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L’edilizia bergamasca cresce e spera, Pesenti: “Ora serve personale specializzato e qualificato” video

La numero uno di Ance Bergamo sottolinea il buon momento del settore, con imprese e lavoratori attivi in crescita, e lancia un appello: "In 10 anni abbiamo perso tanto, oggi abbiamo difficoltà a trovare competenze di alto livello in termini di innovazione e tecnologia".

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Per essere innovativi, a volte, non serve necessariamente puntare tutto sulla tecnologia: basta anche una visione diversa o il volersi mettere in una posizione attiva e più coinvolta nei progetti di trasformazione delle città.

Muratori al lavoro

Ance Bergamo lo sta facendo con decisione, soprattutto da due anni a questa parte quando al timone dell’associazione dei costruttori edili si è messa Vanessa Pesenti, socio amministratore della società edile Pesenti Serafino di Brembate e da ottobre anche vicepresidente di Ance Lombardia che nel pomeriggio di giovedì 27 giugno, in assemblea privata, ha aggiornato i soci sullo stato di salute del movimento orobico.

Pesenti, partiamo da qui: come sta l’edilizia bergamasca?

Già dallo scorso anno tutti gli indicatori che ci danno il polso del settore, come il numero delle imprese attive, dei lavoratori, delle ore lavorate e la massa salari generata, hanno avuto un trend positivo anno su anno. Nei primi mesi del 2019 questo andamento positivo si è confermato, generando un ulteriore aumento. Se lo scorso anno la massa salari aveva registrato un +2,2%, oggi viaggiamo già oltre il 5%. Possiamo dire che la caduta si è arrestata e ora stiamo risalendo con buona continuità. Addirittura sono in aumento le imprese e lavoratori attivi.

Sono dei bei segnali di fiducia.

È vero ma non basta mai. Il tema che ci preoccupa di più è la contrazione economica generale del Paese. Se guardiamo i settori in cui operiamo, lavori pubblici e sviluppo privato, vediamo che entrambi attraversano momenti positivi. Così come la situazione delle manutenzioni straordinarie.

Da anni ormai si parla di un’edilizia che si deve occupare di manutenzioni, ristrutturazioni, recupero dell’esistente: è sempre questo l’indirizzo?

Aggiungerei anche la rigenerazione urbana, che è un ragionamento più complesso della semplice riqualificazione perchè coinvolge intere aree di città. È il caso, per esempio, di Porta Sud a Bergamo: la sfida è quella e si porta appresso anche innovazione tecnologica e di materiali. Abbiamo bisogno di amministratori lungimiranti e una grande occasione ci si prospetta con il Piano territoriale di coordinamento provinciale che delineerà la pianificazione futura della provincia.

Ci pare di capire che l’aspetto fondamentale sia l’idea, più che i fondi per realizzarla.

L’importante è avere una visione, a prescindere dalla dimensione di un Comune. Poi può esserci anche l’intervento di un privato a sostegno. A gennaio ci siamo proposti come collettore di opportunità: abbiamo invitato alcuni Comuni con idee interessanti di sviluppo del territorio che ci hanno presentato le loro progettualità. È quel fare rete che ci piace.

In inverno avete rivolto al Governo un forte appello per lo sblocco delle grandi opere: qualcosa si è mosso o è caduto nel vuoto?

Qualche risposta è arrivata, come la recente approvazione del decreto sblocca cantieri che rende più snelle alcune procedure degli appalti fino al 31 dicembre del prossimo anno. Sommariamente il parere è positivo ma sicuramente si poteva fare di più. Noi abbiamo una costante e diretta interlocuzione con l’assessore Terzi in Regione che si è sempre attivata subito per i temi di sua competenza.

Non c’è il pericolo che le misure rendano più snelle le procedure ma espongano al rischio di infiltrazioni malavitose?

Snellire non significa abbassare i controlli, anzi. Le regole ci sono, di meno ma più chiare. Amministrazioni e stazioni appaltanti devono condurre procedure di gara impeccabili.

Vanessa Pesenti

Quali sono stati i temi all’ordine del giorno dell’assemblea?

Siamo partiti dal raggiungimento degli obiettivi che ci eravamo dati, dal rafforzamento del dialogo con la Pubblica Amministrazione agli sviluppi di territorio e infrastrutture. Con la pubblica amministrazione abbiamo portato avanti diverse iniziative, fornendo strumenti che potessero aiutarli a cogliere tutte le potenzialità del territorio e ad attrarre investimenti. Abbiamo voluto fare tutto ciò che ci era possibile per promuovere e dare voce alla necessità di infrastrutture della Bergamasca.

Un nuovo approccio innovativo anche per la vostra associazione.

Sì, non vogliamo aspettare passivamente ma ci siamo messi a disposizione come parte proattiva nella stesura dei progetti.

Parlavamo prima di una ripresa che si sta consolidando: cosa manca ancora?

Siamo usciti da 10 anni di grande difficoltà che ha portato a una significativa riduzione dell’occupazione. Oggi, invece, ce n’è bisogno più che mai, in particolare di personale specializzato e qualificato da inserire nelle aziende. Da questo punto di vista stiamo riscontrando delle difficoltà: servono competenze di alto livello, in termini di innovazione e di tecnologia.

Un’ultima battuta, inevitabile, sul caso Ente Fiera Promoberg (LEGGI). Come state vivendo la situazione?

Siamo soci, per noi è complicato e crea imbarazzo. Credo che in primis sia necessario sviscerare le anomalie gestionali che sono state rilevata. Una volta chiarito questo si può procedere al rinnovo degli organi: farlo ora, in una situazione poco chiara, potrebbe essere controproducente.

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