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Bergamo tra le candidate a diventare “città creativa per la gastronomia”

Per ora in Italia solo altre due città hanno ricevuto il riconoscimento, Parma e Alba: a novembre la decisione finale dell'Unesco

Dopo le mura venete riconosciute due anni fa patrimonio dell’umanità dall’Unesco, con il classico raviolo bergamasco dalla forma allungata, ripieno di carne di maiale o di manzo, solitamente condito con burro, erbe e spezie locali e con la polenta fatta con farina di mais e di farina di grano saraceno e l’aggiunta di fontina o branzi, Bergamo è candidata a diventare “città creativa per la gastronomia”.

Candidatura avvenuta tramite l’adesione al bando per entrare a far parte della Rete delle Città Creative dell’Unesco. Una realtà nata nel 2004, finalizzata alla promozione della cooperazione tra le città che hanno identificato la creatività come elemento strategico per lo sviluppo urbano sostenibile.

Il consiglio direttivo della commissione nazionale italiana per l’Unesco, che si è riunito la scorsa settimana a Roma, ha deliberato sulle candidature a entrare nella Rete delle Città Creative ed ha deciso all’unanimità di sostenere oltre alla città di Bergamo per la gastronomia, anche Biella e Como per l’artigianato e Trieste per la letteratura.

Le quattro città dovranno presentare le loro candidature all’Unesco entro il 30 giugno e nel mese di novembre 2019 verranno annunciate le città designate.

Per la città di Bergamo il riconoscimento significherebbe incrementare la visibilità e la reputazione internazionale, ampliare potenzialità e target del suo patrimonio culturale enogastronomico e pianificare azioni di potenziamento e sviluppo delle attività di Cooperazione Internazionale, insieme ad altri territori dall’identità culturale affine.

La Rete delle città creative dell’Unesco attualmente comprende un totale di 180 città, in 72 Paesi e si suddivide in 7 aree corrispondenti ad altrettanti settori culturali: musica, letteratura, artigianato e arte popolare, design, Media Arts, gastronomia e cinema.

Bergamo potrebbe entrare in un circuito d’eccellenza, “certificato” Unesco, di città e soggetti pubblici e privati che individuano in questa impostazione condivisa un’occasione di scambio, sviluppo e soprattutto di internazionalizzazione, con impatto diretto su: turismo e visibilità, imprese e categorie di settore, formazione/educazione. Le città del circuito infatti si impegnano a condividere best practices, sviluppare partneship e progetti comuni.

Le quattro città selezionate rispondono in pieno ai requisiti richiesti dall’Unesco ed hanno programmato un piano d’azione immediatamente realizzabile, in linea con gli obiettivi della Rete e dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile, come richiesto nel bando.

Attualmente in Italia le città creative sono nove: Bologna (musica), Fabriano (artigianato e arte popolare), Roma (cinema), Parma (gastronomia), Torino (design), Milano (letteratura), Pesaro (musica), Carrara (artigianato e arte popolare) e Alba (gastronomia).

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