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Variante di Zogno, Terzi: “Dalla Regione impegno concreto, altri chiacchierano”

L'assessore regionale a Infrastrutture, Trasporti e Mobilità sostenibile bacchetta il Partito Democratico: "Forse mentre erano al Governo ignoravano l'importanza dell'opera".

“Mentre il Pd chiacchiera per racimolare un briciolo di visibilità, noi siamo al lavoro per sbloccare la situazione”: non usa mezzi termini Claudia Maria Terzi, assessore regionale a Infrastrutture, Trasporti e Mobilità sostenibile, parlando della polemica scoppiata attorno alla Variante di Zogno, dove il cantiere è ancora fermo a causa della mancanza di alcuni documenti.

“Regione Lombardia ha stanziato ingenti risorse per la Variante di Zogno: su un costo complessivo di 76 milioni di euro, il finanziamento regionale è stato di 61 milioni, di cui 33 milioni per finanziare interamente le opere di completamento. Opere che devono partire il più rapidamente possibile. E per agevolare l’avvio del cantiere, ripeto, sono disposta a percorrere qualsiasi ipotesi, anche ad agire nei confronti di chi dimostra di non saper portare a termine il proprio compito in modo efficiente. Non ho remore di sorta, non guardo in faccia a nessuno se c’è da tutelare il territorio. Quello che mi interessa è ottenere il risultato, ovvero il completamento di un’infrastruttura già finanziata e che i bergamaschi aspettano da troppo tempo”.

“Il Pd – conclude Terzi – è stato al Governo nazionale per molti anni, durante i quali fatichiamo a ricordare atti concreti in favore della Variante di Zogno. Forse mentre erano al Governo dormivano o ignoravano l’importanza dell’opera, tant’è che è dovuta scendere in campo Regione assicurando un finanziamento che ha pochi eguali a livello lombardo”. 

Il riferimento era alle parole dei bergamaschi Elena Carnevali, Antonio Misiani, Maurizio Martina e Davide Casati: “L’assessore Terzi dovrebbe risparmiarci dichiarazioni roboanti e spiegare perché la revoca dell’affidamento a Ilspa farebbe guadagnare tempo – avevano detto -. La situazione per la variante di Zogno non si risolve con l’individuazione di una nuova stazione appaltante, che causerebbe soltanto ulteriori ritardi ai lavori. Le affermazioni dell’assessore regionale alle Infrastrutture e alla Mobilità Terzi sono sintomo di improvvisazione e di falso efficientismo. Noi a suo tempo eravamo stati critici nei confronti della realizzazione di una società regionale come Infrastrutture lombarde ma l’idea che adesso, a due mesi dall’inizio dei lavori, si cerchino alternative alla strada già intrapresa è bizzarra e rischia soltanto di causare un ulteriore blocco dell’iter di realizzazione della variante di Zogno, già segnata da anni di ritardo. Le comunità della Valli hanno già atteso troppo tempo e regalare altre incertezze rasenterebbe il sadismo. Ci auguriamo invece che la Regione si concentri sull’accelerazione delle pratiche perché si risolvano i problemi burocratici ancora aperti e si passa anticipare i lavori prima di settembre. Ma sopratutto si garantisca con certezza che dall’affidamento definitivo tutto proceda senza inciampi e con celerità, senza ulteriori ritardi”.

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