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“Caldo, treni in ritardo e senza aria condizionata: la mia odissea per tornare a casa”

Il racconto di una bergamasca che giovedì 27 giugno ha vissuto sulla sua pelle mille peripezie per rientrare da Modena a Calusco d'Adda, impiegandoci sei ore.

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È partita poco dopo le 15 da Modena ed è arrivata a destinazione, a Calusco d’Adda, dopo le 21: è l’incredibile viaggio di rientro da una trasferta lavorativa di una bergamasca che giovedì 27 giugno ha vissuto sulla propria pelle tutte le difficoltà lamentate in Lombardia (ma non solo) dai pendolari, protagonisti loro malgrado di una giornata nera per il trasporto su rotaia.

Già la partenza non era stata delle migliori: il treno Modena-Bologna delle 15.18 è partito in ritardo e senza aria condizionata in prima classe, per buona pace dei passeggeri. Nel capoluogo emiliano il cambio, per il Frecciarossa diretto a Milano Centrale: “Anche questo in ritardo ma sono arrivata in tempo per prendere la corsa successiva, quella con partenza alle 17.50 verso Lecco. E qui è iniziata l’odissea”.

Già perchè il convoglio, partito dal binario con trenta minuti di ritardo, si è fermato poco più tardi, tra la stazione Centrale e Greco Pirelli: “Eravamo sotto al sole battente, senza aria condizionata e c’erano 47 persone nello stesso vagone, per altro di quelli piccoli – continua – La gente a un certo punto ha iniziato a sentirsi male e a quel punto abbiamo iniziato a subissare di chiamate la Polizia Ferroviaria perchè in quella posizione, lontani dalle banchine, eravamo come in trappola”.

Treno ritardo

Il treno, ripartito a passo d’uomo, arriva finalmente alla stazione di Greco Pirelli: “Ci hanno fatti scendere e nel frattempo avevamo accumulato 290 minuti di ritardo. Il tabellone degli orari non era molto incoraggiante: ritardi e cancellazioni bene o male riguardavano tutti i treni, soprattutto quelli per Paderno-Robbiate che avrei dovuto prendere per poter arrivare a Calusco. Così, scelta disperata, ho deciso di approfittare di un suburbano per Monza che al suo arrivo è stato preso d’assalto, tanto da rendere difficoltosa perfino la chiusura delle porte. Ma almeno a Monza contavo di poter trovare una coincidenza che mi portasse a casa”.

Speranza vana perchè anche alla stazione brianzola la situazione non era delle migliori: “Non sono riuscita nemmeno a trovare un taxi – conclude – Erano tutti occupati dai tantissimi pendolari che erano nelle mie stesse condizioni. L’ultima spiaggia era un noleggio con conducente: Monza-Calusco, 85 euro. Sarei dovuta arrivare alle 18.38, sono entrata in casa dopo le 21 e solo perchè mi sono potuta permettere il mezzo privato”.

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