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Attenzione al ragno violino: come riconoscere il morso e come intervenire

Può sembrare piccolo e innocuo...

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È chiamato ragno violino per via di quella macchia – che ricorda proprio lo strumento musicale – che presenta sulla parte anteriore del corpo, dove sono posti gli occhi. Il Loxosceles rufuscens ha dimensioni modeste e può sembrare innocente, ama stare nascosto e si muove quasi esclusivamente quando c’è il buio più totale.

Ma è tutt’altro che innocuo.

Il suo morso provoca lesioni cutanee che all’inizio paiono irrilevanti, ma poi possono portare a complicazioni (e preoccupazioni).

Ma come si riconosce il morso di questo aracnide e in che modo si può intervenire?

Il ragno violino è di colore marrone-giallastro, ha un corpo di 7-9 millimetri (escluse le zampe) e possiede 6 occhi (2 a destra, 2 a sinistra e 2 centrali).

La dottoressa Franca Davanzo, direttore del Centro Antiveleni dell’Ospedale Niguarda di Milano, conferma che il morso di questo ragno è assolutamente indolore e che solo dopo ore ci si può accorgere dei danni causati.

Facciamo subito chiarezza: il ragno violino è velenoso ma non per questo estremamente pericoloso. E ne esistono di diverse specie.

Le specie americane, ad esempio, hanno un veleno molto più attivo e quindi causano lesioni necrotiche molto gravi, profonde tanto da interessare il tessuto muscolare, che necessitano spesso di intervento chirurgico e lunghe terapie. In casi molto rari (minori dell’1%) queste causano anche sintomi sistemici molto gravi che possono portare al decesso di soggetti particolarmente sensibili o già deboli per patologie pregresse.

Il ragno violino europeo, invece, può causare piccole lesioni necrotiche esclusivamente nella zona del morso. Lesioni più ampie sono casi di per se già rarissimi, tanto che ne sono riconosciute (e accertate) ad oggi soltanto due.

Cosa fare quando ci asi accorge di essere stati morsi?

Prima di tutto ci si deve rivolgere a un medico. La dottoressa Davanzo spiega infatti che servirà un antisettico per la disinfezione di cute lesa ed eventualmente un prodotto topico per curare l’ulcerazione. Per debellare l’infezione verrà somministrato al paziente una terapia antibiotica, in concomitanza con un farmaco antistaminico di vecchia generazione. In presenza di febbre, infine, il medico può prescrivere anche un antipiretico.

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