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Lucio Vanotti: “Eleganza e dignità, i miei abiti? Ispirati alla semplicità della valle Imagna” fotogallery

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Ha appena aperto una nuova sede a Milano – la “Lucio Vanotti Haus” -, sogna un negozio in Piazza Libertà a Bergamo, ma confessa “che più passa il tempo e più mi affascinano le piccole semplici stallette sperdute nei boschi” della Valle Imagna. Mentre Pitti lo celebra, lo stilista Lucio Vanotti si racconta a Bergamonews.

Quali responsabilità ha sentito nel presentare la sua collezione in una manifestazione così importante come Pitti Uomo?
“Non ho sentito nessuna particolare responsabilità , è stato più un felice momento creativo a conclusione di un lavoro durato sei mesi di preparazione , attento a fare qualcosa di interessante per me e per Pitti Uomo”.

Qual è stato il concept generale della sfilata?
“Abbiamo portato in passerella un dialogo tra l’abbigliamento classico e l’abbigliamento da casa, l’intento è quello di portare all’esterno la confidenza e la comodità dell’homewear arricchendolo di eleganza e dignità”.

Il Made in Italy rappresenta ancora il nostro Paese o viaggia su un binario diverso adeguandosi alle tendenze internazionali?
“Il Made in Italy” esiste , ma non solo come capacità tecnica, ma soprattutto come capacità intellettuale, la nostra lunga storia ci permette di essere all’avanguardia nella tecnica e nella creazione. Non c’è futuro se non si conosce il passato”.

A distanza di due anni dall’evento, quanto crede che abbia influito sulla sua notorietà?
“La partecipazione a Pitti mi ha dato una grande visibilità mediatica soprattutto per la presenza all’evento di molte testate giornalistiche e buyers internazionali. Ho avuto la possibilità di accrescere contatti con l’estero, in particolare con Giappone e Cina”.

Ha mai tenuto in considerazione la possibilità di aprire una boutique a Bergamo, in virtù delle sue origini bergamasche?
“Mi piacerebbe molto aprire una boutique a Bergamo essendo la mia città natale, ma ultimamente il pubblico si sta sempre di più affidando alla vendita online ed avere un negozio servirebbe solo come vetrina, a maggior ragione in una piccola città come Bergamo”.

C’è un particolare luogo di Bergamo che la affascina e in cui le piacerebbe aprire uno spazio?
“Mi piacerebbe in piazza della Libertà, il Razionalismo è uno stile architettonico che mi ha sempre affascinato. Io però sono cresciuto in Valle Imagna… e più passa il tempo e più mi affascinano le piccole semplici stallette sperdute nei boschi”.

Alcuni suoi capi sono attualmente a Palazzo Pitti a Firenze per la mostra “Romanzo breve di moda maschile” che racconta i successi di Pitti Uomo dal 1989 al 2019. Si ritiene onorato di farne parte?
“Sono molto orgoglioso di essere stato contattato da Pitti insieme a circa altri centodieci brand che hanno fatto la storia di questa grande storica manifestazione”.

La collezione esposta è stata creata appositamente per la mostra?
“No, Pitti Immagine ha chiesto espressamente di riportare alcuni abiti che rappresentassero al meglio la sfilata che feci del 2017, è una mostra che documenta stagione dopo stagione l’evoluzione della moda maschile”.

È intenzionato a migliorare qualcosa della sua maison anche in vista della prossima fashion week?
“Sì, abbiamo da poco inaugurato la nostra nuova sede “Lucio Vanotti Haus” in una fabbrica restaurata originaria degli Anni Trenta nell’area nord di Milano. Abbiamo intenzione di far diventare questo spazio un centro non solo per i nostri eventi, ma anche per manifestazioni culturali ed artistiche. Probabilmente la sfilata per la fashion week si terrà qui. Inoltre stiamo progettando una nuova piattaforma online in cui si potranno acquistare le collezioni, rafforzando il rapporto diretto con il cliente”.

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