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“Sette ore di attesa senza essere visitato: la mia odissea al pronto soccorso di Bergamo”

Riceviamo e pubblichiamo lo scritto di un lettore che ha voluto raccontarci della serata passata al pronto soccorso del Papa Giovanni XXIII

Riceviamo e pubblichiamo lo scritto di un lettore (che chiede di restare anonimo) che ha voluto raccontarci della serata passata al pronto soccorso del Papa Giovanni XXIII di Bergamo. Serata finita in piena notte, senza la visita per la quale si era recato in ospedale: “Non mi sono arrabbiato per l’attesa, ma per la totale mancanza di comunicazione che c’è stata con me e con tanta altra gente in attesa”.

Ecco la lettera che ci ha inviato il lettore.

Gentile redazione di Bergamonews,
vi mando questo scritto per raccontarvi quello che mi è capitato due settimane fa al pronto soccorso dell’ospedale Papa Giovanni di Bergamo.
Succede che, a causa di un problema fisico per il quale sto ancora facendo accertamenti, mi sono dovuto recare d’urgenza in ospedale come mi era stato detto di fare dal mio medico di base di fronte all’insorgere del dolore.
Arrivo al pronto soccorso poco prima delle 18 di martedì 18 giugno. Capisco subito che ci sarà tanto da aspettare perché la sala d’attesa è piena di gente. Così, faccio l’accettazione e mi accomodo, in attesa di essere richiamato.
Ma non succede nulla.
All’una di notte, dopo sette ore di attesa e senza aver ricevuto informazioni, torno nell’ufficio dell’accettazione per chiedere -educatamente e senza pretese – quanto lunga potrebbe essere ancora l’attesa. E qui il colpo di scena: l’infermiera di turno mi risponde che il dottore che mi visiterà non arriverà prima delle 9. In pratica la mattina successiva.
Così, decido di lasciare il pronto soccorso e di tenermi il dolore perché, a quel punto, tanto vale poter tornare a casa e provare a dormire dopo aver preso un antidolorifico (l’ennesimo).
Come me, quella notte, tante altre persone hanno lasciato il pronto soccorso senza essere visitate. Tra queste c’era perfino una mamma preoccupatissima che aveva portato la bimba di 4 mesi che le era caduta: è rimasta ad aspettare per sei ore, poi, non ricevendo riscontri, se n’è andata.
Ho scelto di scrivervi non perché mi sono arrabbiato per l’attesa, ma per denunciare la totale mancanza di comunicazione che c’è stata da parte del personale del Papa Giovanni con me e con tanta altra gente in attesa: perché nessuno mi ha avvertito che avrei dovuto attendere ancora altre otto ore almeno? È forse per questo motivo che in quel pronto soccorso si rischia di restare in attesa di essere visitati per ore e ore?
Da parte mia c’è il totale rispetto per medici e infermieri che lavorano giorno e notte per noi. Ma non accetto di restare ignorato per più di sette ore su una poltroncina senza ricevere nessuna indicazione, senza che nessuno venga a dirmi ‘guardi signore che lei, per essere visitato, deve aspettare almeno fino alle 9 di domani mattina’.
Spero pubblicherete questa mia lettera. Grazie dell’attenzione.

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Commenti

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  1. planets
    Scritto da planets

    stanno privatizzando la sanità, tra le armi di distrazione di massa troviamo emergenza migranti,caldo d’estate e freddo il resto dell’anno,poveri noi