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Immobile a letto, vede la mamma morire per ictus e poi si spegne anche lui fotogallery video

Una vita insieme, fino alla morte. Felicita Carminati aveva 71 anni, il figlio Thomas Arrigoni 44: è deceduto otto ore dopo la donna, quando si è scaricato il respiratore che lo teneva in vita

Immobile a letto per una grave malattia, ha potuto solo osservare la madre morire per un malore e poi si è spento anche lui. Una vita insieme, fino alla morte. È una tragedia familiare che lascia senza parole quella avvenuta a Terno d’Isola, dove a poche ore di distanza sono deceduti una donna di 71 anni e il figlio disabile di 44. Il dramma si è consumato al piano terra di una villa bifamiliare in via Casolini 26.

Terno tragedia familiare

Nella notte tra sabato 29 e domenica 30 giugno Felicita Carminati è stata colpita da un ictus ed è deceduta in pochi istanti. La donna, rimasta vedova 24 anni fa, in quel momento era nella stanza del figlio Thomas Arrigoni, che accudiva poiché ridotto a letto a causa della distrofia muscolare di Duchenne e per questo costretto a vivere attaccato a un respiratore artificiale. Otto ore dopo, terminata la batteria dell’apparecchio, dopo aver visto inerme la mamma morire, si è spento anche lui.

A scoprire i cadaveri è stato il fisioterapista che ogni giorno si recava a casa dei due per gli esercizi muscolari di Thomas. Quando lunedì la donna non aveva risposto al citofono, pensava che non fosse in casa, ma martedì mattina si è ripresentato e non ha ricevuto di nuovo riscontro. Allora, insospettito, ha scavalcato il cancello e dalla finestra della camera da letto ha visto la drammatica scena: la 71enne era riversa a terra, suo figlio ancora nel letto.

Sul posto sono accorsi i carabinieri di Calusco e il medico legale per l’accertamento dei decessi. Il pubblico ministero Carmen Pugliese ha dato il nulla osta alla sepoltura. I funerali saranno celebrati giovedì mattina alle 10 nella chiesa parrocchiale di San Vittore Martire a Terno d’Isola.

Le salme sono state composte all’interno della villetta in cui la madre e il figlio vivevano. Tanti i parenti e gli amici che in queste ore stanno raggiungendo l’abitazione per l’ultimo saluto. Tutti uniti nel dolore e nel ricordo della signora Felicita, descritta come “una donna dal cuore immenso, che aveva dedicato la propria vita al figlio ma che quando poteva aiutava anche gli altri” e di Thomas “ragazzo dallo spirito sempre allegro per cercare di sostenere la mamma”.

La sua malattia era stata scoperta in tenera età. Una sindrome degenerativa, che nel giro di pochi anni lo aveva costretto prima su una sedia a rotelle, poi immobile a letto. Viveva grazie all’assistenza della donna ormai anziana, che trascorreva giorno e notte al suo capezzale. Il 44enne, tifoso juventino, ormai riusciva solo a parlare. Aveva un telefono cellulare a comandi vocali, ma quando la madre sabato notte è svenuta, l’apparecchio era in un’altra stanza. Senza possibilità di muoversi e di aiutarla, l’ha osservata mentre moriva e terminata la batteria del respiratore si è spento anche lui.

Una vicenda terribile che ha colpito una famiglia che era già stata abbastanza sfortunata. Nel 1995 Massimo, papà di Thomas, era venuto a mancare dopo un infarto. Alla fine del 2000 madre e figlio si erano trasferiti nella villetta di via Casolini. Lì, una decina di anni fa, in bagno era morta, sempre per infarto, la madre di Felicita. Con loro viveva anche Carlo, fratello della 71enne, che si è spento tre anni fa a causa di un’epatite.

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