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Manette in Fiera, le reazioni del mondo economico e politico

Scaglia (Confindustria): "Si rinomini a breve nuova governance". Ascom: "Subito l’Assemblea per il rinnovo degli organi"

“Ho fatto solo il mio dovere”, ha detto il sindaco di Bergamo Giorgio Gori. L’inchiesta che ha portato all’arresto del direttore dell’Ente Fiera Promoberg Stefano Cristini (ai domiciliari) e a misure interdittive per il segretario generale Luigi Trigona e il presidente del Collegio dei sindaci, Mauro Bagini (tutti sospesi dai loro incarichi) è partita proprio da un esposto del primo cittadino, che il 10 aprile si è presentato spontaneamente in Procura per esporre preoccupazione e dubbi raccolti tra i dipendenti della società di gestione della Fiera.

In poco meno di due mesi i finanzieri del nucleo di polizia economico finanziaria di Bergamo e della sezione di polizia giudiziaria della Procura, attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali, servizi di osservazione, pedinamenti e acquisizione di testimonianze, hanno raccolto una serie di elementi a carico del direttore, ora formalmente accusato di aver simulato falsi rimborsi spese intestati a dipendenti che non sapevano nulla, per appropriarsi indebitamente, nel corso degli anni, di oltre 140 mila euro.

Tra i 7 indagati ci sono il presidente Ivan Rodeschini e gli altri membri del collegio sindacale Gianfranco Ceruti e Pierluigi Cocco e il cassiere della Promoberg, Diego Locatelli.

“Questa vicenda ci ha colpito molto come soci dell’Ente Fiera Promoberg – dichiara Stefano Scaglia, presidente di Confindustria Bergamo -. Siamo preoccupati per i dipendi, per i soci, per i clienti e per i danni all’economia del territorio. Crediamo che la magistratura farà le sue indagini, porterà avanti questa inchiesta per far luce sulla gestione dell’ente fiera, ma occorre guardare avanti e pensare anche alla gestione della società e salvaguardarne il suo valore, tutelando i dipendenti e rassicurando i clienti. Pensiamo alle manifestazioni in programma e crediamo che con urgenza si debba pensare alla gestione della parte operativa. Una volta espletati tutti i controlli, auspichiamo che si rinomini a breve una nuova governance che sappia far ripartire la società”.

“Fatti gravissimi” commentano da Ascom Confcommercio Bergamo, ribadendo la necessità di “convocare al più presto l’Assemblea di Promoberg per il rinnovo degli organi dell’Ente stesso”. “È necessario ora garantire l’operatività dell’Ente Fiera, rinnovando gli organi e presentando un piano di rilancio – afferma ilpresidente Giovanni Zambonelli -. Non possiamo permetterci che l’attività fieristica si fermi proprio in un momento così delicato, in cui si preparano le manifestazioni di settembre e del prossimo autunno. Siamo sicuri che la Procura farà chiarezza su quanto accaduto e confidiamo nel suo lavoro, di cui attendiamo gli esiti” auspicando “una unità d’intenti verso la proposta di rinnovo da parte di tutti i soci dell’Ente”.

“I fatti che hanno portato ai provvedimenti assunti dall’Autorità Giudiziaria nei confronti dei vertici di Promoberg colpiscono per la loro gravità – aggiunge il presidente della Provincia Gianfranco Gafforelli, membro del Cda – . Spero che tutti coloro che sono coinvolti in questa vicenda chiariscano la loro posizione. Promoberg deve poter operare al meglio e nel più breve tempo possibile, compito questo anche della Provincia di Bergamo che in qualità di socio di riferimento intende da subito intraprendere un confronto diretto, con tutte le associazioni ed il mondo economico che gravita attorno alla Fiera di Bergamo”.

“Profondamente dispiaciuto” ma assolutamente “fiducioso nell’operato della Magistratura” il Consigliere Alberto Cattaneo, l’unico a non aver votato l’ultimo bilancio dell’ente. “La Fiera – spiega – rappresenta un punto di riferimento per la promozione e lo sviluppo dell’economia bergamasca”.

“Le perplessità sui bilanci e sui rimborsi erano già note – osserva invece Dario Violi, Consigliere regionale del M5S -. Proprio per questo la Lombardia, che ha un membro nominato dal Presidente nel cda, ha il dovere di fare totale chiarezza su quanto è accaduto. Rinnovo quindi l’invito alla Giunta regionale a spiegarci che cosa ha fatto in questi anni per verificare la correttezza dell’operato e i conti della fiera di Bergamo e come intende procedere ora. Le gravi difficoltà  in cui versa da tempo l’ente devono essere rapidamente superate verificando puntualmente le responsabilità di chi ha eventualmente sbagliato e procedendo subito ad un cambiamento vero, partendo da persone nuove e procedure trasparenti che premino il merito e la competenza. La fiera è un polo essenziale per il tessuto economico bergamasco”.

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