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A Orio con le valigie piene di soldi: in 6 mesi intercettati oltre 2,7 milioni non dichiarati

Il fermo di un passeggero con oltre 100mila euro in contanti ha permesso di ricostruire un’evasione fiscale di quasi mezzo milione di euro

È alto il livello di attenzione dei Finanzieri della Compagnia di Orio al Serio sui movimenti transfrontalieri di valuta, specialmente nel periodo estivo quando il numero dei passeggeri in transito negli aeroporti aumenta.

Dall’inizio dell’anno, i militari della Guardia di Finanza in servizio allo scalo, in collaborazione con i funzionari doganali, hanno verbalizzato 210 soggetti, sorpresi a trasportare, senza dichiararli, complessivamente oltre 2.7 milioni di euro. L’azione di contrasto ai traffici illeciti di valuta consente da un lato di infliggere sanzioni ai responsabili delle infrazioni accertate e di sequestrare le somme di denaro trasportate in violazione alle norme sui movimenti transfrontalieri di denaro, ma si pone anche e soprattutto l’obiettivo di risalire all’origine dei soldi che spesso
nasconde a monte attività illecite di varia natura.

Caso emblematico è quello di un cittadino turco, titolare di un esercizio di ristorazione a Seriate, fermato dai Finanzieri, con oltre 100 mila euro in contanti nascosti all’interno del bagaglio a mano. Un vero e proprio tesoretto che l’uomo aveva intenzione di portare – senza dichiararlo – nel suo Paese di origine. “Soldi di amici e parenti” aveva provato a giustificarsi una volta scoperto dai militari, senza però convincerli.

Ipotizzata l’origine illecita del contante, il denaro è stato sottoposto a sequestro, e messo a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Sono scattati, nel frattempo, gli approfondimenti per capire da dove provenisse una somma così ingente di contanti. Le verifiche e i controlli, anche nell’abitazione e il ristorante di Seriate svolti in collaborazione tra i Finanzieri della Compagnia di Orio e di Bergamo hanno permesso di delineare il quadro. In casa dell’uomo sono stati ritrovati altri 20 mila euro in contanti, mentre durante l’ispezione all’esercizio commerciale è stata individuata una vera e propria contabilità parallela.

L’analisi della documentazione acquisita ha consentito di ricostruire un’evasione fiscale di quasi mezzo milione di euro. Si tratta di ricavi derivanti dall’attività di ristorazione, non registrati nella contabilità ufficiale, non dichiarati ma appuntati minuziosamente per mantenere aggiornato il conto del denaro liquido, frutto di evasione. I soldi rinvenuti, come disposto dal Giudice, sono rimasti sotto sequestro per essere confiscati e l’uomo è stato accusato di aver tentato di sottrarsi fraudolentemente al pagamento delle imposte, trasportando all’estero, di nascosto, il denaro frutto di evasione fiscale.

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