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Da Zeffirelli alla Scala: il bergamasco Alex Esposito non si vuole più fermare

Il basso-baritono, già candidato agli Oscar della lirica, nella stagione 2019-'20 tornerà nel tempio della musica italiana

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Dopo la nomination agli Oscar della lirica, il maestro Alex Esposito, basso-baritono bergamasco, aggiunge un altro successo alla lunga lista di traguardi già raggiunti. Una carriera in continua ascesa segnata dalla guida di Franco Zeffirelli in occasione del 93esimo Opera Festival del 2015 all’Arena di Verona e all’opera di Roma nel 2006. Esposito è l’unico artista bergamasco – in quell’occasione vestiva i panni di Leporello nel “Don Giovanni” – in grado di vantare una collaborazione con il regista scomparso lo scorso 15 giugno.

Ancor prima del “Don Giovanni”, Esposito fu diretto da Zeffirelli in “Boheme” all’Opera di Roma nel 2003.

Il grande interprete rossiniano – già insignito del premio “Rossini d’Oro” nel 2016 – tornerà nel paradiso del belcanto, il Teatro alla Scala di Milano, nella Stagione 2019-2020, dove vestirà i panni di Selim il turco in una nuova produzione del “Turco in Italia” di Gioachino Rossini, in scena dal 22 febbraio 2020 con la direzione di Diego Fasolis e la regia di Roberto Andò.

Esposito ormai è di casa nel prestigioso tempio della lirica. Quella annunciata sarà la quinta partecipazione del cantante in una produzione operistica alla Scala dopo due “Don Giovanni” di Mozart (nel 2006, dove ha interpretato sia Masetto sia Leporello, e nel 2010, dove ha interpretato Leporello), “Die Zauberflöte” di Mozart nei panni di Papageno nel 2011 e “La gazza ladra” di Rossini come Fernando Villabella nel 2017. “Tornare alla Scala è come tornare a casa – spiega il cantante – sono cresciuto lì. Parlo degli anni degli amici, delle code per vedere gli spettacoli. La Scala è stata la mia formazione: qui ho mosso i miei primi passi, proprio dal punto di vista della conoscenza”. Il Maestro, ora sempre in giro per il mondo, non manca mai di ricordare le proprie origini e aggiunge: “emozionalmente parlando, mi piace paragonare la Scala al Teatro Donizetti della mia città. In entrambi ho vissuto esperienza importanti per la mia formazione”.

Non si tratta di una prima volta, né per il luogo né per il ruolo. Esposito ha cantato con successo questo ruolo di Selim il turco per la prima volta all’Opera di Amsterdam nel 2012 e in seguito alla Bayerische Staatsoper di Monaco di Baviera nel 2014. È un connubio di cuore e sentimento a legare il basso baritono a questo personaggio. “Con questo ruolo debuttai ad Amsterdam nel 2011 – racconta il maestro – e poi a Monaco di Baviera. Il Turco in Italia è un’opera bella e particolare, una delle più amate dai rossiniani. Si tratta di un genere a sé, si tratta di un’opera buffa dove però non mancano il sentimento e la malinconia.

Dal 30 maggio al 18 giugno è stato impegnato nel ruolo di Don Quichotte nell’opera omonima di Jules Massenet alla Deutsche Oper di Berlino, con la direzione di Emmanuel Villaume e la regia di Jakop Ahlbom. “Si tratta di un ruolo in cui mi riconosco a pieno – confessa Esposito – il protagonista è un viaggatore, proprio come chi fa questo mestiere, non conosce confini, non ha limiti di culture”. “Don Quichotte perde solo apparentemente – conclude il cantante – viene rifiutato dal popolo, ma lui è il vero vincitore, il personaggio positivo che combatte il sistema”.

Il prossimo 20 luglio vedremo il basso-baritono bergamasco allo Sferisterio Opera Festival di Macerata. Diretto dalla regista Emma Dante, questa volta Esposito debutterà nel ruolo di Banco di “Machbeth” di Giuseppe Verdi.

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