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Quota 100: chi può usufruirne, quando e i suoi limiti

La pensione quota 100 non è cumulabile con i redditi da lavoro dipendenti o autonomo conseguiti anche all’estero, ad eccezione di quelli derivanti da lavoro autonomo occasionale, nel limite di 5.000 euro lordi annui.

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Il Decreto-legge 4 del 28 gennaio 2019, convertito nella L. 26/2019, ha introdotto una serie di nuove disposizioni in materia previdenziale, tra cui una misura sperimentale che prevede, per il
triennio 2019-2021, la possibilità di accedere alla pensione anticipata con il sistema Quota 100.

Si tratta di una nuova forma di pensione anticipata che si aggiunge a quelle già esistenti, ordinaria e quella ai precoci, nonché, ovviamente alla pensione di vecchiaia.

I destinatari di questa misura sono i lavoratori dipendenti o autonomi iscritti a una delle seguenti forme di previdenza obbligatoria, prima dell’anno 1996:

– all’assicurazione generale obbligatoria INPS, pertanto lavoratori dipendenti e autonomi iscritti alle gestioni artigiani, commercianti e agricoli;

– alle forme esclusive, ex Inpdap – dipendenti pubblici – addetti trasporto autoferrotranvieri;

– alle forme sostitutive, spettacolo, sportivi professionisti – ex Enpals;

– alla gestione separata.

I requisiti previsti per l’ottenimento del diritto alla pensione, prevedono il raggiungimento di un’età anagrafica pari ad almeno 62 anni e di un’anzianità contributiva minima di 38 anni. Il lavoratore che perfezionerà il diritto entro il 31 dicembre 2021, potrà esercitarlo anche successivamente, ed il requisito stabilito (62 + 38) non sarà adeguato agli incrementi della speranza di vita.

Ai fini del raggiungimento della cosiddetta quota 100, i soggetti iscritti a due o più delle gestioni previdenziali coinvolte, che non siano già titolari di una pensione a carico di dette gestioni,
possono cumulare i periodi assicurativi non coincidenti in base a quanto disposto dall’articolo 1, commi 243, 245 e 246, della legge 24 dicembre 2012, n. 228, con esclusione dei contributi
eventualmente versati presso le Casse Professionali.

La decorrenza dei trattamenti pensionistici è prevista per il primo giorno del mese successivo alla conclusione delle cosiddette “finestre mobili” della durata di 3 mesi dalla data di maturazione dei requisiti, per i lavoratori privati e pari a 6 mesi dalla data di maturazione dei requisiti, per i dipendenti pubblici.

In particolare:

– Gli iscritti alle gestioni pensionistiche che hanno maturato entro il 31 dicembre 2018 i requisiti previsti, conseguono il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico dal 1° aprile 2019;

– Gli iscritti alle gestioni pensionistiche che maturano dal 1° gennaio 2019 i requisiti previsti, conseguono il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico trascorsi tre mesi dalla data di
maturazione dei requisiti stessi, e la decorrenza sarà dal 1° giorno del mese successivo all’apertura della finestra.

La norma permette pertanto il conseguimento di quota 100, in particolare del valore minimo dell’anzianità contributiva pari a 38 anni, sommando i periodi non coincidenti accreditati in diverse
gestioni previdenziali obbligatorie, individuate nelle stesse indicate in precedenza. Gestioni in cui non sono comprese le Casse professionali. È possibile il cumulo dei periodi assicurativi solo presso il Fondo pensioni lavoratori dipendenti e/o presso le Gestioni speciali dei lavoratori autonomi.

La pensione quota 100 non è cumulabile, a far data dal primo giorno di decorrenza della pensione e fino alla maturazione dei requisiti per l’accesso alla pensione di vecchiaia, con i redditi da lavoro dipendenti o autonomo conseguiti anche all’estero, ad eccezione di quelli derivanti da lavoro autonomo occasionale, nel limite di 5.000 euro lordi annui.

L’eventuale percezione di reddito comporta la sospensione dell’erogazione del trattamento pensionistico nell’anno di produzione dei predetti redditi.

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