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A Borgo Palazzo aprirà la “casa” per promuovere l’autonomia di bambini e adulti disabili fotogallery

Sorgerà nel padiglione 7 dell'Ats di via Borgo Palazzo, alle spalle della palazzina numero 4, dove si trova la neuropsichiatria infantile.

A Bergamo presto aprirà una “casa” per l’autonomia finalizzata a promuovere l’indipendenza dei bambini e degli adulti con disabilità. Si tratta dell’innovativo progetto ”Autonomia con Noi”, promosso dall’associazione “DinAmico” unico nel suo genere e pensato per chi ha problematiche sia a livello fisico sia relazionale.

Sorgerà in via Borgo Palazzo, nei locali di proprietà dell’Asst Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, nel padiglione 7, alle spalle della palazzina numero 4, dove si trova la neuropsichiatria infantile. Alessandra Bignamini, presidente dell’associazione, spiega: “L’idea è nata dalla necessità delle famiglie di far sì che i propri figli facciano autonomia occupazionale anche da piccoli. Conosciamo tante iniziative relative al “Dopo di noi” finalizzate a promuovere l’autonomia per le persone già adulte, che è un aspetto molto importante, ma non ci sono progetti che inizino da piccoli in modo che crescendo potranno essere indipendenti. Naturalmente, trattandosi di bambini, è un’autonomia relativa ma preziosa guardando al futuro affinchè riescano a gestirsi da soli nella quotidianità. È un’opportunità rivolta ai bimbi dai 6 ai 13 anni che siano in grado di usare almeno una mano e abbiano una capacità cognitiva sufficiente a ricevere gli stimoli”.

Il progetto si è sviluppato in sinergia con la neuropsichiatria infantile. Bignamini prosegue: “Lo abbiamo presentato alla dottoressa Laura Salvoni (il vecchio primario, ora sostituita dalla dottoressa Patrizia Stoppa), per capire se ci fosse interesse considerando che si sarebbero potuti allestire questi spazi vicino a loro rendendoli comodamente accessibili ai bambini che si recano nella struttura per effettuare la fisioterapia. La proposta è piaciuta e abbiamo avuto in concessione per vent’anni questi locali inseriti in un contesto dove sono ubicate molte associazioni”.

L’ambiente vuole essere accogliente e non darà l’impressione di un reparto ospedaliero: l’atmosfera è domestica e l’arredamento è quello che si potrebbe trovare anche a casa.

Insieme a un negozio Scavolini sono state progettate alcune modifiche alla cucina Utility, un modello adatto alle persone disabili: si presenta come un’isola che consente al bambino in carrozzina di potersi muovere senza avere ostacoli attorno a sè. Ma è facilmente utilizzabile anche dagli adulti con disabilità in quanto è disposta su due altezze.

Si giocherà cucinando e i partecipanti alle attività potranno prendere dimestichezza con pentole e cibo.

L’attività non sarà indirizzata solamente ai bambini: prenderà il via anche un progetto serale per le persone più grandi che escono dai centri di riabilitazione, si trovano ad avere una disabilità acquisita e hanno voglia di socializzare. Verranno organizzati dei corsi con cuochi per imparare a cucinare e tutti insieme mangeranno i piatti che sono stati preparati.
Per i casi di ipovisione è stato collocato un percorso a led sulle pareti visibile anche da chi ha una vista limitata o solamente laterale. Nulla è lasciato al caso anche in termini di colore: il piano di cottura della cucina usato dai bambini è bianco, mentre quello adoperato dagli adulti è nero in modo da avere il giusto contrasto che serve per chi vede poco. Analogamente le porte sono bianche con cornici colorate.

Coinvolgendo l’istituto “Marconi” di Dalmine, poi, verrà creato un orto verticale che consentirà di familiarizzare con gli aromi.

Tutto è studiato nel dettaglio anche per i bagni, che avranno water e bidet di varie altezze ma con modelli standard per imparare progressivamente a usarli da soli e curare la propria igiene personale. La presidente Bignamini prosegue: “In base alle esigenze che emergeranno, man mano apporteremo correttivi alla dotazione disponibile, ma riteniamo che avviare questo progetto è fondamentale sia per i bambini sia per le famiglie per aiutarle a individuare ciò che occorre per dare loro autonomia. Vorremmo che questa realtà sia molto vissuta e inclusiva, aperta a tutti perchè chi ha una disabilità non deve essere ghettizzato e il bello è stare tutti insieme, fare aggregazione”.

I lavori per allestire questo spazio sono agli inizi e l’inaugurazione è prevista a settembre, mentre a ottobre ospiterà dei laboratori di BergamoScienza: il festival di divulgazione scientifica ha accolto questa novità e con gli studenti dell’istituto “Marconi” di Dalmine i partecipanti potranno capire lo studio che ne ha portato alla realizzazione. A novembre, poi, cominceranno le attività con i bambini.

Il progetto è possibile grazie a una rete di privati che la presidente coglie l’occasione per ringraziare: “Molti si sono innamorati di questa iniziativa: non abbiamo fondi pubblici e tutto si è sviluppato grazie all’aiuto di associazioni come Amitié Sans Frontières e il sostegno di aziende come Montello”.

L’associazione “DinAmico”, nata nel 2017, ha sede a Villa d’Almè ed è impegnata nell’ambito della disabilità. La presidente Bignamini conclude: “Mio figlio, che è su una carrozzina, muove bene la mano destra e meno la sinistra, ha conosciuto gli atleti paralimpici Berardi e Tomasoni e voleva fare sport ma non aveva idea di quale scegliere. Non sapevo dove indirizzarlo, così abbiamo aperto questa associazione e abbiamo cominciato a organizzare percorsi psicomotori in cui i bambini possono conoscere le varie discipline e cimentarsi nella loro pratica”.

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