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Treviolo-Paladina: riecco le ruspe, ma il cantiere ancora aspetta di ripartire

Qualcosa torna a muoversi: lavori di asfaltatura e al canale Riolo, mezzi in azione anche ieri. Ma serve un'intesa sugli extracosti

In molti devono esserselo chiesto nel rivedere le ruspe: ma i lavori per la Treviolo-Paladina staranno mica per ripartire? Qualcosina, in effetti, si è mosso. Già un paio di settimane fa, quando l’impresa Vitali ha riasfaltato un tratto di strada a Mozzo, dopo che il sindaco Paolo Pelliccioli aveva scritto alla Provincia a proposito delle pessime condizioni della strada, “sconnessa e con diverse buche”, chiedendo un intervento. Lo stesso Pelliccioli aveva anche domandato quando sarebbero ripresi i lavori per la Treviolo-Paladina, fermi da oltre tre mesi, senza però ottenere risposta. Nel mezzo, anche un’interrogazione della Lega per capire i motivi dello stallo. Quel che è certo è che da qualche giorno, nel cantiere, sono rispuntati i mezzi giallo evidenziatore della Vitali.

“Dopo che Uniacque ha terminato i lavori di risoluzione delle interferenze che ostacolavano il completamento del nuovo canale Riolo abbiamo ripreso i lavori del torrente”, spiega l’azienda che ha ereditato l’appalto da 21 milioni di euro dalla Fabiani di Dalmine. Questo il 24 giugno. Pochi giorni prima, invece, il giorno 21, “abbiamo eseguito anche dei lavori di asfaltatura di un tratto nella nostra disponibilità nel Comune di Mozzo”. Appunto.

Le ruspe si sono messe in moto anche ieri, sempre a Mozzo, a lato della carreggiata poco prima dell’uscita che dalla provinciale porta sulla Briantea.

I maligni ci vedono una sorta di palliativo in attesa della piena ripartenza dei lavori, ancora frenati dagli extracosti – quantificati dall’azienda di Cisano in 21 milioni, una cifra decisamente proibitiva per le casse della Provincia – e dagli imprevisti legati ai sottoservizi, ovvero alla presenza sotto la strada di numerosi punti in cui scorrono reti idriche, cavi elettrici, tubature e lo stesso canale Riolo. Interferenze in gran parte inattese dall’impresa, che hanno permesso agli operai di lavorare soltanto dove possibile.

A proposito degli extracosti, le parti si sono incontrate una decina di giorni fa negli uffici della Provincia di Bergamo, proprio per cercare un punto d’incontro e sbloccare la situazione. Quel che tutti si augurano, è che si risolva in tempi brevi. Automobilisti in primis.

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