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“Quel Maggiolino trasformato in fuoristrada per le gite in Valbrembana” foto

L'auto-icona va in pensione, ma ha segnato la storia di una delle più importanti realtà imprenditoriali bergamasche

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Quando lo videro per la prima volta Lorenzo Bonaldi e la moglie Carla rimasero quasi perplessi. Eppure quell’auto, dal muso “pacioccone”, non certo aerodinamica ma diventata famosa nel mondo quanto la Coca Cola e Marylin Monroe, contribuì alla fortuna di una delle più importanti storie imprenditoriali bergamasche.

Stiamo ovviamente parlando di sua maestà il Maggiolino. Il 10 luglio, a poco più di ottant’anni dall’inizio della sua gloriosa storia, nella fabbrica messicana di Puebla, Volkswagen ha sfornato l’ultimo esemplare della celebre automobile, voluta dal Führer e poi diventata simbolo di libertà tra i figli dei fiori negli Anni Settanta. Da Hitler a Jimi Hendrix. Un’auto globale e anticonformista allo stesso tempo, praticamente un paradosso su ruote.

“Penso al Maggiolino e penso alla storia della mia famiglia” racconta Simona Bonaldi. Era il 1° settembre 1959 quando papà Lorenzo divenne concessionario Volkswagen. “Le prime pubblicità – ricorda la figlia – rappresentavano proprio il Maggiolino, all’epoca l’unico pezzo a marchio Volkswagen ad essere venduto”. Un volano per le fortune di una famiglia senza dubbio capace di cogliere le opportunità del mercato. “Grazie alle vendite del Maggiolino affrontammo l’investimento per la storica sede di via Quinto Alpini” spiega Simona Bonaldi. All’incirca tremila quelli venduti fino al giorno dell’inaugurazione, nel maggio 1965, festeggiata con un evento speciale e un ospite speciale sul lago d’Iseo: un rarissimo esemplare di maggiolino anfibio capace di scivolare sull’acqua.

L'esemplare numero 3000 venduto dall'impresa Bonaldi
Bonaldi Maggiolino
Il maggiolino 'anfibio' sul lago d'Iseo
Bonaldi Maggiolino

Papà Lorenzo, tuttavia, più che all’aria di lago era affezionato a quella di montagna, della ‘sua’ Val Serina e della vicina Valle Brembana. “L’amore per quest’auto era tale che decise di costruirsene una su misura per lui”, prosegue la figlia. Ovviamente le diede un nome, “Föria” (nella foto in copertina). Un pezzo da collezione che “trasformò in fuoristrada” per raggiungere quei sentieri di montagna, sfondo di tanti fine settimana passati all’aria aperta con amici e parenti.

“Per me è la macchina del viaggiare, dell’allegria e dello stare insieme, grazie a quell’andamento lento che ti fa apprezzare meglio le cose”, la descrive Simona Bonaldi. Ora, per il Maggiolino, è arrivata l’ora della pensione, ma non certo dell’oblio. “Forse non verrà più prodotto, ma proprio per questo acquisterà un valore ancora maggiore” osserva l’imprenditrice bergamasca. Immortale, come un assolo della chitarra di Hendrix.

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