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Toy Story 4: un nuovo meraviglioso capitolo al femminile, dal finale dolce-amaro

Quei maghi della Pixar, perché questo sono, contro le aspettative generali sono riusciti, ancora una volta, a stupire e a farci innamorare di nuovo di Woody, Buzz Lightyear e di tutta la combriccola di giocattoli parlanti

Titolo: Toy Story 4

Regia: Josh Cooley

Attori: Tom Hanks, Tim Allen, Don Rickles, Annie Potts, Patricia Arquette, Joan Cusack

Durata: 100 minuti

Giudizio: ****

Anche solo alla notizia dell’uscita del secondo capitolo di un film che ha avuto molto successo c’è da aver paura. Spesso il sequel diventa un mero escamotage per fare soldi con una pellicola scadente perché tanto, dopo il successo del primo, “la gente al cinema ci va di sicuro”. Figuriamoci alla notizia dell’uscita del quarto capitolo! Impossibile, soprattutto dopo la chiusura così straziante e perfetta sul terzo. Eppure, quei maghi della Pixar, perché questo sono, contro le aspettative generali sono riusciti, ancora una volta, a stupire e a farci innamorare di nuovo di Woody, Buzz Lightyear e di tutta la combriccola di giocattoli parlanti.

Andy ormai è cresciuto, è partito per il college e ha lasciato i suoi giocattoli preferiti nelle manine di Bonnie, che è diventata la loro nuova bambina. La compagnia è rimasta più o meno intatta, ci sono quasi tutti: Woody, Buzz, Rex, Mr e Mrs Potato, Slinky, Hamm, Jessie e Bullseye. Tutti quelli che amiamo. Tranne Bo Beep, la pastorella di ceramica, eterna fiamma di Woody che, insieme alla sua lampada e alle sue pecorelle, è stata portata via.

Tuttavia la vita con Bonnie è ben diversa: Woody, abituato ad essere il giocattolo preferito di Andy, si ritrova spesso accantonato nell’armadio, insieme ai giocattoli in disuso, perché Bonnie preferisce giocare con Jessie. Questa nuova realtà lo ferisce e, in preda a una crisi di identità, decide di prendere in mano la situazione e ritrovare un senso alla sua esistenza di giocattolo. Così, il primo giorno di asilo di Bonnie, Woody si intrufola nel suo zainetto e la incoraggia a creare (letteralmente) un nuovo amico. Così nasce Forky, un giocattolo fatto con una forchetta di plastica e altri scarti raccolti dalla spazzatura. E, quando prende vita, è proprio lì che Forky vorrebbe tornare, nella spazzatura. Se non fosse che Woody cerca di impedirglielo in tutti i modi, perché ora Forky è diventato il giocattolo più prezioso per Bonnie che, senza di lui, si sente persa.

La missione di cui si è fatto carico Woody è stremante, ma il peggio arriva quando, durante una gita in camper, Forky riesce a lanciarsi fuori dal finestrino, costringendo Woody a seguirlo. Da qui, ha inizio una folle e concitata corsa alla ricerca del giocattolo smarrito, ovviamente intralciata da numerosi, assurdi e spesso raccapriccianti incidenti di percorso. In tutto questo, sarà la ritrovata Bo Beep, trasformatasi in una Tomb Rider di ceramica, ad aiutarlo a superare le difficoltà.

Non tutta la fatica va sprecata, però. Perché sarà proprio perdendosi che Woody riuscirà a ritrovare non solo Forky, ma anche se stesso.

Un finale incredibile, accennato e chiaro fin dall’inizio, ma che spezza i cuori dei fedelissimi una volta che si compie. Una fine, sì, ma insieme un nuovo inizio, che apre le porte a infinite, inimmaginabili possibilità.

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