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Un coccodrillo in parrocchia: il Santuario della Madonna delle Lacrime e il leggendario rettile foto

Nuova puntata della rubrica domenicale di BGY che oggi fa tappa in Val Seriana

Un coccodrillo sulle sponde del Mar Adriatico: è questa la scena in cui, secondo la tradizione, si sarebbe imbattuto nei pressi di Rimini Bonelli de’ Ferrari, mercante originario di Premolo.

L’esemplare, risalente alla fine del Cinquecento, è infatti conservato all’interno del Santuario della Madonna delle Lacrime di Ponte Nossa, edificio sacro molto conosciuto fra i fedeli seriani per via del dipinto della Vergine che il 2 giugno 1511 avrebbe versato sangue dai propri occhi.

Documentata per la prima volta nel 1594 in occasione della richiesta di rimozione avanzata dalle autorità, la “lucertola marina” sarebbe stata uccisa dal mercante nel 1518 dopo che lo stesso avrebbe invocato in suo aiuto la Madonna delle Lacrime.

Una volta scuoiato, l’animale sarebbe stato successivamente trasferito nella chiesa seriana dove ancora oggi è custodito.

Nonostante l’affascinante ricostruzione, con ogni probabilità il coccodrillo fu acquistato dal mercante seriano durante uno dei suoi viaggi nell’area mediterranea e in seguito donato alla chiesa come ex voto alla Madonna.

Oltre alla storia di Bonelli de’ Ferrari, diverse sono le leggende sorte attorno all’uccisione del rettile come quella ambientata in un lago vicino a Ponte Nossa e che avrebbe visto protagonista una giovane con un bambino.

La ragazza, attaccata dall’animale, avrebbe implorato la protezione della Madonna che l’avrebbe salvata grazie al provvidenziale intervento di un cacciatore.

Quest’ultimo, in grado di uccidere il coccodrillo, avrebbe in seguito imbalsamato il rettile e poi portato in chiesa.

Nonostante le richieste di rimozione avanzate nel 1594 e nel 1700, il coccodrillo rimase sempre all’interno del Santuario e ancora oggi è possibile osservarlo appeso al soffitto della chiesa.

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Commenti

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  1. Scritto da Kurt Erdam

    e c’è anche chi dice che risalendo la valle cibandosi di vergini in quel di Ponte Nossa morì di fame. :-)