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Pedrengo, polemica sulle indennità della giunta: “Risparmiamo”, “No, sono aumentate”

Sul provvedimento è nata una diatriba: da una parte il sindaco Simona D’Alba evidenzia che gli stipendi sono inferiori rispetto a quanto previsto dalla legge per i Comuni con questo numero di abitanti, mentre dall’altra il gruppo di minoranza “ViviAmo Pedrengo” sottolinea che sono aumentati rispetto alla giunta precedente.

A Pedrengo si è accesa la polemica sulle indennità di sindaco, vicesindaco e assessori. I compensi, determinati con delibera di giunta n. 75 del 10 giugno 2019, sono stati quantificati in 1.812,77 euro per il sindaco, 906,38 euro (pari alla metà) per il vicesindaco e 815,74 per gli assessori. Per vicesindaco e assessori, essendo lavoratori dipendenti (e non hanno chiesto l’aspettativa), l’importo è dimezzato come previsto dalla legge, attestandosi rispettivamente a 453,19 e 407,87 euro.

Sul provvedimento è nata una diatriba: da una parte il sindaco Simona D’Alba evidenzia che gli stipendi sono inferiori rispetto a quanto previsto dalla legge per i Comuni con questo numero di abitanti, mentre dall’altra il gruppo di minoranza “ViviAmo Pedrengo” sottolinea che sono aumentati rispetto alla giunta precedente.

Entriamo nel dettaglio raccogliendo le posizioni di entrambi gli schieramenti.
Il sindaco D’Alba spiega: “Per i Comuni che hanno una popolazione tra i 5 e i 10mila abitanti, fra i quali rientra Pedrengo, la legge prevede un compenso di 2.800 euro per il sindaco, 1.400 euro per il vicesindaco e 1.200 euro per gli assessori. Il decreto ministeriale 119 del 4 aprile 2000, poi, indica una riduzione del 10% del tetto per chi ricopre questi incarichi. Nella riunione della giunta abbiamo scelto di non percepire le indennità piene e di ridurre il compenso di circa il 35% rispetto alla cifra massima con l’obiettivo di mantenere la stessa spesa della passata giunta sul totale annuo. Per prendere questa decisione abbiamo considerato che il bilancio approvato a marzo sostanzialmente aveva già previsto le indennità per quest’anno solare, quindi volevamo rimanere in linea con quel budget, che era stato definito dalla giunta precedente, di cui facevano parte alcuni componenti di quella attuale. In altri Comuni, invece, c’è chi riceve il compenso massimo: avremmo potuto farlo anche noi e la spesa sarebbe stata di oltre 60mila euro con la necessità di effettuare una variazione di bilancio. Non abbiamo voluto farlo e così risparmiamo 26mila euro che possono essere pochi ma diventano tanti guardando ai servizi che permettono di offrire”.

Le quote dei compensi sono diverse rispetto alla giunta precedente. La prima cittadina prosegue: “Il risparmio del 35% è relativo a quanto stabilito dalla legge e non si riferisce all’amministrazione precedente. La vecchia giunta aveva scelto di tagliare i compensi di circa il 48% di quanto previsto dalle norme ed era tantissimo: se avessimo applicato la riduzione dell’ex sindaco Gabriele Gabbiadini, che percepiva un’indennità di 1.400 euro, avremmo speso ancora meno, ma abbiamo pensato che non fosse adeguata a fronte di tutto il tempo e delle responsabilità che implica questo ruolo. Va considerato che si tratta di importi lordi e che i costi di gestione come il telefono e il trasporto sono a nostro carico. A modificare la ripartizione delle quote rispetto alla giunta precedente è anche il fatto che i tre assessori nella propria vita professionale sono lavoratori dipendenti e quindi il loro compenso va dimezzato per legge, mentre nella vecchia amministrazione due erano liberi professionisti e ricevevano indennità piena. Nel complesso il costo della giunta incide lo 0,9% del bilancio: è una guerra fra poveri e chi si dedica all’amministrazione del proprio paese deve ricevere un giusto compenso, altrimenti potrebbero svolgere questa funzione solo le persone abbienti”.

Dall’opposizione il capogruppo di “ViviAmo Pedrengo” Luca Rovaris contesta che si parli di risparmio: “In questi giorni è circolata la notizia del taglio delle indennità come spending review varata dal nuovo sindaco lasciando intendere che si riducano i costi rispetto a quanto è avvenuto sinora ma non è così. A confronto con l’amministrazione Gabbiadini si sono aumentati lo stipendio, l’attuale sindaco percepirà 339,55 euro in più del suo predecessore (1.812,77 anziché 1.473,22), il vicesindaco 453,19 anziché 368,31 (+84,88) e gli assessori 407,87 anziché 331,47 (+76,40). L’effettivo risparmio della nuova giunta è di circa 100 euro dovuto al fatto che i tre assessori sono tutti lavoratori dipendenti, per cui la loro indennità è dimezzata, invece nella vecchia giunta due erano liberi professionisti”.

Rovaris continua: “Sindaco, vicesindaco e assessori ricevono meno di quanto previsto dalla legge, ma qual è la novità? Negli ultimi vent’anni a Pedrengo nessuno ha mai percepito il massimo: tutti hanno rinunciato all’importo pieno tagliandosi ancor di più i compensi, addirittura l’ex sindaco Mirco Perini riceveva 1.200 euro. Lei si è aumentata di 300 euro al mese e non mi piace che si parli di spending review come se si cominciasse a risparmiare ora perché non è vero: il Comune non ha mai speso quei soldi da vent’anni. Sostenendo di aver tagliato le spese è come se fosse alla ricerca di un applauso ma in questo caso non lo merita. Se il sindaco, Simona D’Alba, invece, avesse mantenuto le linee seguite dall’amministrazione Gabbiadini avremmo avuto un risparmio di circa 8mila euro che potevano essere impiegati per altri progetti. Chi amministra deve essere pagato e la giunta effettua le proprie scelte, ma se ne deve assumere la responsabilità”.

A completamento delle posizioni dei gruppi consiliari, il capogruppo dell’altra formazione in minoranza, Francesco Vailati (“Pedrengo Comune per tutti”) dichiara: “Cinque anni fa ho attaccato Gabbiadini perché lui e i suoi assessori si erano aumentati le indennità rispetto al precedente mandato, soprattutto in concomitanza con un incremento dell’aliquota Irpef comunale. Tutti ci avevano attaccato, sia la maggioranza sia l’allora minoranza di Insieme per Pedrengo sostenendo che chi fa politica ha diritto a essere pagato. La polemica è giusta ma mi domando perché non si sia accesa anche la volta scorsa. La spesa della giunta D’Alba è simile a quella dell’ultima amministrazione Gabbiadini perché ci sono assessori dipendenti. Se dati alla mano dovesse emergere che questa scelta avrà impatti sulle casse comunali staremo dalla parte di chi si fa portavoce di questa problematica. Mi aspetto che il sindaco faccia chiarezza sulle notizie erroneamente interpretabili circolate nei giorni scorsi e che il gruppo di ViviAmo Pedrengo presenti un’interrogazione/interpellanza sull’argomento” per poi ascoltare la risposta”.

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