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Leonardo tra i grandi del baseball Usa: “Quanta nostalgia di casa, ma sogno la MLB” foto

Il 20enne di Torre Boldone è sotto contratto con i Cincinnati Reds, con i quali ha firmato nel 2017: oggi gioca per i Billings Mustang, squadra affiliata che disputa il campionato dei migliori giovani talenti.

A 20 anni sta vivendo il suo personalissimo sogno americano: Leonardo Seminati, classe 1999 di Torre Boldone, ormai due anni fa ha firmato un contratto di sette anni con i Cincinnati Reds, squadra professionista che disputa la Major League Baseball (LEGGI).

Dopo i mondiali Under 18 in Canada, nel settembre 2017, dove è stato anche capitano della Nazionale Italiana ed eletto miglior prima base del torneo è partito per la prima volta per gli Stati Uniti, per disputare la Arizona Instructional League con Cincinnati: poi il rientro in Italia per terminare gli studi.

Oggi Leonardo è nella rosa dei Billings Mustangs, squadra affiliata a Cincinnati che disputa la Pioneer League: si tratta di una lega minore di Rookie avanzati che raccoglie i giocatori considerati tra i migliori giovani prospetti del movimento.

Seminati, come sono andati questi due anni negli Stati Uniti?

In realtà questo è il primo anno effettivo in cui sono stabilmente negli Stati Uniti. Lo scorso anno dovevo preparare la maturità e, come da contratto con i Reds, sono tornato in Italia per l’idoneità e successivamente per affrontare l’esame; di fatto ho giocato solo mezza stagione. In ogni caso, più tempo passo qui e più riesco a stringere legami con questo territorio, con la popolazione, condividendone la cultura, usi e costumi.

Quali sono le principali differenze che ha notato?

Stati Uniti e Italia sono due nazioni molto differenti tra loro. Ci sono aspetti di una e dell’altra che amo molto, mentre altri sono più difficili. Amo la semplicità della vita americana, la poca burocrazia, la tranquillità negli spostamenti. Hanno una natura meravigliosa ma, per esempio, mi mancano le passeggiate o i giri in bici; mi manca la genuinità del cibo italiano, il pane, la pasta fatta in casa. Non mi mancano per niente, invece, il traffico e la vita frenetica.

Dopo aver firmato coi Cincinnati Reds, ora è entrato nel roster dei Billings Mustangs.

È la squadra in cui mi hanno promosso lo scorso anno e sono contento di essere ripartito da qui, questa volta come titolare.

Leonardo Seminati

I prossimi obiettivi quali sono?

Beh, ovviamente continuare a salire la scala che porta verso la prima squadra. Nel breve, spero verso la fine del campionato, di giocare qualche partita in Singolo-A.

Nostalgia di casa? Ci sono stati momenti in cui ha pensato di mollare?

Nostalgia di casa, tanta…tantissima. Mi manca la mia famiglia e mi manca la mia casa come luogo fisico, mi manca la piadina della mamma e il prosciutto della mia amica Betty Fontana.
Il nostro è un lavoro faticoso sapete? Spostamenti continui, cambi di abitazione, riferimenti, amicizie. Ogni volta devi ricostruire.
Fortunatamente fino ad oggi ho incontrato belle persone con le quali ho stretto legami importanti: in primis una ragazza speciale; poi dei grandi amici con i quali ho condiviso le gioie e le fatiche della vita in comune, delle vittorie e delle sconfitte; con loro, nonostante le nostre strade si siano separate, rimarrà sempre un legame forte. E poi c’è lo staff tecnico con cui mi trovo molto bene. No, non ho mai pensato di mollare anche se spesso vorrei che la mia famiglia fosse qui.

In cosa si sente migliorato? A livello sportivo e non.

Domanda difficile. Sicuramente sono ormai diventato indipendente; ho perfezionato la lingua inglese e spagnola a tal punto da essere considerato madrelingua; ho imparato le leggi del paese che mi ospita e le rispetto; gestisco la mia vita ormai in tutti gli aspetti in completa autonomia e questo, per un ragazzo italiano, di vent’anni, credo sia una grande conquista.
A livello sportivo, sto migliorando nella gestione della pressione e del fallimento. Come sapete il baseball è un gioco di insuccessi e imparare a trarre vantaggi dagli errori è molto importante, così come lo è il sapersi lasciare lo sbaglio alle spalle. Come si dice in questi casi…domani è un altro giorno.

Come passa le sue giornate oltre al baseball?

Nei giorni di “lavoro”, il tempo che resta fuori dal campo non è moltissimo. Qualche ora la dedico allo studio, qualche spesa, un po’ di relax. Nei pochi giorni liberi organizziamo delle gite, andiamo a pescare, cucino: la serata quando impasto la “pizza italiana” ha sempre molto successo.

Leonardo Seminati

Cosa cambia tra Italia e Stati Uniti nel modo di vivere lo sport?

Ci sono differenze enormi! Per gli americani lo sport è parte della loro vita. La cultura americana è incentrata sullo sport, per questo molti giovani atleti, con le loro prestazioni sportive possono pagarsi l’università grazie alle borse di studio.
Nonostante il football sia da diversi anni il primo sport, il baseball è culturalmente ritenuto il “passatempo nazionale” ed è uno dei simboli degli Stati Uniti. Tanto per fare un esempio: la mia è una lega minore e ciò nonostante, alle mie partite ci sono in media tremilacinquecento persone di tutte le età, destinate ad aumentare nelle giornate particolari come il father’s day, il candy day, o il family day durante i quali vengono organizzati eventi speciali che coinvolgono grandi e piccini per una giornata serena in famiglia.
Il clima è molto lontano da quello che siamo abituati a respirare nei nostri ambienti sportivi (calcistici e non): vengono premiate le belle azioni di gioco ma non c’è l’agonismo sfrenato.

Dalla partenza ad oggi, ha avuto modo di parlare con altri ragazzi che sognano di seguire le tue orme?

Sì, spesso. Quando torno in Italia per il periodo di off-season, mi metto a disposizione per incontrare i ragazzi e portare loro la mia esperienza: ho collaborato per due anni con il Liceo Artistico di Bergamo per avvicinare gli studenti al baseball con successivi incontri sul campo, ho partecipato all’organizzazione di alcuni camp, sono stato invitato a trasmissioni televisive e naturalmente do supporto ai Bergamo Walls. Insomma, faccio del mio meglio per trasmettere la passione per questo sport.

Il sogno è quello di esordire in MLB: ha avuto modo di allenarsi con la prima squadra?

Nella prima parte degli Spring Training, tutti gli atleti dei Cincinnati Reds si riuniscono nella facility di Goodyear e tutte le categorie si allenano a stretto contatto le une con le altre anche se la squadra di Major per me è ancora un miraggio. Dall’Italia penso sia difficile comprendere come funziona la nostra organizzazione: ogni gradino che riesci a conquistare, è costato fatica e sudore e ci vogliono anni per essere pronto alla massima serie, sempre che si riesca a raggiungere. Il mio sogno, comunque, continua ad essere quello: esordire in MLB. Chissà se ce la faro: “…lo scopriremo solo vivendo!”

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