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Il Comune: “Top Tower da rimuovere”, il Parco annuncia ricorso al Tar

Il caso della torre del bungee jumping troppo vicina al cimitero: arriva l'ordinanza per farla spostare

Nell’ordinanza del Comune di Torre Boldone si leggono termini come “demolizione” e “smantellamento”, ma vista la tipologia di struttura, in carpenteria metallica, per spostare la ‘Top Tower’ potrebbero bastare delle operazioni di smontaggio, “da effettuare entro 90 giorni”. Stiamo parlando della torre adrenalinica del bungee jumping, 20 metri d’altezza all’interno del Parco Avventura inaugurato un anno fa.

“Troppo vicina al cimitero perché non rispetta i 50 metri di distanza minimi previsti dalla Legge”, avevano denunciato le minoranze dopo la segnalazione di un privato cittadino. In effetti i calcoli lo hanno dimostrato. Uno ‘sforamento’ di circa 2,20 metri che potrebbe costare caro alle casse del parco: più o meno 50mila euro, secondo le stime effettuate dalla società stessa. Il caso, ovviamente, fa discutere.

“Una sanzione spropositata rispetto all’interesse pubblico tutelato – sostiene Andrea Giacompolli, socio della Parco Avventura Bergamo Srl -. Parliamo di un’area di oltre 14mila metri quadri. Spostare la torre di due metri non avvantaggerà nessuno, mentre a noi costerà dei soldi che potevamo destinare al Parco”.

Ad anticipare il contenuto dell’ordinanza, emanata a fine giugno, ci aveva pensato l’avvocato del Comune di Torre Boldone, che in una consulenza aveva definito il manufatto “illegittimo”, citando il testo unico delle leggi sanitarie, il regolamento regionale e chiudendo la porta alla possibilità di chiedere una deroga. “Eravamo preparati a questo – aggiunge Giacompolli -. Tra noi e il Comune di Torre Boldone c’è stato pieno dialogo e piena collaborazione attorno a questa vicenda. La loro non è una scelta contro il parco, ma una scelta in via precauzionale per evitare ogni tipo di problema”. Una delibera del Consiglio comunale – sempre secondo il legale – rischiava di essere impugnata per illegittimità. L’ordinanza, inoltre, fa anche riferimento ad una presunta “falsa rappresentazione dello stato dei luoghi”, “in particolare della rappresentazione nelle planimetrie progettuali della collocazione della fascia di rispetto cimiteriale”, quest’ultima finalizzata “alla protezione della collettività per ragioni di tipo igienico-sanitario” e “alla tutela del silenzio, del decoro e del luogo di culto” ricorda l’ordinanza.

Se il contenuto del provvedimento parla chiaro, la questione non è ancora chiusa: i responsabili della società Parco Avventura hanno annunciato ricorso al Tar, e non è escluso possano rivalersi anche nei confronti di chi ha steso il progetto. Ad ogni modo, “il parco divertimenti continuerà nel migliore dei modi la propria attività durante la stagione estiva”, assicura Giacompolli.

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