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È l’estate di Giovan Battista Moroni, la Deposizione di Cristo nel sepolcro torna a Gandino

L'opera, realizzata da Moroni nel 1566 per la distrutta chiesa di Santa Maria ad Ruviales, lasciò il paese all'epoca delle soppressioni napoleoniche del 1798, per non farvi più ritorno

È l’estate di Giovan Battista Moroni: dopo oltre due secoli la Deposizione di Cristo nel sepolcro ritorna nei luoghi in cui è nata e inaugura il museo diffuso “Moroni in ValSeriana”.

Nell’anno in cui New York riscopre Giovan Battista Moroni con la mostra alla Frick Collection e dopo il successo della retrospettiva alla Royal Academy di Londra, la ValSeriana, la terra che gli diede i natali, dedica al celebre artista rinascimentale un progetto culturale articolato.
Dalla collaborazione tra comune di Gandino, Accademia Carrara, PromoSerio, Pro Loco Gandino ed enti culturali della ValSeriana, nasce il progetto “Moroni dall’Accademia Carrara a Gandino”, che restituisce temporaneamente al suo contesto d’origine la tela raffigurante la Deposizione di Cristo nel sepolcro.

L’opera, realizzata da Moroni nel 1566 per la distrutta chiesa di Santa Maria ad Ruviales, lasciò Gandino all’epoca delle soppressioni napoleoniche del 1798, per non farvi più ritorno.

Oggi la Deposizione è custodita nelle raccolte dell’Accademia Carrara ed esposta nelle sale della Pinacoteca, ma per tutta l’estate la si potrà ammirare nello storico Salone della Valle di Gandino, fulcro di un’iniziativa che ne ripercorre le vicende storiche e artistiche attraverso un ricco programma di iniziative culturali, eventi, tour guidati e conferenze.
L’iniziativa avvia una collaborazione tra PromoSerio e Accademia Carrara, che si pone l’obiettivo di riscoprire il ricco patrimonio della Pinacoteca cittadina riscaldando il legame con il territorio attraverso iniziative dedicate.

La mostra diventa il cuore di un’“Estate del Moroni” che propone itinerari tematici e visite guidate alle realtà storiche e architettoniche di Gandino, conferenze, collegamenti con le principali manifestazioni del territorio e l’allestimento di un ufficio turistico dedicato nella sede espositiva.
Parallelamente all’iniziativa, grazie al costituirsi di un network tra Comuni, parrocchie e realtà culturali della valle, nasce il museo diffuso “Moroni in ValSeriana”, un itinerario da Ranica a Fino del Monte, che fa tappa a Villa di Serio, Nembro, Albino, Fiorano al Serio, Oneta e Parre, i luoghi ai quali l’artista ha lasciato in eredità straordinarie opere di soggetto sacro. A differenza dei ritratti moroniani, oggi dispersi in tutto il mondo, queste opere sono ancora oggi custodite nei contesti per cui sono state concepite.

Filo conduttore del percorso è infatti il paesaggio della ValSeriana, che fa da sfondo in tutte le opere ed è scelto da Moroni come punto di incontro tra fede e vita quotidiana.

Contrassegnato dall’inconfondibile colore rosa, che insieme al nero è vera e propria cifra cromatica di Moroni, il museo diffuso si può percorrere in autonomia o partecipando ai “Tour in rosa”, programma di itinerari guidati con servizio di bus navetta. Un filo rosa corre, dunque, tra i capolavori del sacro che segnano il mondo poetico di Moroni.

“Regione Lombardia si impegna a valorizzare il territorio – afferma Lara Magoni, assessore regionale al turismo, marketing territoriale e moda -, e promuove la sinergia delle città con le nostre valli, con un percorso che porterà a far conoscere la Val Gandino e la ValSeriana attraverso le opere di Moroni.”

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