BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Azzurre, fuori a testa molto alta: ora il calcio femminile è più forte

Il Mondiale lascia un'Italia orgogliosa e vera squadra, con le due bergamasche Giacinti e Serturini. E la Serie A aspetta l'Atalanta Mozzanica

“Non devono piangere: hanno fatto quello che dovevano”.

Le parole di Carolina Morace, ex goleador e citì della Nazionale di calcio femminile, sono un invito a ripartire. Dall’entusiasmo che la Nazionale ha sollevato, dal buon calcio che ha giocato, dall’orgoglio di una squadra che è arrivata tra le prime otto al mondo e ha dovuto arrendersi solo davanti alle campionesse d’Europa, un’Olanda veramente forte.

Sembrava di vedere tanti de Roon, il paragone ci viene spontaneo vedendo le arancioni pressare fin dal primo minuto e non lasciare tregua alle azzurre, per poi cogliere nel secondo tempo il frutto di un duro lavoro ai fianchi. Eppure l’Italia ha tenuto botta, con la sua difesa di ferro che sembrava impenetrabile anche questa volta, con una

Sara Gama che a volte bloccava le avversarie e usciva palla al piede dall’area come Koulibaly, con un portiere attento come si è dimostrata la Giuliani. Ma contro la prepotenza atletica delle orange c’è stato poco da fare.

Ecco, alla nostra Nazionale femminile, così forte nella testa, come aveva ben spiegato Maurizia Cacciatori, sono venute un po’ a mancare le gambe, un po’ per la disabitudine a tanti impegni ravvicinati ma soprattuto per la consistenza degli avversari, prima una Cina molto solida che ha fatto sudare le azzurre e poi un’Olanda che non ha concesso tregua.

No, non basta in un momento del genere dire “azzurre, grazie lo stesso”. Sarebbe riduttivo, sarebbe come non voler considerare il patrimonio che lascia questa eliminazione. Le lacrime delle ragazze, della Bonansea che non è riuscita a esprimere la sua tecnica contro la forza delle olandesi, della Giacinti caparbia in ogni azione e comunque sempre la più pericolosa delle azzurre ma delusa per non aver bissato il gol contro la Cina, sono comunque un segnale di grande sensibilità: per l’orgoglio e la capacità di fare squadra che hanno messo fino all’ultimo minuto e la voglia di ripartire, unite e forti più di prima. Forti anche, se possibile, grazie all’introduzione di un professionismo che ha sollecitato anche la coach Bertolini, nel suo discorso di congedo dal Mondiale.

“Usciamo a testa alta, le ragazze hanno giocato un Mondiale eccezionale”, ha ribadito Bertolini e certo l’entusiasmo, l’interesse, la passione che hanno raccolto le azzurre, i quasi cinque milioni di spettatori tv per Italia-Cina con la prodezza di Valentina Giacinti, devono essere una spinta per sostenere tutto il movimento del calcio femminile.

E poi l’orgoglio di aver visto in campo due bergamasche, sia pure negli ultimi 20′ dell’ultima partita, Valentina Giacinti di Borgo di Terzo e Annamaria Serturini di Gorno, la più giovane delle azzurre con i suoi 21 anni.

Giacinti cresciuta nell’Atalanta e poi formatasi in quel Mozzanica che ora lancia il grido d’allarme e ha bisogno più che mai del sostegno dell’Atalanta, per poter continuare. È quello che ci auguriamo: a metà luglio scade il termine per l’iscrizione alla Serie A del calcio femminile, dove speriamo di vedere ancora brillare i colori nerazzurri dell’Atalanta.

© Riproduzione riservata

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.