BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Il quartiere Finardi: una meravigliosa parentesi di silenzio nella frenesia cittadina

Sorse, per volontà dell’ingegner Mario Finardi, intorno alla neonata ferrovia della val Brembana, che, dal 1906, trasportava i turisti fino a Terme e casinò

Ogni quartiere, ogni strada, ha un’anima: in certe ore, in certi giorni dell’anno, sembra di poterne cogliere una diversa realtà, che ci rivela quest’anima segreta, spesso nascosta dietro la banalità del quotidiano.

Per questo, non visitate in questi giorni di afa e di sole il quartiere Finardi: troppo nette sono le linee segnate dalla luce, troppo vicini gli orizzonti brevi. Scegliete, invece, un pomeriggio d’autunno, in quell’ora malinconica in cui il giorno comincia a cedere alla sera: lasciando il traffico e il rumore di via Corridoni, attraversate la roggia Serio, che scorre lenta e pesante, verso lo scivolo che la sotterra, in misteriosi anfratti, prima di Borgo Santa Caterina, e vi troverete, come d’incanto, in una città diversa, quasi in una diversa epoca.

Perché questo è il quartiere Finardi: una miracolosa parentesi di silenzio, tra lo stadio e lo scorrere frenetico delle automobili. Le strade sono pressochè deserte, bassi i marciapiedi e i villini in stile Liberty fanno pensare ad una borghesia laboriosa e gelosa della propria riservatezza: gente che, terminato il lavoro, voglia rifugiarsi in un’isola di quiete familiare. E l’autunno, con le sue nebbioline, con il suo odore triste di foglie cadute, che macerano a terra, ci aiuta ad immaginare questo recente passato: ci accompagna in una passeggiata tranquilla e un po’ malinconica, in uno dei tanti scampoli di una Bergamo che non c’è più, increduta meraviglia.

Tutto il quartiere è cresciuto come minuscolo contado di una grande dimora gentilizia, il “Palazzo”, ricca di storia e di meraviglioso verde, quasi tutto precluso, in verità, agli occhi del viandante, da un alto muro, che ne rende ancora più ricchi di fascino alberi e prati: era, in tempi remoti, una dimora campagnola, di quelle che l’aristocrazia orobica costruiva, per trascorrervi i mesi più caldi, lontana dai miasmi e dalle epidemie della città.

La fabbrica risale al XVI secolo e, forse, è anche più antica, ma la sua massima gloria è legata al Settecento e alla sua inquilina più celebre: quella Paolina Secco Suardo che illustrò le arti e lasciò traccia di sé col nome arcade di Lesbia Cidonia. Qui, la poetessa veniva per la villeggiatura, da Verona, ove si era trasferita alle nozze, insieme al marito, conte Luigi Grismondi, proprietario di villa e terreni. A lei è dedicata una delle strade principali del quartiere: in realtà, quasi tutte le strade sono intitolate a personaggi legati alla storia del “Palazzo”, come vedremo.

Intorno alla metà del XIX secolo, i proprietari di villa e contado dovettero alienare l’enorme proprietà, che era assai più vasta dell’attuale quartiere: la comprò una famiglia di imprenditori dell’Isola, i Finardi, segnando il definitivo imborghesimento del “Palazzo” e delle pertinenze.

La borghesia operava, acquistava, investiva: era lo spirito del progresso e dell’espansione: così si legarono, in maniera insospettabile, i destini di San Pellegrino, dove, a partire dal 1902 erano iniziati i lavori che ne avrebbero fatto una celebre città d’acque, e il nostro quartiere, che sorse, per volontà dell’ingegner Mario Finardi, intorno alla neonata ferrovia della val Brembana, che, dal 1906, trasportava i turisti fino a Terme e casinò. Là dove erano campagne e coltivi, furono costruite quelle splendide palazzine che hanno fatto da sfondo alla nostra passeggiata. Che continuerà a breve. Alla prossima.

© Riproduzione riservata

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.