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Ceci e Paganoni i consiglieri più anziani: “Non chiamateci saggi ma esperti”

Gianfranco Ceci e Simone Paganoni si raccontano a Bergamonews e raccontano la loro esperienza ultraventennale come consiglieri comunali

Siedono in Consiglio comunale a Bergamo da oltre vent’anni. Per loro la politica è qualcosa di più di una passione. Ci mettono anima e cuore per il bene della città, anche se stanno su banchi opposti. Gianfranco Ceci di Forza Italia e Simone Paganoni del Patto civico si raccontano a Bergamonews.

Si ricorda il suo primo giorno di tanti anni fa in consiglio comunale? Può raccontarcelo? Le emozioni sono cambiate?
Ceci: “Il primo giorno in Consiglio Comunale non si scorda mai. È un po’ come il primo giorno di scuola, il primo amore, il giorno del matrimonio, il primo figlio, il primo volo in aereo da solista. Era il lontano 1995 ed anche allora ero stato eletto con oltre 500 voti di preferenza. Si trattava della prima elezione del Sindaco a suffragio diretto. Perse Ilario Testa (centrodestra) e vinse Guido Vicentini (centrosinistra). Fui fin da subito assegnato alla Commissione III Urbanistica che elaborò ed approvò il nuovo Piano Regolatore Generale di Bergamo dove ha trovato collocazione il nuovo Ospedale. Dopo un anno il grande Testa mi affidò l’incarico di Capo-Gruppo creando le premesse per la vittoria di Veneziani e del centro destra 4 anni dopo alle elezioni amministrative del 1999”.

Paganoni: “Era il 1999 ma lo ricordo come fosse ieri. Mi tremavano le gambe dall’emozione. In quell’occasione non solo feci il mio primo discorso, ma presentai anche subito un emendamento ad una delibera (presentata dall’Assessore Gianfranco Baraldi) che stabiliva le tariffe per gli impianti sportivi. L’emendamento prevedeva tariffe ridotte per i minorenni e venne approvato (io ero in minoranza). Gian Gabriele Vertova (che mi sedeva accanto) mi disse di godermi quel momento perché era (ed è anche oggi) raro che una maggioranza approvi degli emendamenti proposti dalla minoranza: ne fui molto orgoglioso. Da allora di anni ne sono passati venti (ventinove se si considerano anche i nove anni di circoscrizione) ma l’emozione è sempre la stessa: ogni volta che varco il portone di Palazzo Frizzoni, salgo le scale e mi siedo nell’aula del Consiglio mi batte forte il cuore ma, se così non fosse, mi ritirerei subito dalla politica”.

Ceci Paganoni

Quali sono i pro e i contro di essere un consigliere comunale?
Ceci: “I vantaggi di essere nella stanza dei bottoni è di partecipare e di contribuire in prima persona alle grandi scelte amministrative della Tua città. Tutte le principali decisioni in termini di sicurezza, urbanistica, mobilità, infrastrutture, commercio, turismo, sociale, etc passano per il Consiglio Comunale. I contro sono che i cittadini che ti hanno votato ed anche quelli che non ti hanno votato ti chiedono conto di quello che fai e dei loro quotidiani problemi. Ma questo non costituisce un cruccio perché essere ancorato al territorio ed ai suoi problemi ti da la dimensione umana ed istituzionale del tuo ruolo di Consigliere comunale”.

Paganoni:
“Ad essere consiglieri comunali non si hanno privilegi: ne sotto l’aspetto finanziario, ne sotto l’aspetto professionale o di altro genere. Nonostante questo io mi sento un privilegiato. Privilegiato per poter passeggiare per strada, mano nella mano, con uno dei miei figlie e potergli raccontare che quello che vede è, in piccolissima parte, anche merito del lavoro di suo padre (che si tratti di un opera pubblica, di un nuovo diritto civile acquisito, di un parco o l’eliminazione di una barriera architettonica), questo è il nostro privilegio! Per contro l’aspetto negativo è che, se vuoi svolgere bene il ruolo del consigliere (studiare le delibere, ascoltare le esigenze e i problemi dei cittadini, cercare di risolverle, fare riunioni e sopralluoghi) devi dedicare molto tempo della tua giornata sacrificandolo alla famiglia, al lavoro e a propri hobby”.

Ceci Paganoni


È cambiato qualcosa nei consigli comunali in questi ultimi (e più) 20 anni?

Ceci: “Negli ultimi vent’anni è cambiato molto dal punto di vista politico. Prima la destra era la destra e la sinistra era la sinistra. L’ideologia comandava scelte e decisioni. Ora è tutto più sfumato tant’è che alcuni dicono che Gori è un ottimo Sindaco di centrodestra in quanto rincorre le tematiche care a questa parte politica in tema di sicurezza, mobilità, urbanistica, commercio, etc.. Ricordo che l’ex assessore alla mobilità Maddalena Cattaneo un mercoledì del 22 settembre 2004 paralizzò la città vietando l’ingresso in Bergamo alle auto con meno di tre persone a bordo per aderire ideologicamente alla Settimana della Mobilità Sostenibile. Fu il caos. Tutto ciò denotava la priorità delle scelte ideologiche rispetto a quelle pragmatiche e di buon senso. Ora tutto è più sfumato e più fluido. Finora, per esempio, nessuno si è azzardato a proporre un progetto per la pedonalizzazione del centro”.

