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Astino, che spettacolo: il campo di lino è in fiore foto

In Italia, a Bergamo, dopo oltre sessant’anni torna la coltivazione del lino, grazie al Linificio e Canapificio Nazionale

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Astino, Bergamo. Veder fiorire una piantagione di lino in Italia, nel cuore della Valle delle Biodiversità, accanto alla filatura di Villa d’Almé, era un sogno ma anche una sfida ambiziosa per ii Linificio e Canapificio Nazionale

Leader nella produzione ad alta sostenibilità di filati di lino haut de gamme, Linificio e Canapificio Nazionale (Marzotto Group) vanta una vocazione storica, datata 1873, fatta di profondo rispetto della tradizione e orientamento al futuro, di creatività e ricerca della perfezione a partire dalle materie prime.

Un savoir-faire unico e attento alla sostenibilità che oggi, dopo oltre 60 anni, è riuscito anche nell’impresa di riprendere la coltivazione del lino in Italia, a Bergamo, immersa nel paesaggio della Valle delle Biodiversità, a fianco all’ex Monastero di Astino, complesso fondato nel 1107 e restaurato nel 2015, oggi centro attivo della vita culturale bergamasca.

Non un lino qualunque, ma l’eccellenza dei semi provenienti direttamente dalla Normandia, che Linificio e Canapificio Nazionale riceve da Terre de Lin, una delle più importanti e prestigiose
cooperative di produttori di lino a livello mondiale. Una profonda espressione di fiducia nella qualità, nella vocazione alla bellezza e nella filatura di altissimo livello che distingue l’azienda
di Villa d’Almé, insignita a novembre 2018, a Palazzo Montecitorio, del premio “100 Eccellenze italiane”.

Ad aprile 2019, Linificio e Canapificio Nazionale ha seminato due ettari di questo prestigioso lino all’interno dell’esclusiva area agricola di Astino, coltivazione che darà vita a 1000 kg di
fibra di lino che saranno filati a Villa d’Almé, dove, accanto a macchinari storici, l’azienda vanta l’utilizzo di tecnologie di ultima generazione. Un filo in limited edition, 100% Made in Italy e a KMzero, tinto da Dyeberg, che verrà acquistato in esclusiva per la moda da Albini Group per la realizzazione di tessuti della massima qualità destinati ai più prestigiosi camiciai su misura e
alle più esclusive aziende fashion. Per l’arredo, invece, il tessuto andrà in esclusiva a Martinelli Ginetto per la realizzazione di tessuti pregiati per la casa.

Così, l’AD di Linificio e Canapificio Nazionale Pierluigi Fusco Girard ha illustrato il progetto: “Nella sua storia l’azienda ha sempre avuto un rapporto “circolare” con il territorio, seguendo l’intuizione e l’insegnamento di uomini illuminati del passato quali Olivetti, Marzotto e Andrea Ponti, il nostro padre fondatore. È questa la prospettiva che intendiamo mantenere, ed è il motivo per cui oggi abbiamo voluto regalare al territorio, con questo campo di lino, un tocco di magia, un’emozione e un ricordo. La nostra fibra tessile è anche un concentrato di sostenibilità, concetto oggi diventato sempre più sinonimo di circolarizzazione non solo tra innovazione e tradizione, ma anche tra impresa e territorio”.

Giugno 2019: il fascino del lino in fiore ad Astino, frutto della semina di aprile 2019. Linificio e Canapificio Nazionale regala a bergamaschi e turisti, adulti e bambini, la possibilità di osservare con i propri occhi la magia di un campo di lino in fiore, spettacolo quotidiano tanto straordinario quanto effimero, che nella seconda metà di giugno dipinge il panorama di sfumature azzurre violacee al mattino (dalle nove, quando i fiori si schiudono) e verdi nel primo pomeriggio (quando sfioriscono), descrivendo il naturale e poetico processo di fioritura degli steli di lino.

Un emozionante tuffo nel passato, quando il lino veniva coltivato nel Nord Italia – fino al Secondo Dopoguerra – e un messaggio positivo, di speranza e bellezza, per le generazioni future.
La visita dei campi di lino di Astino in fiore sarà anche l’occasione per un pranzo (su prenotazione) o una cena all’ex Monastero di Astino, un’oasi di pace e quiete che risale al XII secolo, di
interesse storico-culturale ma anche gastronomico, poiché al suo interno ospita un ristorante che propone menù a base di lino. Un modo appetitoso per scoprirne i benefici per la salute
in utilizzo alimentare: è ricco di omega 3, fosforo e magnesio, elementi nutritivi utili per alzare le difese immunitarie, prevenire l’osteoporosi, l’invecchiamento e i problemi circolatori.

Una pausa gourmet gustosa, educativa e rilassante, aspettando che i fiori di lino sfioriscano colorando il paesaggio di quel verde argenteo che, il mattino successivo torna ad essere azzurro.
Solo a giugno. L’iniziativa, volta ad esaltare anche il forte legame con il territorio bergamasco, culla del tessile liniero italiano, fa parte di un progetto di valorizzazione della cultura del lino a KMzero frutto della collaborazione tra Linificio e Canapificio Nazionale e alcune delle eccellenze della filiera tessile liniera locale come Albini Group, Martinelli Ginetto e Dyeberg e realizzato con il patrocinio del Comune di Bergamo, di Confindustria e della Camera di Commercio.

Foto di Arianna Iezzi

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