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Agenti aggrediti a Dalmine, il sindacato: “Pene più dure per chi commette questi reati”

Il segretario generale della Uil Fpl di Bergamo, Rossella Buccarello, si appella al governo: "Gli uomini della polizia locale sempre più a rischio, vanno tutelati"

“Chiediamo un intervento immediato e concreto del governo. Le pene nei confronti di chi usa violenza contro chi sta svolgendo il proprio lavoro devono essere inasprite”. Queste le dichiarazioni del segretario generale della Uil Fpl di Bergamo, Rossella Buccarello, in seguito ai fatti accaduti durante la notte tra il 4 e il 5 luglio scorsi a Dalmine, quando un agente della polizia locale è stato aggredito da un 24enne che, dopo aver provocato un incidente facendo uscire di strada tre automobili, è scappato a piedi finché non è stato bloccato dai vigili, intervenuti sul posto.

Colpiti con calci e pugni dal giovane, poi arrestato con le accuse di resistenza a pubblico ufficiale, per la Rsu e il dirigente della Uil Fpl si sono rese necessarie le cure al pronto soccorso.

“La polizia locale riveste un ruolo importante nel sistema della sicurezza integrata del territorio, anche per quanto riguarda la cooperazione tra le forze di polizia statali e locali – continua il segretario -. Gli atti di violenza sempre più frequenti rendono necessaria un’attenzione particolare nei confronti di un corpo che svolge funzioni di polizia giudiziaria, stradale, ambientale, sanitaria, pubblica sicurezza e ordine pubblico, compiti che vanno ben al di là di quelli richiamati nell’articolo 117 della Costituzione o nella legge quadro che disciplina lo status di operatori della Polizia Locale. Questo Governo non può continuare a restare indifferente. Servono pene più severe per chi usa violenza contro i lavoratori”.

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