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“Dal Governo solo una visione carcero-centrica”: lo sciopero degli avvocati penalisti

Protesta anche a Bergamo, dove la Camera Penale porta all'attenzione dell'opinione pubblica le condizioni di sovraffollamento delle carceri e le condizioni dei detenuti. Dito puntato contro le politiche dell'attuale Esecutivo

Anche la Camera Penale di Bergamo ha aderito, martedì 9 luglio, all’astensione dalle udienze deliberata dalla Giunta dell’Unione delle Camere penali Italiane.

I penalisti protestano contro le attuali politiche in tema di ordinamento penale, evidenziando il problema del sovraffollamento delle carceri italiane – compresa la realtà bergamasca – ma anche un tema molto più vasto e delicato come quello della reclusione stessa come scelta sempre più pervasiva nelle politiche degli ultimi tempi.

Ad appoggiare questa protesta c’era anche il sindaco di Bergamo Giorgio Gori, che ha definito il carcere di via Gleno “un vero e proprio quartiere cittadino, che non possiamo ignorare. Il Comune di Bergamo vanta una lunga tradizione di collaborazione col carcere, con attività culturali e ludiche che devono essere considerate fondamentali. Appoggiamo la mobilitazione delle Camere Penali – ha continuato Gori – perché riteniamo un grave errore quello che sta commettendo questo governo”.

Giorgio Gori con Riccardo Tropea, presidente della Camera Penale di Bergamo
Carcere

“Il nostro vuole essere un grido d’allarme – ha spiegato Riccardo Tropea, presidente della Camera Penale di Bergamo -. Abbiamo un governo che ha deciso di abbandonare una riforma elaborata dopo un lungo e delicato lavoro, per puntare su una visione carcero-centrica che non aiuterà. I provvedimenti legislativi dimostrano che si vuole puntare tutto sulla pena carceraria abbandonando le misure alternative che, statistiche alla mano, dimostrano essere il più grande sistema per far abbassare il rischio della recidiva”.

“I tassi di recidiva da parte dei soggetti che possono entrare nelle misure alternative sono nettamente più bassi rispetto a chi resta chiuso in carcere – è il commento di Carlo Cofini, referente della Commissione Carcere -. A Bergamo fino a poco tempo fa c’erano 240 persone con pena residua inferiore ai 3 anni, quindi che potevano sfruttare le misure alternative. Sarebbe stato fondamentale per loro, per reinserirsi nella società, e per il carcere stesso che ha bisogno di abbassare il numero dei detenuti al suo interno”.

Carlo Cofini, referente della Commissione Carcere
Carcere
Marialaura Andreucci, vicepresidente della Camera Penale di Bergamo
Carcere

Le statistiche nazionali parlano chiaro: registrano un affollamento intorno al 130%, un solo medico di base ogni 350 detenuti, piante organiche insufficienti sia a livello di assistenti sociali che di educatori. Sono 67, invece, i detenuti suicidatisi nel 2018, venti nel 2019.

Marialaura Andreucci, vicepresidente della Camera Penale di Bergamo, ha infine illustrato le tante iniziative portate avanti negli ultimi anni in città: “Su tutti, ci tengo a sottolineare il tavolo di lavoro che da tre anni portiamo avanti insieme a enti, istituzioni, terzo settore e volontariato per parlare di problematiche legate al carcere e per cercare soluzioni per i detenuti”.

Il Comune di Bergamo, intanto, continua la ricerca di un nuovo Garante dei diritti delle persone private della libertà personale: il bando per presentare le candidature resterà aperto fino al 24 luglio.

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