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Arriva la prima importante ondata di calura dell’estate 2019 previsioni

Tre fasi. La prima: fino a mercoledì 26 giugno, con effetti quasi certi. La seconda: da giovedì a venerdì 28 mattina, con effetti ancora da quantificare ma i segnali sembrano robusti. La terza, da venerdì pomeriggio/sabato 29 in avanti, ancora abbastanza incerta (ma di sicuro non servirà il maglione, per chiarire con un eufemismo). Illustriamole passo passo.

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Nei prossimi giorni il Nord Italia sarà coinvolto dalla prima importante onda di calore dell’estate 2019. Il Centro Meteo Lombardo in un dettagliato articolo ne inquadra la dinamica, ponderando gli effetti salienti in Lombardia in termini di temperatura, umidità e ventilazione. Lo scopo secondario dell’articolo (non meno importante) è quello di strappare qualche sorriso. Se è vero che il caldo intenso può essere un problema, non bisogna sottovalutare il danno emotivo da prospettiva.

Vi ricordate quando lo scorso maggio si girava in giaccone, si dormiva ancora col piumone e molti di voi lanciavano invettive contro quell’algida coda di primavera, nemica delle chiappe al vento e delle gare ciclistiche in alta quota? O tempora, o mores (surgelates). Sembra passata un’eternità, invece è un mese o poco più, quanto basta all’atmosfera per proporre nei nostri lidi due scenari radicalmente opposti, con (ovvio) vantaggio di quello sbilanciato verso l’alto.

Per dipingere una parete grande, ci vuole un pennello grande. Quando però si parla di tinteggiare di rosso fuoco, il pennello ha le dimensioni del deserto del Sahara, dunque vince in ciabatte (infradito).

A stimolare la risalita di masse d’aria nord-africane verso latitudini mediterranee ci penserà una maestosa circolazione depressionaria nord-atlantica, spaparanzata in oceano tra il Portogallo e le Isole Azzorre.

Possiamo delineare tre fasi. La prima: fino a mercoledì 26 giugno, con effetti quasi certi. La seconda: da giovedì a venerdì 28 mattina, con effetti ancora da quantificare ma i segnali sembrano robusti. La terza, da venerdì pomeriggio/sabato 29 in avanti, ancora abbastanza incerta (ma di sicuro non servirà il maglione, per chiarire con un eufemismo). Illustriamole passo passo.

FASE 1 (fino a mercoledì 26)

Il nastro trasportatore della caldazza inizierà a traghettare aria molto calda in direzione delle Isole Baleari, dei Pirenei e dunque della Francia, dove andrà progressivamente a radicarsi il magazzino della brace. Le terre galliche d’oltralpe sperimenteranno una situazione di calura estrema, con temperature massime tardo-pomeridiane diffusamente superiori ai 35°C (picchi locali oltre i 40°C). In Gallia Cisalpina di romana memoria, invece, ossia a casa nostra, ci troveremo ai margini orientali dell’afflusso caldo più intenso, con le Alpi Marittime che cercheranno – in un primo momento – di contenerlo parzialmente a ovest. Ciononostante, il forte effetto di subsidenza indotto dal promontorio in quota (moti verticali discendenti, dunque compressione, dunque riscaldamento) avrà modo di lavorare anche sopra le nostre teste padane. Per questa ragione guadagneremo circa 3°C sulle temperature massime al piano, che dunque dai 32/34°C si porteranno con mercoledì sui 35/37°C. I picchi diurni, almeno per il momento, si assoceranno a umidità relative non eccessivamente alte. La sensazione di afa, tuttavia, sarà già importante anche perché, calendario alla mano, il nostro organismo non si è ancora accomodato alla stagione delle grigliate in salsa piccante.

Per quanto riguarda le minime notturne: inizieranno ad essere “pesanti” nei contesti urbani già da domani, ma più significativamente da mercoledì all’alba, quando nelle grandi città sarà difficile scendere sotto i 24/25°C. In tutto questo ci sarà ostile l’eclittica: la durata della notte è praticamente ancora ai minimi annuali, avendo superato da pochissimo il Solstizio d’Estate. La palla gialla non fa in tempo a tramontare che te la ritrovi sopra l’orizzonte in un amen. E via con un nuovo giro di giostra.

La ventilazione, seppur debole o moderata a regime di brezza, cercherà di accompagnarci almeno nelle ore diurne, dunque regalandoci una (seppur lieve) mitigazione del disagio. Nottetempo, eventuali movimenti d’aria saranno privilegio dei pochi lombardi residenti nei paradisi climatici a ridosso delle pedemontane vallive, dove i rilievi “scaricano” e consentono un provvidenziale ricambio d’aria nelle abitazioni. Chi vive in piena pianura non ha idea di quanto possa impattare la presenza di ventilazione notturna sul raffrescamento degli edifici.

FASE 2 (giovedì 27 – venerdì 28 mattina)

Veniamo alle dolenti note. Fino a mercoledì l’onda calda, per quanto importante, non avrebbe mostrato connotati di assoluta eccezionalità. Per carità, senz’altro molto importante essendo fine giugno, ma non tale da meritare menzione speciale alla luce dei (recenti) eccessi climatici del terzo millennio.

