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Percassi e il mercato: “I gioielli dell’Atalanta non si toccano”

“Sono molto emozionato, siamo sempre più convinti di essere arrivati in un mondo incredibile e... quali squadre forti vorrei affrontare? Sarebbe bello superare il girone di qualificazione"

“Siamo a scuola e stiamo imparando, però ci siamo anche noi”. Il presidente Antonio Percassi ogni tanto si guarda in giro e si domanda: ma sarà tutto un sogno?

Eppure l’Atalanta è al tavolo con le grandi e questa volta si chiamano non più Juve, Napoli, Inter e le altre italiane, ma Barcellona, Liverpool, Real Madrid, il Paris Saint Germain: “Ho incontrato qualche giorno fa i dirigenti della squadra parigina e si sono complimentati, l’Atalanta si fa conoscere, è apprezzata, ci fanno i complimenti. Sono molto emozionato, siamo sempre più convinti di essere arrivati in un mondo incredibile e… quali squadre forti vorrei affrontare? Sarebbe bello superare il girone di qualificazione”.

Insomma, anche il presidente abituato a ricordare ai giornalisti ‘fate i bravi’ e ‘cerchiamo di salvarci’, va all’attacco proprio come è abituato il suo allenatore. Sarà l’aria di casa, della sua Clusone che gli dà ancora più carica a pochi giorni dal ritiro, magari anche la presenza di Spagnolo con cui si alterna davanti ai microfoni: il direttore del cantiere dello stadio deve bruciare le tappe e prova a esaudire i desideri della Uefa, anche se sarà un’impresa molto complicata.

Capitolo mercato. Percassi ribadisce quanto detto anche dal figlio Luca alla presentazione delle nuove maglie, rafforzando il concetto: i gioielli nerazzurri non si toccano. Quindi “Zapata e Ilicic sul mercato? Macchè, restano a Bergamo. E non avete idea quanto abbiamo sudato anche per tenere Pasalic, che stavamo rischiando di perdere ed è fondamentale che sia rimasto. Poi Muriel, grandissimo acquisto”.

Qualcuno gli fa notare che l’ex viola dovrà stare attento alla dieta e il presidente, che 27 anni fa ha già avuto un certo Valenciano, ride: “Quello era un po’ diverso, ma quante Coca cola beveva? No, Muriel è un atleta, siamo tranquilli”.

Squadra quasi fatta, cioè confermati tutti o quasi (a parte Berisha che già non era più titolare e tornerà Sportiello a fare il secondo di Gollini), potrebbe partire Mancini: “Vediamo, io lo terrei, non lo cedo per forza. Se l’offerta è conveniente, valutiamo e comunque nel caso abbiamo già pronto il sostituto”.

Percassi chiude la porta al ritorno di Montolivo (“Non se ne parla”). E i giovani che hanno vinto lo scudetto con la Primavera? Kulusevski che sembra sul piede di partenza…”Prima deve vederli il mister in ritiro e poi decidiamo. Abbiamo quasi due mesi di tempo, anche per capire come mettere a punto la rosa della squadra, non abbiamo fretta. Ma ci pensate che la Primavera giocherà la Champions dei giovani? Quella sì, si potrà fare a Bergamo, nel nostro stadio”.

La Champions invece… I problemi sono tanti e non dipende tutto dalla volontà dell’Atalanta, che sta procedendo speditamente con il cantiere per rifare la Curva Nord e poter avere l’impianto a disposizione il 29 settembre, tenendo conto che le prime due ‘in casa’ dovranno essere disputate a Parma. Sullo stadio Percassi passa la palla a Roberto Spagnolo, che ribadisce quanto già si è saputo dopo la visita della delegazione Uefa: “La Uefa non concede deroghe. Servono alcuni adeguamenti dell’impianto e non è semplice. Proviamo, entro fine mese saprete se ce la faremo o no”.

Il nodo è la capienza che potrebbe essere ridotta di 3-4 mila unità, ma soprattutto servono molti più posti per la tribuna stampa, che in pratica finirebbe per ‘sequestrare’ la tribuna d’onore, dove pure un certo numero di posti spetta alla stessa Uefa. Non tanto per fare posto a chi scrive, ma sono soprattutto le postazioni tv che richiedono uno spazio moltiplicato almeno per tre rispetto a quello attuale. E purtroppo, questo spazio, non si sa dove trovarlo.

In più occorrerebbe inervenire sulla retroilluminazione della Curva Morosini o Sud. Perché in Champions le riprese tv vengono effettuate con una tecnica per la quale serve un supporto di illuminazione adeguato. Tutti requisiti che già esistono al Mapei Stadium di Reggio Emilia e serviranno i salti mortali per riuscire a realizzarli anche a Bergamo, almeno nei tempi richiesti dalla Uefa.

Tra l’altro, se poi la squadra dovesse passare in Europa League, anche in quel caso si ripresenterebbero gli stessi problemi di adeguamento, che quindi non è solo un… problema Champions.

Comunque non è ancora detta l’ultima parola e l’Atalanta cercherà di fare l’impossibile per giocare a Bergamo, altrimenti si tornerà come negli ultimi anni a Reggio Emilia.

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