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Promoberg: farne macerie o scegliere un intervento ”chirurgico”?

Che sia necessario un chiarimento, viste le recenti vicende, dalle lettere anonime alle cimici ai dubbi sul bilancio (a proposito un nuovo Cda straordinario è convocato per venerdì 28 con i funzionari della Kpmg) è indubbio, ma si aprono più strade per il superamento dell’attuale situazione

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Dopo i fatti emersi nelle ultime settimane, tra microspie e disvelamento di tensioni all’interno della Fiera di Bergamo (e forse qualcosa di più), un gruppo di associazioni di categoria, facenti parte di Imprese e Territorio, ha preso posizione in merito alla prossima assemblea dei soci chiedendo  “discontinuità” rispetto alla gestione passata della fiera orobica. Una posizione che è difficile comprendere.

Che sia necessario un chiarimento, viste le recenti vicende, dalle lettere anonime alle cimici ai forti dubbi sul bilancio (a proposito un nuovo Cda straordinario è convocatoper venerdì 28 con i funzionari della Kpmg per analizzare le varie voci punto per punto) è indubbio, ma si aprono più strade per il superamento dell’attuale situazione.

I conti Promoberg non sono rosei: negli ultimi anni ha segnato delle perdite, ma è vero che il canone di locazione all’ente fiera (proprietario dell’immobile) è cospicuo e altre spese straordinarie hanno inciso non poco su un bilancio complessivo di circa 10 milioni di euro. Va però tenuto conto che i risultati in termini di accessi e di fiere di successo sono sotto gli occhi di tutti.

Mentre Fiera Bergamo cresceva quella di Brescia chiudeva i battenti: superare i bresciani in gestione significa che qualcosa di buono è stato fatto.

Qui non si vuole fare la difesa della gestione uscente, ma è necessario guardare i numeri per quello che sono ed evitare allarmismi. La nostra fiera non sembra segnare passivi tali da rischiare il tracollo.

Vanno approfondite le vicende di queste ultime settimane e va compreso a fondo se vi siano state delle irregolarità nella gestione, ma da qui a un quasi giacobinismo ce ne dovrebbe passare.

Il pragmatismo orobico dovrebbe portare le associazioni di categoria più a un intervento di tipo chirurgico che a una demolizione al suolo.

La “discontinuità” voluta dalle associazioni suona particolarmente stonata, poiché l’attuale consiglio di amministrazione è in buona parte espressione di queste associazioni di categoria, prima fra tutte Ascom.

È come chiedere ai soci di maggioranza di Promoberg di essere in discontinuità con loro stessi: un controsenso.

Le cautele sul bilancio servono e forse, prima di radere al suolo tutto, bisognerebbe far terminare (o far fare) una seria e certificata “due diligence”.

Solo dopo si potrà valutare come intervenire.

Anche perché, chi dovesse entrare nel nuovo consiglio d’amministrazione si troverà ad approvare un bilancio non frutto della propria gestione, col rischio di dover valutare anche azioni di responsabilità verso i precedenti componenti del cda, alcuni dei quali siedono nelle giunte esecutive delle associazioni che l’hanno nominato: un potenziale rischio di deflagrazione.

La voglia di macerie può anche sembrare necessaria, viste le notizie e i sospetti, ma è utile?

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