Da mercoledì sera, tuttavia, una particolare condizione sinottica determinerà un cambiamento molto importante nello scacchiere mitteleuropeo. Quale modifica? E’ presto detto. La circolazione depressionaria in atlantico verrà isolata dal flusso “padre” (flusso zonale nord-atlantico), trasformandosi dunque in una goccia fredda isolata, orfana al largo delle coste della Penisola Iberica.

Questa modifica avrà un impatto gigantesco sull’evoluzione in area alpina, dal momento che il flusso zonale, “sganciato” dall’ondulazione meridiana che lo vincolava in pieno oceano, sarà dunque libero di scorrazzare verso il centro-est Europa.

Questo significa due cose. La prima è che il respiro nord-africano sarà trascinato temporaneamente verso ovest, in accordo con una componente più ciclonica (rotazione antioraria) delle masse d’aria sulla Francia. Gioconda arrosto e tana libera tutti? Vi sbagliate. Non avete ancora letto la seconda cosa.

Per contro un vivace impulso nord-occidentale in quota inizierà ad abbordare le nostre Alpi, dirottando sul Nord Italia le roventi masse d’aria francesi. Ben conoscete cosa accade quando una massa d’aria viene forzata contro una catena montuosa. Sottovento, dunque tra Piemonte e Lombardia in questo caso, si determina un contributo energetico ulteriore per esaltazione delle correnti discendenti, dunque aumentata compressione dell’aria nei bassi strati (effetto favonico).

Non è possibile, ad oggi, definire i contorni di questi effetti nel tempo e nello spazio, anche perché la dinamica è fortemente condizionata dalla direzione esatta dei venti nei bassi strati, che – specie nel semestre caldo – sono un po’ più “pigri” rispetto all’inverno e tendono ad agganciare tardivamente i flussi in quota. La densità media dell’aria estiva è più contenuta e dunque gli scarti pressori al suolo sono più modesti. Detto in altre parole, il “pozzo” che viene a scavarsi nel catino padano, deputato a richiamare aria dall’alto verso il basso, è meno profondo.

Al di là di queste considerazioni termodinamiche spicciole: tra giovedì pomeriggio e venerdì mattina sarà possibile osservare, almeno localmente (specie su Piemonte e ovest Lombardia), condizioni termo-igrometriche del tutto inusuali, benché transitorie. Parliamo della possibilità di accarezzare la soglia psicologica dei 40°C a fondovalle (sebbene secchi). Ma la vera chicca, con ogni probabilità, non è tanto nelle massime. La particolare tempistica dell’ingresso della ventilazione settentrionale potrebbe riservarci uno scenario incredibile nella notte tra giovedì e venerdì, allorché le zone maggiormente battute dal vento (in primis le pedemontane, ma in generale tutto il comprensorio alpino e prealpino) potrebbero osservare temperature minime a fondovalle superiori ai 30°C. È forse questa l’anomalia potenzialmente più incredibile, tuttavia legata a sottili equilibri che sono ancora da confermare.

In concomitanza con l’ingresso della ventilazione nord-orientale dalla porta della Bora, in particolare al mattino di venerdì, non sono da escludere locali fenomeni temporaleschi sulle Alpi Orientali, forse a lambire il Veneto e l’estremo est Mantovano e forse non solo. E’ un’ipotesi, bisognerà riaggiornarsi.

FASE 3 (da venerdì pomeriggio/sabato 29…)

Già nel corso della giornata di venerdì la Val Padana centro-orientale sarà probabilmente “colmata” da levante con aria di provenienza dall’alto Adriatico. Questo significherebbe un moderato rientro termico su tutti i settori, compensato da un aumento igrometrico. Agli effetti termometri più clementi, ma sensazione percettiva dell’afa pressoché inalterata o quasi, forse ecco mitigata dalla vivace ventilazione da est. A partire da sabato la pressione zonale retrograda (d’accordo, è un ossimoro, ma è incredibilmente così!) veicolerebbe correnti nord-orientali sempre più decise, stemperando progressivamente il quadro termico, che tuttavia si manterrebbe su valori massimi comunque importanti (31/33°C). Siamo tuttavia ai limiti dell’orizzonte previsionale attendibile.
Tecnicamente parlando la circolazione fredda in oceano sarebbe riagganciata dal flusso padre nord-atlantico, condizione che di fatto ne concluderebbe l’azione d’aspirapolvere sahariano, pur non mettendoci al riparo – ben inteso – da una perdurante ingerenza della stabilità alto-pressoria in sede mediterranea. Eventuali scenari “freschi” (ahah!!) sono quanto mai nascosti (diciamo terrorizzati) sotto l’orizzonte previsionale. Se ne riparlerà, eventualmente, a luglio inoltrato.

Questo è quanto. Buon caldo a tutti… e la prossima volta ripensateci due volte prima di mandare al diavolo il fresco di fine maggio, perché il diavolo fa le pentole ma non i coperchi, quindi la pentola di Satana poi ci ribolle in faccia.

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