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Confindustria Bergamo, il bilancio: 83.500 posti di lavoro nel 2018 foto

Dal documento emerge che gli associati, nel vecchio anno, attraverso le loro attività, hanno generato un impatto economico sul territorio pari a 5,3 miliardi di euro

Gli associati di Confindustria Bergamo nel 2018, attraverso le loro attività, hanno generato un impatto economico sul territorio pari a 5,3 miliardi di euro e un impatto occupazionale pari a 83.500 posti di lavoro. Nello specifico l’impatto economico sull’economia nazionale in termini di retribuzioni erogate è stato pari a 3,7 miliardi di euro che sull’economia nazionale si misura in 1,6 miliardi di euro sul Pil.

I dati, che testimoniano la capacità delle imprese associate di generare valore economico, crescere e supportare, insieme al suo sviluppo, anche quello del territorio in cui opera, rappresentano la sostenibilità economica dell’associazione e sono contenuti nel Bilancio di Sostenibilità 2018 presentato da Confindustria Bergamo all’interno del roadshow nazionale di Confindustria per la responsabilità sociale d’impresa “Il futuro è delle imprese sostenibili”.

“Il Bilancio di Sostenibilità –ha spiegato Stefano Scaglia, presidente di Confindustria Bergamo- si focalizza sugli aspetti che riflettono gli impatti economici, ambientali e sociali significativi per un’organizzazione. Questo bilancio è stato redatto secondo gli standard internazionali previsti dal GRI (Global Reporting Iniziatives) e sottolinea lo sforzo dell’associazione e delle attività per il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile fissati dalle nazione unite. Vuole testimoniare i valori di sviluppo sostenibile e di responsabilità sociale a cui Confindustria Bergamo e tutte le imprese associate si ispirano nel loro operato”.

“L’intento –ha detto Rossana Ravello, presidente del Gruppo Tecnico di responsabilità sociale d’impresa- è quello di costruire un esempio concreto per le aziende associate, in particolar modo per quelle piccole e medie, che saranno progressivamente sempre più coinvolte nei processi di rendicontazione non finanziaria e che potranno parallelamente cogliere importanti opportunità offerte dalla Corporate Social Responsabilità in termini di competitività all’interno delle catene di fornitura e subfornitura”.

La rendicontazione delle imprese sulle questioni di sostenibilità, in questo contesto, costituisce un prerequisito che consente agli attori del mercato finanziario di valutare la capacità dell’impresa di creare valore a lungo termine nonché di gestire i rischi. E quindi è importante che anche le PMI comincino ad avvicinarsi alla rendicontazione non finanziaria in una logica di opportunità e non di vincolo o di onere. “Il gruppo tecnico di Confindustria –ha continuato Revello –sta lavorando su questi fronti, sia spiegando attraverso la diffusione del nostro Manifesto sulla RSI nelle territoriali del sistema come sostenibilità e innovazione sono i driver di sviluppo dell’economia raccontando casi concreti, sia mettendo a disposizione strumenti concreti come gli indicatori semplificati per la rendicontazione”.

Sempre in tema di sostenibilità economica nel 2018 sono state supportate 488 aziende con garanzia Confidi per un totale di 719 operazioni effettuate e di 78 milioni di credito erogato. In particolare, a conferma dell’attività del tessuto imprenditoriale locale, il 18% delle start up finanziate a livello nazionale appartiene al territorio bergamasco.

“Nel Bilancio – ha sottolineato Scaglia- c’è la chiara individuazione degli stakeolders e delle tematiche di sostenibilità rilevanti sia per l’Associazione che per gli stessi stakeolders. La correlazione di queste tematiche con gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, ci ha condotto ha identificare dieci obiettivi di sviluppo sostenibile ai quali Confindustria Bergamo contribuisce con la sua azione”. I dieci obiettivi di sviluppo sostenibile identificati sono: buona salute; istruzione di qualità; parità di genere; energia rinnovabile; buona occupazione e crescita economica; innovazione e infrastrutture; consumo responsabile; lotta al cambiamento climatico; pace, giustizia e istituzioni forti; rafforzare i mezzi di attuazione e rinnovare il partenariato mondiale per lo sviluppo sostenibile.

Oltre agli aspetti economici, in tema di responsabilità sociale sono diverse le iniziative messe in campo da Confindustria Bergamo. La formazione diretta, nel 2018, ha interessato 854 imprese associate per 7 mila lavoratori coinvolti mentre per quanto riguarda i rapporti con le scuole sono stati 8500 gli studenti impegnati in attività di orientamento che ha interessato più di 100 istituti territoriali e ha visto il coinvolgimento di 200 docenti in attività di stage. La società Servizi di Confindustria Bergamo ha erogato, sempre nel 2018, interventi formativi con 82 corsi nel campo della sicurezza dei lavoratori che ha interessato 531 aziende. Per quanto riguarda il welfare aziendale, l’Associazione ha supportato 110 aziende nell’implementazione delle linee guida. Da un’analisi è emerso che le aziende, attraverso l’introduzione di programmi di welfare, vogliono migliorare alcune problematiche riscontrate, prima tra tutte la necessità di aumentare la fidelizzazione e la retention, e il contenimento del costo del lavoro. E’ stato inoltre riscontrato che nel 62% dei casi non erano presenti misure di welfare prima del 2016 ma, nel biennio 2016 – 2018, l’80% delle aziende ha introdotto tali soluzioni. In tema di pari opportunità, nel settembre 2018 Confindustria Bergamo, con il Comune, la Diocesi di Bergamo e la comunità Ruah ha promosso l’”Accademia dell’Integrazione”, finalizzata alla formazione linguistica, civica e professionale dei richiedenti asilo con la volontà di costruire le premesse per una possibile integrazione e per rispondere alle esigenze in termini occupazionali delle imprese del territorio.

“Per sua natura -ha precisato Scaglia- Confindustria Bergamo contribuisce agli obiettivi di sviluppo sostenibile non solo agendo sulla propria organizzazione ma anche tramite le ricadute generate, in una sorta di effetto moltiplicatore, dai suoi progetti e dalle sue attività, che sono sempre volte a promuovere iniziative e comportamenti di sviluppo responsabile da parte delle imprese associate e degli altri attori del territorio”.

Per quanto riguarda la sostenibilità ambientale, la nuova sede di Confindustria Bergamo all’interno del Parco scientifico tecnologico Kilometro Rosso mira ad ottenere il livello più elevato di certificazione LEED, acronimo di “Leadership in Energy and Environmental Design”, un sistema di certificazione internazionale i cui parametri stabiliscono precisi criteri di progettazione e realizzazione di edifici salubri, energeticamente efficienti e a ridotto impatto ambientale. La nuova sede diventerà la terza costruzione della provincia di Bergamo ad avere ottenuto questa prestigiosa certificazione.

“L’obiettivo -ha concluso Scaglia- è quello di redigere, tra qualche anno, un bilancio sociale aggregato di tutte le aziende associate a Confindustria Bergamo con la rendicontazione delle principali progettualità e gli impatti sul territorio e sulla comunità”.

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