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Flamma cresce in America con un nuovo sito produttivo

L'azienda di Chignolo d'Isola, attiva nello sviluppo, produzione e commercializzazione di molecole e di principi attivi (API) per l'industria farmaceutica, ha rilevato dal colosso farmaceutico israeliano Teva, un sito produttivo negli Stati Uniti, a Malvern, nella zona di Philadelphia in Pennsylvania, entrando nel mercato statunitense con laboratori di ricerca e un impianto di produzione.

Flamma, azienda di Chignolo d’Isola che produce principi attivi e intermedi per l’industria farmaceutica ha rilevato dal colosso farmaceutico israeliano Teva, leader mondiale nel settore dei farmaci generici, un sito produttivo negli Stati Uniti, a Malvern, nella zona di Philadelphia in Pennsylvania.

“Nessun trasferimento di produzione all’estero – spiega GianMarco Negrisoli, Corporate Development Manager Flamma-. Con il nuovo stabilimento, grazie a soluzioni tecnologiche all’avanguardia, per capacità produttiva e livello di volumi prodotti intercettiamo una nuova fascia di mercato che oggi rappresenta una nicchia”.

Già soprannominata Flammadelphia, il nuovo sito americano dell’azienda bergamasca è un impianto produttivo con al suo interno un laboratorio di ricerca e sviluppo dotato di tecnologie nuove, e risponde ad un trend di mercato per piccole produzioni ad alto valore aggiunto. Tre i fattori che hanno motivato la scelta di investire negli Stati Uniti: geografico, brevettuale e tecnologico. “Per la Flamma si apre un capitolo nuovo: ampliamo l’offerta commerciale e tecnologica, ci avviciniamo al mercato americano e investiamo nella ricerca e sviluppo che sono la “benzina” dei siti produttivi bergamaschi”.

Flamma di Chignolo d'Isola

Il mercato americano sta sviluppando molte piccole aziende farmaceutiche le quali puntano sullo sviluppo di nuove terapie sempre più rare. “Da dieci anni, da quando siamo stati approvati dalla FDA (Agenzia per gli Alimenti e i Medicinali statunitense) siamo presenti negli Stati Uniti con un ufficio commerciale che ci aperto il mercato americano, il principale mercato mondiale”. Oltre ad un laboratorio di R&S, Flammadelphia, che occupa un’area 4.000 metri quadri, vanta un impianto pilota cGMP con capacità di idrogenazione, wet milling, 6kilo lab cGMP, 1 suite di laboratorio cGMP per High Potent Compound con isolatori classificati 3b (Roche) oBand 4 (Safebridge), 22 cappe chimiche, un laboratorio di sviluppo analitico, un laboratorio di controllo qualità ed uno spazio aggiuntivo per una futura possibile espansione per eventuali necessità analitiche, chimiche e di stoccaggio prodotti. Inoltre, il sito in precedenza sviluppava sostanze farmacologiche controllate, un mercato in cui Flamma non era presente fino ad oggi.

“A pieno regime – anticipa Negrisoli – il sito occuperà 60 persone e il nostro piano prevede di avere almeno 15 persone operative entro la fine dell’anno. L’idea è di impostare una rotazione tra i nostri ricercatori italiani, cinesi e americani, i quali trascorreranno un periodo di tempo nel laboratorio di Philadelphia per meglio comprendere cosa vogliono i clienti in prima persona. E’ un’ottima opportunità che aiuterà il nostro team a crescere rinforzando competenze chimiche, di gestione e spirito di squadra”.

Flamma, acronimo di Fabbrica Lombarda AmminoAcidi –, in Italia conta due siti produttivi – uno a Chignolo d’Isola e l’altro a Isso – ed è specializzata nella produzione di principi attivi e intermedi per l’industria farmaceutica e nutraceutica (es.cosmetici). Dai pochi grammi prodotti nei laboratori alle tonnellate prodotte nei moderni impianti, Flamma è uno dei leader italiani nella ricerca di processo.

Flamma di Chignolo d'Isola

L’azienda di Chignolo d’Isola è partner di piccole e grandi aziende farmaceutiche nello sviluppo di nuove cure, attraverso lo sviluppo di processi industriali per la produzioni di farmaci.

“Due le nostre linee di business – continua Negrisoli – : i generici, farmaci il cui brevetto è scaduto, e lo sviluppo e produzione conto terzi per le grandi case farmaceutiche. In questo caso lavoriamo sui farmaci innovativi. Per l’epatite C – oggi curabile – una fase della cura è frutto del lavoro nostro Team. Ma le aree terapeutiche sono in continua espansione, dall’HIV al diabete”. Il 25% dei principi attivi prodotti dalla Flamma sono generici mentre il 75% sono custom, conto terzi, che hanno permesso all’azienda familiare bergamasca una crescita esponenziale.

