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Esuberi alla Cooperativa Ruah, scendono da 30 a 15

Si tratta di 9 licenziamenti e 6 mancati rinnovi o proroghe. Nell’accoglienza a migranti e rifugiati, “tagliare i famosi 35 euro su cui per anni si è fatta tanta cattiva informazione si sta traducendo nella perdita di posti di lavoro

Scendono a 15 dai 30 annunciati a maggio, gli esuberi fra il personale della cooperativa sociale Ruah di Bergamo che si occupa dell’accoglienza a migranti e richiedenti asilo: si tratta di 9 licenziamenti e 6 mancati rinnovi o proroghe. L’accordo che chiude la vertenza è stato firmato ieri, 25 giugno, con Fp-Cgil e Fisascat-Cisl.

“Come già anticipato prima della firma, si è riusciti a individuare collocazioni alternative per una parte di personale a rischio, quindi gli esuberi in questa fase riguarderanno esclusivamente 9 insegnanti di lingua italiana più il mancato rinnovo di 6 contratti a tempo determinato” spiega Giuliana Rota di Fp-Cgil che ha seguito la vertenza. “L’accordo è stato costruito innanzitutto sul criterio della volontarietà delle lavoratrici che beneficeranno di un incentivo all’esodo variabile in base all’anzianità di servizio oltre che del proprio orario di contratto e mediamente pari a circa 5 mensilità. L’intesa stabilisce anche i criteri oggettivi utilizzati per individuare le lavoratrici che accederanno a questo incentivo all’esodo, come ad esempio l’età anagrafica, i carichi familiari, gli eventuali svantaggi. La procedura di licenziamento collettivo avviata si concluderà come previsto entro 120 giorni dalla sua apertura, dunque entro il 12 settembre”.

Ieri mattina le lavoratrici hanno accettato la proposta concordata in sede sindacale e, secondo quanto previsto dall’accordo, potranno usufruire già dal mese di luglio degli ammortizzatori sociali previsti quali l’assegno di disoccupazione in attesa di una futura ricollocazione.

“Il sistema delle cooperative bergamasche sta facendo rete attorno alla vicenda di Ruah così come richiesto al tavolo sindacale” prosegue la sindacalista. “Vi è un’attenzione rivolta a eventuali opportunità di lavoro sul territorio. Il tavolo di confronto sindacale continuerà a monitorare costantemente l’andamento di questa realtà. Se nel futuro la crisi del sistema di accoglienza dei migranti dovesse estendersi coinvolgendo ulteriori figure oggi non interessate da esuberi, si è convenuto l’utilizzo del FIS (Fondo di Integrazione Salariale)”.

Nei giorni scorsi la cooperativa ma anche gli stessi sindacati avevano sottolineato come, a seguito dei tagli ministeriali, a saltare siano i corsi di lingua italiana all’interno dei centri, le attività di sensibilizzazione e coinvolgimento dei diversi territori, minando così l’opera di integrazione.

La contrazione dell’attività è indubbiamente causata da un calo degli arrivi ma anche da una forte riduzione economica della quota giornaliera prevista nel rinnovo del bando di gara della Prefettura di Bergamo per il servizio di accoglienza e per il quale Ruah ha presentato formale offerta economica. “Ribadiamo ancora una volta che diminuire i fondi per l’accoglienza, cioè mettere le mani sui famosi 35 euro su cui per anni si è fatta tanta cattiva informazione (dicendo che finivano nelle tasche dei migranti) si sta traducendo nel taglio posti di lavoro di operatori e insegnanti” conclude la sindacalista.

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