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Inchiesta ospedale Papa Giovanni: si chiude con l’archiviazione

Il gip del tribunale di Bergamo ha accolto la richiesta del pubblico ministero Giancarlo Mancusi

Si è chiusa con un nulla di fatto l’inchiesta sulla trincea drenante dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo e su altri appalti, che vedeva indagati per abuso d’ufficio tre ex direttori generali, Carlo Bonometti, Stefano Rossattini e Carlo Nicora, che si erano succeduti nel tempo a ricoprire tale carica, e l’ex direttore amministrativo Peter Assembergs.

Venerdì 21 giugno il gip del tribunale di Bergamo Maria Luisa Mazzola ha accolto la richiesta di archiviazione del pubblico ministero Giancarlo Mancusi che aveva seguito fin dall’inizio la vicenda.

Il caso, scoppiato nel 2013, aveva fatto scalpore e prometteva sviluppi clamorosi. Così non è stato. In particolare, secondo l’accusa originaria, Nicora e Assembergs, nell’ottobre del 2011, avrebbero affidato i lavori per la trincea (1 milione e 200mila euro) senza l’istituzione di un regolare appalto all’Ati (associazione temporanea d’impresa) capeggiata dalla Dec di Bari, che aveva in carico la realizzazione dell’ospedale, e sfavorito le ditte che all’eventuale bando avrebbero potuto partecipare (il reato si è comunque prescritto nell’ottobre 2017).

Rossattini e Bonometti, invece, erano accusati di aver affidato, tra il 2004 e il 2010, alcuni appalti del nuovo ospedale, riguardanti alcuni lavori diversi dalla trincea, anch’essi senza l’istituzione di un regolare bando.

“Gli elementi acquisiti nelle indagini preliminari – scrive però il pm nella sua richiesta di archiviazione – non appaiono idonei a sostenere l’accusa in giudizio”. Inoltre alcuni degli episodi presi in esame erano già prescritti e altri si avviavano a fare la stessa fine. Tesi accolta dal gip.

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