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Reti da pesca e plastica diventano fibre tessili: la sfida ecosostenibile della Carvico fotogallery

Nell’ambito del ciclo “Due ore in Azienda”, promosso dal Comitato Piccola Industria, visita degli associati di Confindustria Bergamo all'azienda di Carvico specializzata nella produzione di tessuti elasticizzati indemagliabili per swimwear, sporstwear e outerwear

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Su 26 milioni di metri di tessuti prodotti la Carvico spa, nell’ultimo biennio (2017-2018), ha venduto oltre 7,6 milioni di metri di tessuti ecosostenibili.

Partendo da reti da pesca abbandonate nel mare, bottiglie di plastica, tulle, rifiuti industriali, fluff e scarti tessili è possibile vestirsi con stile, nel pieno rispetto dell’ambiente, grazie a tessuti tecnici, performanti e completamente ecosostenibili: questa è la mission di Carvico e Jersey Lomellina, al centro della visita degli imprenditori di Confindustria Bergamo, nell’ambito del ciclo “Due ore in Azienda”, promosso dal Comitato Piccola Industria per favorire la conoscenza di imprese di eccellenza del territorio e il confronto tra le associate.

La presidente Laura Calissoni, che due anni fa, al Quirinale, dal presidente Mattarella ha ricevuto l’onorificenza di Cavaliere del Lavoro, ha sottolineato come i punti di forza aziendali siano “la qualità e il servizio, l’affidabilità finanziaria e grandi investimenti, un laboratorio di ricerca interno accreditato e la sostenibilità”.

“Carvico e Jersey Lomellina -ha ricordato Calissoni- dal 2016 sostengono Healthy Seas – a Journey from waste to wear, associazione non governativa che si occupa di recuperare sui fondali degli oceani le reti da pesca abbandonate, trappole mortali per flora e fauna marina, e farle entrare in un circolo virtuoso di recupero e rigenerazione di rifiuti grazie a un sofisticato processo industriale con il quale dar vita al ECONYL® , filo di Nylon 100% rigenerato da materiali di scarto pre e post consumer”.

Vita, Vita Power, Vita Suede e Revolutional™ Eco sono i tessuti in poliammide di Carvico realizzati con il filato ECONYL®; Renew Cult, Renew Prime, Renew Style, Renew Fine, Renew Wave, Renew Folk e Style Peach quelli in poliammide di Jersey Lomellina realizzati sempre in ECONYL®; Renew Techno, in versione poliestere, realizzato con ECOANTEX, filato 100% riciclato dalle bottiglie di plastica.

Innovazione e ricerca hanno portato l’azienda a raggiungere importanti obiettivi nel settore dei tessuti e della moda sostenibile. “Dal 2010 – ha spiegato Calissoni- è nato il nuovo centro di ricerca e sviluppo, in grado di lavorare in completa autonomia e con un duplice scopo: monitorare quotidianamente la qualità dei prodotti Carvico e testare in maniera tempestiva le ultime novità del mercato con un impegno costante nella ricerca di nuovi prodotti e materiali”.

La Carvico è nata nel 1962 da Giuseppe Colnaghi per fornire innanzitutto alla Imec, azienda di biancheria in nylon (dei genitori Jone e Nino Colnaghi), un tessuto elastico che, dimostrando grande fiuto, aveva ottenuto unendo al nylon l’elastomero. Alla testa del gruppo, dalla morte di Giuseppe, nel 2005, c’è sua moglie Laura Colnaghi Calissoni, nel ruolo di presidente “affiancata -come lei stessa ha ricordato- da una validissima squadra di manager e collaboratori”. Del gruppo fanno parte anche Jersey Lomellina, rilevata nel 1977 e attiva nella produzione di tessuti circolari elasticizzati destinati all’intimo, al beachwear e al fitness; Eurojersey, con sede a Caronno Pertusella, che produce tessuti per il beachwear, l’intimo, lo sport e l’abbigliamento.

La Carvico, in Vietnam, detiene la Hung Yen Knitting & Dyeing Co. Ltd con sede ad Hanoi, con i competitor cinesi che a 14 chilometri di distanza hanno aperto uno stabilimento da 500 mila mq. Ora in Africa, a Kombolcha, con un investimento da 100 milioni di dollari aprirà la Carvico Ethiopia PLC, situata nella zona centro-settentrionale del paese.

“In Vietnam -ha detto Stefano Eretti, ceo del Gruppo Carvico- non avere turnover ci ha permesso di crescere. In Etiopia stiamo cercando di replicare i passi che abbiamo fatto in Vietnam. Ci sono già accordi sottoscritti e un piano industriale ma stiamo incontrando difficoltà burocratiche. Nel frattempo è stata avviata la prima, limitata, produzione con una decina di macchinari tessili in un capannone”.

Oggi il fatturato della Finanziaria Belvedere, la holding che controlla, oltre a Carvico ed Eurojersey, anche la Jersey Lomellina e la Hung Yen Knitting & Dyeing Co, con 970 dipendenti e l’export che arriva fino all’80%, è volato a 262 milioni.

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