, ma pure turisti che in quel periodo erano lì per una vacanza sulla neve. Vomito, diarrea e febbre alta: questi i disturbi più ricorrenti.

Giardia duodenalis, Entamoeba, Escherichia coli. Sono solo alcuni dei batteri trovati nell’acqua durante i controlli di un pool di medici legali nominato dalla procura per verificare la situazione.

L’Ats in quei giorni diffuse una comunicazione in tutta la Lombardia, consigliando a chi era stato a Valleve di effettuare un controllo medico. Nel frattempo fece introdurre cloro nel bacino idrico del paese. La Prefettura inviò autobotti con acqua potabile da immettere.

L’ex sindaco inizialmente sminuì la questione e solo il tre gennaio emise un’ordinanza che vietava di bere l’acqua dei rubinetti a Cambrembo, parlando di una di carenza idrica causata dai rubinetti lasciati aperti per evitare che le condotte ghiacciassero. Ciò avrebbe provocato il prosciugamento dell’acquedotto, con la contaminazione del fondale forse da carcasse di animali.

Per la procura invece quella situazione era dovuta ad alcune negligenze di Cattaneo, in particolare sulla mancata clorazione dell’acqua. Così come sulla pulizia e la sostituzione dei filtri dei tubi che pescano acqua dal bacino idrico, dove non era nemmeno presente un sistema di immissione automatica del cloro. Solo un operaio era chiamato a controllare periodicamente la sorgente acquifera, ma senza alcuna competenza in materia. Nella zona, tra l’altro, non c’erano protezioni: solo una vecchia rete ma ormai abbattuta.

Oltre al reato 439, avvelenamento di acque, a titolo colposo, il magistrato contesta all’ex primo cittadino le lesioni personali per ciascuna delle vittime che presentarono l’esposto. Per Cattaneo è stata chiesta la citazione diretta, anche in virtù di una sentenza della Cassazione su un caso simile avvenuto in provincia di Brescia. La prima udienza è stata fissata per l’otto aprile 2020.

Attraverso il proprio legale, Enrico Pelillo, l’indagato ha fatto sapere di essere convinto di aver fatto tutto per il meglio, in maniera compatibile con le risorse finanziarie del paese. “Ci difenderemo nel merito”, ha aggiunto Pelillo.

© Riproduzione riservata

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.