Lizzola, da 100 profughi a 20: "Entro fine estate andranno via" - BergamoNews
Il caso

Lizzola, da 100 profughi a 20: “Entro fine estate andranno via”

La frazione di Valbondione aveva guadagnato la ribalta nazionale per l'elevata presenza di migranti rispetto al numero di abitanti, 180. Ora la situazione è decisamente cambiata

Lizzola di Valbondione, 1.250 metri di altitudine tra piste da sci, sentieri e antiche mulattiere. La vicenda del piccolo borgo incastonato sulle cime dell’alta Valle Seriana aveva attirato l’attenzione dei media nazionali, complice la presenza di oltre 100 migranti a fronte dei 180 residenti che lo abitano tutto l’anno. Un piccolo caso antropologico, se non da studiare almeno da raccontare.

Era il 2015, ma negli anni il numero dei richiedenti asilo si è drasticamente ridotto, tant’è che ad oggi ne sono rimasti solo 20, gestiti dalla cooperativa ‘La Fenice’ di Albino. La stessa che, nonostante le perplessità (eufemismo) verso i bandi riscritti dal Viminale guidato dal ministro Salvini – che tra le altre cose hanno quasi dimezzato il costo giornaliero pro capite per migrante – ha comunque deciso di partecipare al bando della Prefettura lasciando da parte il Centro di Accoglienza Straordinaria di Lizzola (Cas). “Quando il nuovo bando entrerà in vigore – spiega il responsabile Luca Blumer – la gestione del Cas passerà ad un altro operatore, oppure i ragazzi saranno ricollocati altrove”.

Della presenza dei migranti, a Lizzola, c’è chi non si è mai lamentato. Ma la convivenza con alcuni abitanti (già messi a dura prova dalle vicende giudiziarie che hanno travolto gli ex sindaci Benvenuto Morandi e Sergio Piffari) non è stata sempre facile, anzi. Dalle denunce per presunte molestie ai danni di una ragazzina del paese si va alle accuse di razzismo degli stessi stranieri, che più volte hanno manifestato la volontà di trasferirsi altrove, invitando la Commissione territoriale a sbrigare in fretta la loro causa.

In prima linea, portavoce di una certa insofferenza, c’è sempre stato Walter Semperboni, ex presidente della Sviluppo Turistico Lizzola e oggi vicesindaco, che del suo orientamento politico a destra (molto a destra) non ha mai fatto mistero. “Semplicemente sto portando avanti il credo del nostro gruppo di maggioranza, che consiste nello spostare questi ragazzi in realtà diverse, dove la tanto decantata integrazione possa realizzarsi” commenta Semperboni, che ha recentemente avuto un confronto con la cooperativa e la Prefettura.

Secondo le informazioni in suo possesso, ad oggi non ci sarebbe nessuno disponibile a proseguire la gestione del centro di accoglienza straordinaria. “Al prossimo bando emanato dalla Prefettura, il Cas di Lizzola verrà definitivamente chiuso – dice Semperboni -. Se non sarà così, torneremo ad alzare presto la voce”.

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