Paganoni: “Purtroppo sì. Per una mia passione personale, circa 15 anni fa, andai a trovare e intervistare tantissimi ex consiglieri e assessori che si erano succeduti a Bergamo dal 1946 (oltre 300 sui 480 eletti in oltre settant’anni) e, da quello che potei costatare, temo di poter dire che, oggi, il livello di preparazione di chi entra in Consiglio è notevolmente calato (e, fra questi, mi ci metto, in parte, anche io). Forse molti si candidano con troppa superficialità, senza la giusta preparazione o le giuste motivazioni. Sicuramente poi, con l’entrata in vigore del maggioritario, sono diminuiti i compiti dei consiglieri e questo è certamente un po’ frustrante (soprattutto per chi siede fra i banchi della maggioranza). Sicuramente fra i meno preparati non metto Gianfranco Ceci: sia perché davvero non lo è, sia perché è un avvocato e, prima o poi, potrebbe servirmi ed è quindi meglio tenerselo buono”.

Ceci Paganoni

I suoi cavalli di battaglia sono cambiati in questi anni?
Ceci: “I miei cavalli di battaglia sono sempre stati gli stessi. Facendo l’avvocato di professione mi sono sempre occupato di tutta la parte regolamentare e tecnico-giuridica. Nel merito delle materie ho dato notevoli contributi in materia edilizio-urbanistica ed ho avuto grandi soddisfazioni nel gestire la delega come Assessore alla Mobilità, Trasporti, Infrastrutture e Smart City. L’introduzione delle ZTL e delle telecamere di controllo, la gestione dei trasporti insieme ad ATB, l’implemento del Bike-sharing, l’Area Camper, il restyling della stazione ferroviaria, l’avvio del Wi-fi sono frutto di quell’impegno. In questo mandato quale unico Consigliere di Forza Italia mi dovrò occupare di tutto essendo membro di diritto di tutte quattro le Commissioni Consiliari”.

Paganoni: “Direi di no, fin dal primo anno mi sono sempre occupato di ambiente, lavori pubblici, trasparenza e diritti civili e continuo a farlo. Mi piace occuparmi dei “piccoli” problemi che mi segnalano i cittadini (una buca da coprire, un albero da potare) e mi riempie di orgoglio quando riesco a far risparmiare soldi al Comune. Un altro mio cavallo di battaglia riguarda la trasparenza ed è per questo che, ogni anno, pubblico i dati delle presenza, degli interventi e delle votazioni di ogni singolo consigliere. Credo sia diritto di ogni elettore sapere se, chi ha votato, porta avanti bene il proprio mandato, si siede in consiglio solo per scaldare la sedia o, peggio ancora, non viene in consiglio: ritengo che tutti questi dati possano rendere il voto più consapevole. Certo, negli anni, ho fatto arrabbiare molti consiglieri e molti altri mi prendono in giro ma poi noto che durante le elezioni, chi ha i dati di presenza più alta usa i dati che raccolto per fare la propria campagna elettorale (sia a sinistra, sia a destra)”.

Ceci Paganoni

In tutti questi anni da consigliere, qual è stata la più grande delusione e la più grande soddisfazione?
Ceci: “La più grande soddisfazione di 24 anni di Consiglio Comunale è stata la nomina a Vice-Sindaco nel 2009 da parte di Franco Tentorio. La più grande delusione è stato perdere al primo turno alle recenti elezioni amministrative”.

Paganoni: “Tre sono i progetti andati a buon fine (dal mio punto di vista) e di cui vado più orgoglioso. Primo: la salvaguardia degli “orti di San Tomaso”, battaglia portata avanti con Pietro Vertova e centinaia di cittadini. Avevamo contro l’intero consiglio comunale (maggioranza di centrodestra e minoranza di centrosinistra di cui, tra l’altro, facevo parte): ore di consiglio, centinaia di emendamenti presentati per fare ostruzionismo in aula e un agguerrito gruppo di cittadini hanno fatto desistere la banca (che finanziava il progetto) e il Comune dal proseguire la strada di edificare in questa vera e propria oasi verde. Secondo: il registro delle “Unioni civili” presentato prima con l’amministrazione Bruni (ma il consiglio bocciò la proposta) e poi con Gori. Fu una vera e propria conquista riuscire ad approvare questa delibera e una gioia immensa poter poi celebrare la prima unione civile nel Comune di Bergamo. Terzo: anche questo progetto dovetti ripresentarlo due volte (la prima con l’amministrazione Tentorio e la seconda con Gori) si trattava di ridurre i seggi elettorali e spostarne altri per evitare la chiusura di tre scuole. Da quando è stato approvato (poco più di tre anni) si risparmiano oltre 40mila euro ad ogni tornata elettorale.
La più grande delusione è certamente quella di non aver intuito cosa stavamo per votare quando approvammo il progetto che ha permesso l’edificazione dell’edificio che oggi copre la visuale di Città Alta per chi arriva dall’autostrada. Ogni volta che passo da quella strada ci penso, mi maledico e maledico l’Assessore che lo ha permesso”.

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