Nata nel 1950 per volontà di un medico bergamasco che aveva come obbiettivo migliorare le condizioni di vita nel dopoguerra, Flamma è cresciuta prima localmente attraverso l’acquisizione di un secondo sito a Bergamo e successivamente ha accolto la sfida della globalizzazione acquisendo uno stabilimento in Cina nel 2007, investendo in 3 centri di ricerca e sviluppo e aprendo uffici commerciali a Boston e Parigi. Ad oggi il gruppo che impiega globalmente 550 persone intorno al mondo e con un fatturato che supera i 100 milioni di euro, è guidato dalla terza generazione della famiglia del fondatore e mantiene viva la vision originaria che ha la salute dei pazienti come obbiettivo finale.

La Flamma ha sviluppato un modello vincente, partendo dal presupposto che acquistare le materie prime dalla Cina è inevitabile. “Siamo l’unica azienda europea con uno stabilimento di proprietà in Cina – continua Negrisoli -, gestito da noi. Nemmeno in questo caso si è trattato di trasferire la produzione all’estero ma di garantire la qualità perché lavoriamo noi direttamente le materie prime che in precedenza acquistavamo da altri. Così siamo in controllo completo della supply chain”.

Materie prime e filiera di qualità assicurata in Cina sono tra i punti di forza della Flamma mentre ricerca e innovazione sono i capisaldi su cui si basa l’operato dell’azienda bergamasca. Numeri alla mano, ad oggi Flamma impiega globalmente nel settore della ricerca 84 persone, pari al 12% della forza lavoro: una percentuale significativa, se si pensa che la media italiana, secondo gli ultimi studi, si ferma al 2%. “La ricerca costituisce il nostro driver aziendale. È il nostro biglietto da visita”.

Flamma di Chignolo d'Isola

Il 10% del fatturato, che per il 95% viene dal commercio con l’estero, viene reinvestito in progetti di espansione e di innovazione. “Qualità del prodotto, offerta di nuove tecnologie ed investimento sulle risorse umane sono gli elementi chiave al centro della nostro concetto di innovazione. Lo scorso anno, a livello di gruppo, siamo cresciuti di venti unità”. Dal 2012 ad oggi, solamente a Bergamo, sono entrate in azienda 146 persone, di cui 30 nel 2015 e 35 nel 2016. Colpisce anche l’età media aziendale, 33 anni, e il fatto che il 30% della forza lavoro sia laureato.

Flamma è cresciuta nel tempo grazie alla collaborazione con importanti multinazionali farmaceutiche impegnate nello sviluppo di farmaci salvavita: “Continuiamo il nostro impegno sui generici e allo stesso tempo ci stiamo concentrando e investendo sulle terapie innovative, come quelle per il fegato, le malattie degenarative e le malattie del sistema neurologico”. Sempre in tema di innovazione “lo scorso anno, grazie al Piano nazionale Industria 4.0 abbiamo iniziato un percorso di rivoluzione tecnologica con il cambio del sistema gestionale, integrando le macchine con il sistema operativo aziendale, migliorando soprattutto l’aspetto legato alla qualità del prodotto e sicurezza sui luoghi di lavoro”.

“All’interno di Flamma – continua Negrisoli – mi occupo dei progetti straordinari: le costruzioni, le espansioni, le acquisizioni e nel contempo seguo i progetti strategici legati ad investimenti e alle tecnologie, senza perdere di vista l’operatività e il contatto con i clienti. Sono CEO dello spin off Flamma Innovation che raccoglie tutto quello che ruota attorno alla ricerca e sviluppo della Flamma”. Flamma Innovation si occupa dell’attività di ricerca e sviluppo scientifico e commerciale di principi attivi, farmaceutici e non, della fornitura di servizi di ricerca, particolarmente per la sintesi di prodotti di chimica fine farmaceutica nonché della creazione, detenzione e gestione di brevetti.

“Mi sono laureato al Politecnico di Milano in ingegneria chimica. La prima esperienza lavorativa è stata negli Stati Uniti, presso un nostro competitor, dove ho trascorso un anno in fabbrica che mi ha dato l’opportunità di maturare un’esperienza a 360 gradi. È stata un’esperienza profondamente formativa sia dal punto di vista professionale sia umano. Sono entrato in Flamma per seguire l’acquisizione del sito cinese. Dopo tre anni, dal 2010 al 2012, mi sono trasferito in California per un master in Engineering Management. Dal 2012 al 2014 in Silicon Valley ho co-fondato con un amico una start up legata all’ispezione di semiconduttori a raggi X. In Flamma dal 2015, per un anno ho ricoperto il ruolo di project manager seguendo l’interazione tra azienda e cliente per poi passare al ruolo di Corporate Development Manager.

Con un investimento di 10 milioni di euro a Chignolo d’isola è in programma la realizzazione di una nuova palazzina che ospiterà il cuore della ricerca Flamma e altri servizi come gli spogliatoi, la mensa e la palestra. “L’obiettivo – conclude Negrisoli – è che Flamma non solo continui a crescere ma soprattutto rimanga un posto piacevole dove lavorare, dove tutti possano sentirsi realizzati nel proprio contributo per la salute dei pazienti di tutto il mondo”.

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