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Bella Ciao, Reggio Emilia: l’Atalanta “trasloca” a San Siro, ma sarà davvero un vantaggio?

La Champions alla Scala del Calcio non esalta proprio tutti

Bella Ciao Reggio Emilia. Non più il canto delle mondine o delle truppe partigiane che diedero, come dice la storia, il successo al motivo, ma un sottotraccia bye bye dell’Atalanta intesa come proprietà a quella che era diventata la sede accogliente dei successi atalantini in campionato e pure in Europa League.

Siamo così sicuri che è meglio andare a San Siro? Distanza a parte e code comunque all’uscita di viale Certosa, cosa rimane di valore aggiunto? Poco o niente.

La nobile società Milan un poco decaduta e a denti stretti dopo due giorni di riflessioni, manco dovesse convocare un cda straordinario, ha detto sì, a condizione che il tifo bergamasco rispetti il tifo rossonero, inteso in senso di occupazione di spazi fisici. Tradotto: tutti nell’anello inferiore.

E, visto l’altrettanto nobile comunicato della curva nerazzurra interista, arrivo blindato dalle parti di San Siro.

Senza dimenticare che a Milano è il Comune proprietario dello stadio. E l’assenso dell’interista sindaco è stato immediato, senza i troppi distinguo poi intervenuti.

Aspettiamoci un massiccio spiegamento di forze dell’ordine per la gioia del milanista titolare degli interni, con il disagio del simpatico Abatantuono convertito (per scherzo) alla causa della Dea.

San Siro

Tutte precisazioni inutili, perchè in un impianto da 80mila posti quanti bergamaschi seguiranno la Dea?

Se a Roma, peraltro per una finale di Coppa Italia, superavamo le 20mila presenze, non credo che andremo oltre i 30mila tifosi atalantini a Milano.

Da cui, tutti nell’anello inferiore con buona pace di ultras meneghini che hanno reclamato la verginità dei loro gradoni.

L’effetto tifo non sarà quello vissuto nelle notti magiche di Reggio Emilia dove rimarrà il rimpianto della calorosa accoglienza, comprese le simpatiche trattorie e posti di ristoro dove si parlava solo bergamasco.

Una questione di cuore con lo sguardo al futuro.

De Zerbi, bresciano e milanista, ha fatto la sua parte nell’ultima partita con il Sassuolo anche nelle esagerate esultanze al momento del vantaggio iniziale? Ebbene, a Reggio Emilia tifano Reggiana e considerano Sassuolo un quasi straniero. Un poco come a Bergamo per l’AlbinoLeffe.

E l’anno venturo, con le cautele del caso, se l’Atalanta andrà almeno in Europa che maschera metteremo per tornare a Reggio Emilia?

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Commenti

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  1. Scritto da BeppeCatasto

    trovo questo articolo è offensivo è poco rispettoso.