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Atalanta, Spagnolo: “Poche postazioni tv, ecco perchè non giochiamo la Champions a Bergamo”

L'ha spiegato il direttore operativo: "La Uefa ci aveva chiesto ben 32 postazioni con 3 commentatori per ogni posto"

Riflettori puntati sul Gewiss Stadium, il nuovo stadio dell’Atalanta: Roberto Spagnolo, direttore operativo della società, nella serata di lunedì 15 luglio ha illustrato in Sala Legrenzi a Clusone lo stato di avanzamento dei lavori dello stadio.

“Lo stadio è di proprietà dell’Atalanta – spiega Spagnolo -: il presidente Antonio Percassi vuole bene ai bergamaschi e al team nerazzurro, così tre anni fa ha acquistato la struttura partecipando a un bando pubblico. Al tempo, si parlava di salvezza, mentre oggi ci troviamo in Champions League. Avere uno stadio di proprietà è un lusso: in Italia gli stadi di proprietà, oltre a quello dell’Atalanta, sono soltanto due, quello del Sassuolo e quello della Juventus”.

All’incontro era presente anche il geometra responsabile del cantiere dello stadio, Guglielmo Nodari: “I lavori –racconta Nodari – prendono il via tutte le mattine alle 6 e finiscono intorno alle 9.30 di sera: lavoriamo su due turni e, nel mese di agosto, i turni saranno addirittura tre”.

La preoccupazione non manca: “Entro il 22 settembre –prosegue Spagnolo – dobbiamo ottenere l’agibilità della struttura per poter giocare la prima partita di campionato in casa. Abbiamo tre cantieri in contemporanea: quello della tribuna Giulio Cesare, tribuna principale e curva nord. Nel corso della prima settimana di luglio, ho siglato un accordo con Ats e ne sono orgoglioso: questo per dare la possibilità agli operai di lavorare in sicurezza”.

Prima di raggiungere la Valle Seriana in vista del ritiro estivo, giovedì 11 luglio, i giocatori nerazzurri hanno fatto visita al cantiere dello stadio e hanno provato l’ebrezza di sedersi sui gradoni della curva nord.

“Il presidente Percassi, invece, – conferma Nodari – tutte le sere, verso le 19, passa a verificare lo stato di avanzamento dei lavori”.

La società Atalanta ha fatto il possibile per poter disputare la Champions League a Bergamo: “Non si tratta di una motivazione economica – conclude Spagnolo -: Percassi era pronto a mettere in campo qualsiasi risorsa pur di giocare nella nostra Bergamo. Purtroppo non ci hanno concesso nessuna deroga e tra l’Europa League e la Champions c’è un abisso. Noi abbiamo tre postazioni per le televisioni all’interno dello stadio, mentre la Uefa ci aveva chiesto ben 32 postazioni con 3 commentatori per ogni posto”.

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