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“Io alla Roma? Non potevo tradire Bergamo, e in Champions sogno d’incontrare il Real”

Gian Piero Gasperini si racconta: "La Capitale mi stimolava ma non ho mai pensato di lasciare l'Atalanta, per me ora sarebbe impossibile"

L’offerta della Roma, il sogno Champions raggiunto, le avversarie che arriveranno e il mercato che rinforzerà una squadra che ha già scritto la storia. Con lui in panchina. Gian Piero Gasperini si è raccontato a RadioUno.

“Stiamo vivendo un’estate particolarmente bella, emozionante – ha raccontato il tecnico piemontese -. È stata un’annata straordinaria, coronata dal raggiungimento del sogno Champions, un traguardo mai raggiunto dalla società. Ora pensiamo alla prossima stagione a quello che potrà succedere”. Sarà un mercato ‘inedito’ per il club orobico che “non venderà giocatori a meno di offerte impensabili e stratosferiche – conferma Gasperini – Il nucleo formato da questi 13-14 giocatori dovrebbe rimanere e questo è già un modo diverso e vantaggioso rispetto al passato di partire. Non avremo defezioni, ci sarà una squadra che sa colme muoversi, come giocare, e cercheremo di mettere quei pochi pezzi, ma di qualità, di valore, che possono dare una completezza alla rosa e una maggiore forza alla squadra”.

Uno di questi pezzi è Muriel, attaccante colombiano voluto fortemente proprio dal tecnico torinese: “Ma anche da tutta la società. E’ un giocatore che ci ha sempre fatto gol, almeno avremo un avversario temibile in meno. La società è stata bravissima, ha aspettato che si creassero le condizioni migliori e ha piazzato questo colpo. Ci darà maggiori possibilità”.

Eppure per il Gasp si è a lungo parlato di Roma. “Era una cosa che stimolava ma ho sempre tenuto le distanze in attesa del risultato del campionato – precisa l’allenatore -. C’è una stima reciproca ma non c’è mai stato un vero tentativo. Era una cosa che mi stimolava ma non siamo mai andati oltre. Per quello che Bergamo ha rappresentato per me era difficile, impossibile andare via. Sarebbe stata una forma di piccolo tradimento. Non mi sentivo di percorrere questa strada per quanto la Roma soprattutto sia stata una grande tentazione. Ma per il risultato raggiunto e tutto quello che sta facendo Bergamo per me non potevo cambiare”.

Tentazioni alle spalle, ora è tempo di riscrivere la storia. Un’altra volta: c’è la prima avventura dei nerazzurri nella massima competizione continentale per club. “Siamo speranzosi di incontrare le migliori in Champions League anche perché abbiamo visto la composizione delle fasce e ci sono solo squadroni. Mi piacerebbe andare a Madrid col Real perché il Bernabeu è uno stadio storico, e poi in Inghilterra. Le nostre chance non sono altissime e tanto vale portare la nostra gente negli stadi che rappresentano la storia del calcio. Lo stadio cresce in un modo incredibile, c’è una gran voglia di costruire questa curva in modo da giocare la Champions a Bergamo, è difficile perché i tempi sono risicati – conclude l’allenatore degli orobici – ma è bello l’impegno con cui stanno portando a termine questa curva”.

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