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Fiera, conti in rosso ma stipendio del direttore aumentato del 110% in 10 anni

Retribuzione "ufficiale" la definiscono gli inquirenti, perchè poi ci sono una serie di rimborsi anomali a favore dello stesso Cristini

La gravità delle condotte di Cristini – secondo gli inquirenti- emerge ancor più in modo nitido confrontando il rendimento economico di Promoberg con i redditi percepiti dal direttore stesso. A fronte di una costante perdita dell’Ente Fiera, dal 2012 si è verificato un notevole aumento della retribuzione “ufficiale” di Cristini, del 110% in dieci anni.

È uno dei passaggi dell’inchiesta sull’Ente Fiera di Bergamo che ha portato alle 7 di mercoledì 3 luglio all’arresto del direttore Stefano Cristini (ai domiciliari) e a due misure interdittive a carico del segretario generale Luigi Trigona (sospeso dall’incarico per un anno) e del presidente del collegio sindacale Mauro Bagini (sospeso dalla professione di commercialista per un anno). L’accusa è di peculato, in concorso con il cassiere e con altri personaggi chiave nella gestione della Promoberg. Indagati anche il presidente dell’ente, Ivan Rodeschini, i sindaci, Gianfranco Ceruti e Pierluigi Cocco, e il cassiere Diego Locatelli.

Retribuzione “ufficiale” la definisce chi indaga, perchè poi ci sono una serie di rimborsi anomali venuti alla luce nel corso degli accertamenti del Comando Provinciale della Guardia di Finanza, coordinati dai magistrati Emanuele Marchisio e Silvia Marchina, attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali, servizi di osservazione, pedinamenti e acquisizione di testimonianze. In poco meno di due mesi sono emersi diversi elementi a carico del direttore, accusato di aver simulato falsi rimborsi spese intestati a ignari dipendenti, per appropriarsi indebitamente, nel corso degli anni, di oltre 140mila euro.

L‘inchiesta è partita da un esposto del sindaco di Bergamo Giorgio Gori, membro del Cda che gestisce l’ente. Il Primo cittadino si è presentato in piazza Dante lo scorso 10 aprile e ha raccontato ciò che un gruppo di dipendenti della Fiera gli aveva riportato, ossia che avevano scoperto una strana serie di istanze di rimborsi.

Un argomento emerso anche durante il Cda del 30 maggio, svoltosi in una stanza in cui gli inquirenti avevano già posizionato le microspie – quelle poi scoperte proprio da Cristini – per indagare sulla gestione dei conti.

Bizzarre le giustificazioni di Cristini in quell’occasione, che parla di “soldi presi per saldare conti degli eventi che a volte non tornano”, o per “coprire le spese del gasolio che per legge non possono essere fatturate”, o ancora, “per non avere problemi (non si capisce di che tipo) nel corso della Creattiva di Napoli”.

Il direttore aggiunge poi che ha un accordo verbale con Trigona per un indennizzo di undicimila euro in più all’anno del suo stipendio. Nessuno dei presenti, stranamente, chiede chiarimenti.

Nel corso delle indagini sono emerse responsabilità anche per il segretario generale, Luigi Trigona, sospettato di aver avallato l’operato del direttore tecnico, nonché nei confronti del presidente del collegio sindacale dell’Ente, il quale, per sminuire i fatti, avrebbe cercato di aggiustare la contabilità, accordandosi, con gli altri indagati, sulla versione da fornire al Consiglio di amministrazione, in sede di approvazione del bilancio del 2018.

Gli accertamenti proseguono. L’inchiesta potrebbe riservare altri colpi di scena.

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