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“Giulio, cittadino del mondo”: Paola e Claudio Regeni raccontano il figlio a Molte Fedi

L'incontro si terrà martedì 5 novembre nella Basilica di Santa Maria Maggiore in Città Alta

Martedì 5 novembre Paola Deffendi e Claudio Regeni, genitori di Giulio, il ricercatore scomparso in Egitto il 25 novembre del 2016, faranno visita a Bergamo.

L’incontro si terrà nella Basilica di Santa Maria Maggiore in Città Alta. I genitori ricorderanno il figlio esponendo aneddoti sulla sua vita, dalle passioni, alle ambizioni, alle sue attività e al lavoro svolto; interverrà inoltre l’avvocatessa Alessandra Ballerini, impegnata da oltre tre anni nell’ottenimento della verità riguardo a questo caso.

L’incontro-testimonianza con i genitori sarà uno dei momenti più toccanti di tutta la nuova edizione di Molte Fedi Sotto Lo Stesso Cielo, la rassegna culturale delle Acli provinciali di Bergamo. Il programma completo, con tutte le informazioni relative alle prenotazioni sarà online sul sito www.moltefedi.it da lunedì 1 luglio.

La rassegna è promossa dalle Acli di Bergamo, con il patrocinio della Cattedra Unesco sul pluralismo religioso e la pace, dell’Università di Bergamo, della Provincia e del Comune di Bergamo, in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Territoriale e con moltissimi gruppi e associazioni del nostro territorio.

La data della scomparsa risale al 25 gennaio 2016. Giulio si trovava a Il Cairo per svolgere un’indagine per conto della Cambridge University sui sindacati egiziani. Le ultime immagini che ci giungono dalle telecamere lo mostrano ad una fermata della metro, dove si suppone stesse aspettando un amico. Il 3 febbraio, nove giorni dopo la sparizione, la salma verrà recuperata in un fosso delle zone periferiche della capitale egiziana. Da allora non è stata ancora fatta chiarezza sulla morte del giovane italiano. E anche il governo egiziano non ha mai dato l’impressione di voler facilitare le indagini.

Giovedì 20 giugno, inoltre, ha fatto discutere il gesto del governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimilano Fedriga, che ha ordinato la rimozione a tempo indeterminato dello striscione “Verità per Giulio Regeni” appeso nel 2016 e tolto ufficialmente per far spazio agli addobbi per il campionato calcistico europeo Under 21. Amnesty International ha commentato la notizia come una “decisione sbagliata nel momento sbagliato”.

Qui, invece, trovate l’appello che Bergamonews ha pubblicato pochi giorni fa (leggi qui): un appello alla verità su un assassinio e alla liberazione di una giovane volontaria italiana, Silvia Romano. Una richiesta di ascolto, per fare in modo che la verità su queste vicende scriva una pagina diversa nel nostro Paese. Lo dobbiamo a queste due persone e a tutti i giovani che sono il presente e il futuro dell’Italia.

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